Articolo da "La Repubblica" del 20 febbraio 2008


Aborto clandestino a 20 anni Firenze, salvata al pronto soccorso
Una ragazza cinese, gli organi perforati da un ferro uncinato
Nella Chinatown toscana prosperano gli ambulatori illegali

LAURA MONTANARI
FIRENZE - Vent´anni, cinese, un corpo minuto, è arrivata poco dopo mezzanotte al pronto soccorso dell´ospedale fiorentino di Careggi. Stava male, aveva un´emorragia, con lei c´era una parente e un´amica che parlava appena un po´ di italiano. Il primo medico che l´ha visitata ha capito con uno sguardo cosa aveva davanti: intestino perforato, perforato anche l´utero, il sangue, le viscere strappate. Il primo sospetto è probabilmente quello buono: un aborto primitivo, con un ferro uncinato di trenta o quaranta centimetri, qualcosa che ha scavato con violenza e in profondità. «Mai vista una cosa così cruenta, mai vista» dirà più tardi Lapo Bencini, uno dei medici della Chirurgia 3 che l´ha operata. Un intervento di tre ore per ricucire lo strappo, suturare, disinfettare. «Non può averlo fatto da sola» spiega il medico. Lei invece dice di sì, di aver usato delle bacchette, poi racconta di essere caduta, un incidente. Ma è ancora grave, ricoverata in una stanzetta della terapia intensiva, le sue parole sono poche e spezzettate, avrebbe confusamente parlato di una gravidanza di poche settimane, ma i medici, in base a tracce riscontrate proprio durante l´operazione ipotizzano un aborto al quarto o al quinto mese.
La polizia indaga, il pm Giuseppe Nicolosi della procura fiorentina apre un´inchiesta: gli agenti delle volanti vanno subito di notte nella casa in periferia dove la ragazza vive con una zia e altri sei o sette parenti. E´ lì da una settimana, da quando se ne è andata da suo padre e da un altro appartamento. I parenti, interrogati ieri, negano di sapere che lei fosse incinta, suo padre altrettanto. La ragazza non è sposata, forse ha tenuto per sé quel segreto, forse qualcuno l´ha aiutata a disfarsene l´altra notte.
Gli investigatori della squadra mobile hanno sequestrato delle bacchette di legno e altri oggetti dalla cucina di casa, la polizia scientifica dovrà esaminarli per scoprire se ci sono delle tracce di sangue che qualcuno ha ripulito. I resti del feto non sono stati trovati e questo alimenta il sospetto che sia stata aiutata da qualcuno, da altre mani. Da chi e dove, per ora resta un mistero. Si cerca ancora, in diverse case, in stanze nascoste e riparate.
Secondo i primi accertamenti la ragazza lavora in un´azienda di pelletteria, una di quelle di Chinatown, di quel pezzo di piana dove Firenze si dirada in una distesa di capannoni, dove si producono borse e vestiti, dove la macchine tessili non si fermano mai nemmeno di notte. Non è clandestina, è arrivata in Italia tre anni fa e adesso aspettava il rinnovo del permesso di soggiorno.
Il fenomeno degli ambulatori clandestini non è sconosciuto in quelle zone grigie di periferia tra Firenze e Prato, dove si è insediata una delle più popolose comunità cinesi. Negli anni scorsi le forze dell´ordine hanno scoperto da quelle parti diverse strutture illegali, spesso all´interno delle fabbriche di Chinatown. In alcuni di queste sono stati trovati anche strumenti utilizzati per gli aborti.