Aborti illegali, 8 donne indagate
Genova, dal ginecologo suicida per evitare pubblicità. Pagavano 500 euro
Nell´inchiesta telefonate intercettate e riprese di telecamere
GENOVA - L´intervento costava cinquecento euro. Versati in contanti, lasciando lo studio del ginecologo pochi minuti dopo l´operazione. Lo provano le telefonate intercettate, lo confermano le riprese delle telecamere nascoste dai carabinieri all´ingresso dei due ambulatori privati. È tutto fin troppo chiaro, spiegano gli investigatori. Nelle ultime settimane hanno individuato almeno una decina di casi riconducibili allo stesso dottore, tutti uguali. Interruzioni di gravidanza nei limiti di tempo previsti, cioè entro novanta giorni dal concepimento. Ma eseguite in strutture non autorizzate.
Nei prossimi giorni il pm Sabrina Monteverde interrogherà otto donne, protagoniste e vittime al tempo stesso di questa difficile vicenda. Perché nonostante il suicidio del principale indagato - il medico che li praticava - l´inchiesta sugli aborti clandestini non si è chiusa. Restano le otto indagate. C´è l´ostetrica che collaborava con Ermanno Rossi, il ginecologo genovese di 54 anni che si è tolto la vita per la vergogna. E ci sono loro, quelle che l´intervento lo hanno voluto e subìto. Tra i 25 e i 40 anni di età (indiscrezioni parlano anche del coinvolgimento di una minore ma non ci sono conferme ufficiali) : c´è la starlette, l´impiegata, la funzionaria di un´azienda statale. Non erano disperate. Alcune non sapevano di violare la legge, altre cercavano prima di tutto la riservatezza. Ora sono spaventate. Le hanno convocate in procura e la maggior parte di loro patteggerà la pena. La legge 194 prevede una multa di 51 euro per chi ha abortito entro i 90 giorni, sei mesi per chi lo ha fatto oltre questo limite. Si sono già rivolte ad alcuni legali, tra cui gli avvocati Paolo Bonanni, Riccardo Pedullà e Pasquale Tonani, che di questa vicenda delicata non vogliono assolutamente parlare.
I medici del Gaslini ieri mattina hanno lasciato una rosa bianca sulla sedia del collega. Ermanno Rossi, che lavorava in un ospedale cattolico. Che era obiettore, ma che vent´anni fa era stato uno dei fondatori, proprio dentro al Gaslini, del Centro di diagnosi delle malformazioni del feto. Un´attività che, però, discostandosi dalla filosofia dell´istituto, si era conclusa qualche tempo dopo. Alla famiglia in queste ore sono arrivate decine e decine di attestazioni di solidarietà e cordoglio, con telegrammi, fax allo studio e mail scritte a quotidiani on line. Testimonianze toccanti di chi ricorda una gravidanza difficile, un parto disperato conclusosi felicemente grazie al «caro dottor Rossi».
L´inchiesta, invece, era iniziata nell´ottobre scorso. «In maniera piuttosto casuale», spiega il pm Monteverde, smentendo la fantomatica denuncia di un´attivista del Movimento per la Vita. Si parla di un´indagine di tutt´altro genere, di un dialogo casuale che viene intercettato e provoca l´apertura di una nuova indagine. Il magistrato taglia corto, si limita a dire di aver ricevuto la segnalazione che quel medico procurava aborti clandestini nei due studi privati di Rapallo e Genova, nella centralissima via XX Settembre. Dopo aver messo sotto controllo i telefoni, aveva fatto piazzare delle telecamere nascoste nei pressi degli ambulatori. Le riprese erano servite a individuare volti e orari, e a incrociarli con appuntamenti e accordi intercettati nelle telefonate. Lunedì mattina le perquisizioni, alla sera il suicidio.
(m. cal e m. p.)