Articolo da "La Repubblica" del 12 marzo 2008




Le stime dell´Istituto superiore di sanità. Allarme in Campania e Sicilia per boom di obiettori
Donne straniere e ragazze del Sud 20mila interruzioni illegali all´anno
Gli esperti del ministero: ma la 194 in 30 anni ne ha evitati un milione

PAOLA COPPOLA
ROMA - Ancora aborti clandestini. Secondo gli ultimi dati disponibili, quelli raccolti dall´Istituto superiore di sanità e relativi al 2006, hanno raggiunto quota 20.000, la maggior parte nel sud del Paese. Ma queste cifre, dicono gli specialisti del settore, potrebbero essere sottostimate perché non tengono conto degli aborti tra le donne immigrate, alcune delle quali praticano l´interruzione di gravidanza anche più di una volta l´anno. Donne che sono spesso a digiuno dei metodi anticoncezionali e che per un´interruzione di gravidanza si rivolgono a persone non autorizzate, che abortiscono con metodi artigianali o assumono farmaci impropri come quelli contro l´ulcera o le versioni contraffatte della pillola Ru486. Questi casi vengono "registrati" soltanto una volta che le donne arrivano in ospedale in uno stato di salute ormai compromesso.
Si tratta di situazioni che comunque non offuscano i risultati ottenuti dalla legge 194 nella lotta al fenomeno delle interruzioni di gravidanza illegali nel nostro Paese. I dati raccontano infatti che dalla sua entrata in vigore, trent´anni fa, queste sono costantemente diminuite nel nostro Paese: 350mila casi l´anno prima del 1978, sono diventati 100mila nel 1983 e sono quindi arrivati a 20mila nel 2006, secondo le rilevazioni fatte dall´Istituto superiore di sanità.
Una riduzione significativa, in realtà, è stata riscontrata anche nel numero complessivo degli aborti: quelli legali erano 3,5 milioni nel 1978, anno della legge 194, sono scesi a 235 mila a partire dal 1982 per arrivare a calare ancora ai 130mila del 2006. In pratica la legge è servita a evitare circa 3.300.000 aborti. Di questi, secondo gli esperti dell´Istituto superiore di sanità, un milione sarebbero stati clandestini.
Oggi da più parti si chiede una migliore attuazione del testo di legge per quanto riguarda la parte relativa alla prevenzione delle gravidanze indesiderate diffuse oltre che tra le immigrate anche tra le giovanissime. Resta infatti sostanzialmente stabile il numero delle donne al di sotto dei vent´anni che decidono di abortire. Nel 2006, sono stati praticati 4000 interventi di Ivg (il 3% del totale) su ragazze al di sotto dei 18 anni e 10mila su quelle al di sotto dei 20. Queste cifre segnalano che i rapporti non protetti restano un costume ancora diffuso tra i giovani.
In alcune regioni del sud contribuisce ad alimentare il mercato degli interventi illegali anche il numero di ginecologi e anestesisti obiettori e le liste d´attesa troppo lunghe, che costringono le donne che non vogliono emigrare a rivolgersi a strutture non a norma: l´allarme arriva da regioni come la Campania o la Sicilia: proprio qui, dove gli ospedali registrano una riduzione degli aborti negli ultimi anni, quelli clandestini sarebbero il 40% di quelli praticati nelle strutture autorizzate.