Il leader Udc: bisogna indagare sull´applicazione della legge
"Una commissione sulla 194" coro di no alla proposta di Casini
I Verdi: c´è già stata, e con esiti disastrosi. Forza Italia: basta la relazione annuale
CATERINA PASOLINI
ROMA - Una commissione d´inchiesta sull´applicazione della 194. La propone il leader centrista Pier Ferdinando Casini. Ed è subito polemica, scontro, accuse di «caccia alle streghe» anche da parte di chi, come Chiara Moroni di Forza Italia fino all´altro giorno era con lui all´opposizione.
«Proporre una commissione d´inchiesta rappresenta un ritorno al clima di caccia alle streghe. Spero che nessuno voglia usare il tema dell´aborto come clava in campagna elettorale e che nessuno voglia riportare indietro l´orologio della storia», sottolinea Moroni, vice presidente del parlamentari di Forza Italia. E ricorda che «ogni anno il ministero della Sanità presenta una relazione sull´attuazione della legge 194, sufficiente ad analizzare quei dati per promuovere una discussione pacate e non strumentale».
Dal canto suo il leader dell´Udc Casini insiste nel non voler mettere in discussione la legge sull´interruzione volontaria di gravidanza ma semplicemente indagare sul fatto che alcune parti non sono state attuate.
«Peccato», gli ribatte Massimo Polledri della Lega, «che sia già stata fatta una commissione di indagine sulla 194». «La destra l´ha già istituita alla fine della scorsa legislatura con esiti disastrosi per chi ostinava a chiedere la revisione di questa legge saggia ed equilibrata», aggiunge Angelo Bonelli, presidente dei deputati Verdi, aggiungendo che «il dibattito sull´aborto è distruttivo perché ha assunto solo toni fortemente persecutori nei confronti delle donne».
Toni persecutori, caccia alle streghe dicono alcuni politici. Ma soprattutto sottolineano che una commissione c´è già stata. Ha lavorato, indagato e prodotto una relazione nel gennaio di due anni fa, approvata dalla allora maggioranza di centro destra. Il documento finale puntava il dito su una manciata di questioni da risolvere, ma la legge 194, si affermava, è valida. Presentata dal presidente Giuseppe Palumbo (Fi), la relazione chiedeva il miglioramento della qualità dei servizi dei consultori, troppo pochi rispetto all´obiettivo di uno ogni 20mila abitanti, e per l´aspetto della prevenzione. Oltre al miglioramento del sistema di monitoraggio con una maggiore attenzione alle motivazioni che spingono le donne all´aborto, si chiedevano incentivi ai consultori che avessero collaborato con le associazioni di volontariato e previsto corsi di educazione sessuale. L´indagine segnalava che gli aborti erano calati del 41,8% in 11 anni.