Articolo da "La Repubblica" del 12 marzo 2008




"Ha violato la 194", ginecologo si uccide
Genova, sott´accusa per aborti clandestini. Indagate anche alcune sue pazienti
Lavorava al Gaslini, si suicida gettandosi dal balcone del suo studio di Rapallo

GIUSEPPE FILETTO
STEFANO ORIGONE
GENOVA - Non ha retto a quell´accusa infamante, di avere praticato l´aborto clandestino nei suoi studi privati di Genova e di Rapallo. Lui, medico al Gaslini, stimato ginecologo nell´ospedale guidato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in cui si può fare solo l´interruzione terapeutica della gravidanza e non quella volontaria. Ermanno Rossi, di 54 anni, l´altro ieri sera si è gettato dalla finestra del suo ambulatorio. Dall´undicesimo piano dello stesso edificio, situato nel centro di Rapallo, dove 3 anni fa due anziani, un fratello ed una sorella rimasti soli, si sono lanciati nel vuoto.
Tutto sarebbe iniziato da un aborto che Rossi avrebbe praticato nel suo studio privato della cittadina rivierasca. Una giovane donna avrebbe chiesto l´interruzione volontaria della gravidanza, rivolgendosi a lui, poi avrebbe raccontato tutto ad una amica: un´attivista del Movimento per la Vita. Da questa sarebbe partita la segnalazione anonima, quindi l´apertura dell´inchiesta della magistratura che lo vedeva indagato con le sue stesse pazienti.
Il suicidio dopo una giornata di perquisizioni da parte dei carabinieri, delegati dalla Procura della Repubblica. Un giorno di pressione psicologica per Ermanno. I militari l´altro ieri mattina, alle 6.30, hanno suonato alla porta di casa, a Carignano, quartiere bene di Genova. Ha aperto la moglie. Il ginecologo non c´era, smontava dal turno di notte e i militari del Ministero della Salute sono andati a prenderlo fino al Gaslini. Gli hanno notificato un avviso di garanzia, poi sono passati alle perquisizioni, contemporanee nell´ambulatorio ospedaliero e nei due studi privati, uno nella centralissima via XX Settembre, a Genova, l´altro nel grattacielo di Rapallo. L´indagine vedrebbe indagate 8 persone, tra cui potrebbero esserci qualche collega medico, un´ostetrica e un´assistente; le altre sono donne che hanno abortito clandestinamente, tra cui una ventottenne di Chiavari, che l´ha fatto alla quinta settimana. Tutte, a vario titolo, avrebbero violato la legge 194. Anche se la famiglia ritiene che «Ermanno, proprio per il suo carattere altruista, possa essere incappato in un errore».
«Durante la giornata l´ho chiamato diverse volte sul telefonino - racconta la moglie - mi ha detto che era tutto a posto, di stare tranquilla e che non era il caso di chiamare un avvocato». Nel tardo pomeriggio il ginecologo è tornato a casa, ha cenato con la famiglia, poi ha detto che sarebbe andato a Rapallo, a mettere ordine nell´ambulatorio. Da lì, alle 21, ha inviato un sms alla moglie: "Troverai la macchina parcheggiata vicino allo studio, nel garage di Genova c´è la borsa, dentro cui c´è tutto quello che ti serve. Scusami, un bacio, Ermanno".
Dal capoluogo ligure è accorso anche il cognato, Pietro Tuo, primario di Rianimazione, pure lui al Gaslini. Hanno allertato il "112" ed i vigili del fuoco: «Pensavamo che avesse ingerito barbiturici - dice Tuo - siamo risaliti fino all´undicesimo piano». È stato un attimo, Ermanno era ancora vivo, chiuso dentro, ha aperto la vetrata e si è lasciato cadere sotto gli occhi di un vigile del fuoco che cercava di risalire dall´esterno, dal piano di sotto.