Articolo da "La Repubblica" del 7 febbraio 2008


"Niente pillola, meglio una puntura"
Londra, campagna del governo per evitare le baby-gravidanze
L´iniziativa suscita dubbi e proteste per i possibili rischi per la salute e per motivi etici
ENRICO FRANCESCHINI

dal nostro corrispondente
LONDRA - È stata il simbolo della liberazione sessuale degli anni Sessanta, ma ora qualcuno ritiene che sia arrivato il momento di mandarla in pensione. Questo, perlomeno, sostiene il governo britannico, lanciando una campagna per invitare le donne a usare metodi contraccettivi diversi dalla pillola. Spirale, iniezione di ormoni e altri sistemi, affermano le autorità del Regno Unito, offrono alle donne una migliore garanzia di non restare incinte; e di conseguenza possono ridurre la piaga delle gravidanze non desiderate, che crescono a livelli preoccupanti in Gran Bretagna, facendo aumentare per riflesso il numero degli aborti e quindi anche le spese dello stato per finanziarli nelle strutture pubbliche.
L´obiettivo della campagna è dunque duplice: da un lato contenere il fenomeno delle ragazze-madri, dall´altro ridurre la spesa pubblica. E nel mirino, per realizzare entrambi, c´è questa generica paroletta che da quasi mezzo secolo ha assunto un solo, preciso significato: "the Pill", addirittura con la maiuscola, come la scrivono i giornali inglesi, la pillola anticoncezionale.
I GP, ovvero "General Practitioners", i medici generici a cui è associato ogni cittadino del regno, verranno perciò esortati a suggerire, in particolare alle pazienti più giovani, di non scegliere automaticamente un contraccettivo orale, e di pensare piuttosto a metodi alternativi vecchi e nuovi che garantiscono un effetto più lungo, dai tre mesi ai cinque anni. Attualmente, soltanto il 14 per cento delle donne che chiedono al proprio medico una ricetta per un contraccettivo fanno ricorso a un metodo a lungo termine, come appunto l´iniezione di ormoni (la cui durata è di dodici settimane) o la spirale (che funziona per un periodo di fino a tre anni), mentre più del 35 per cento, equivalente a tre milioni di donne britanniche, usano la pillola. Il problema è che ben tre quarti di coloro che la usano dimenticano di prenderla per due o più giorni consecutivi ogni mese, rischiando di avere una gravidanza.
Dimenticare di prendere la pillola, secondo le statistiche, è in effetti la ragione più comune citata da donne che richiedono di abortire per una gravidanza non desiderata. Il fenomeno è in crescita soprattutto fra le "gravidanze di teen-ager", cioè di minorenni: nel 2006 ci sono stati 201.173 aborti in Inghilterra e Galles, rispetto a 186.400 l´anno precedente, e l´aumento maggiore si è registrato per le donne al di sotto dei 19 anni. Poiché il National Health Service, il servizio sanitario nazionale, finanzia l´87 per cento degli aborti, l´aumento pesa sul bilancio dello stato: gli esperti calcolano che ci sarebbe un risparmio di 140 milioni di euro l´anno con un maggior uso di metodi contraccettivi a lungo termine. Per i quali, insomma, non è necessario ricordarsi ogni giorno di prendere una pillola.
L´iniziativa del governo suscita però dubbi e proteste. I primi riguardano il fatto che anche iniezioni di ormoni e spirale, come la pillola, possono avere effetti collaterali rischiosi per la salute. Le proteste vengono dai gruppi antiabortisti, secondo i quali una contraccezione a lungo termine aumenterebbe ancora di più la promiscuità sessuale e le malattie veneree, di cui la Gran Bretagna ha uno dei peggiori record in Europa.