"Le mie tre idee per la famiglia e le donne"
"Sulla 194 sono d´accordo con il Papa ma dico no agli scontri tra guelfi e ghibellini"
MARA CARFAGNA *
Caro Direttore, prendo spunto dall´articolo di Miriam Mafai per approfondire le mie riflessioni sul sostegno alla maternità e alla famiglia.
Comincio col dire, da cattolica, che condivido le parole del Papa quando afferma che la 194 è una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all´Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico al Paese. E credo che questo sia dovuto soprattutto ad una cattiva ed incompleta applicazione della norma.
Detto questo, da ministro ho la laica consapevolezza che se partiamo discutendo sulla modifica della 194 torniamo a quelle contrapposizioni ideologiche che tutti diciamo di aver superato o di voler superare. Oggi al Paese non serve lo scontro tra guelfi e ghibellini, ma una sana e approfondita riflessione sui temi etici, sul sostegno alla famiglia, alla donna ed alla maternità.
Sono contraria ad una rottura su questo tema e mi auguro che si possa arrivare ad una completa e puntuale applicazione della norma con l´obiettivo di tutelare il nascituro e disincentivare la madre a fare una scelta che rappresenterà per sempre un buco nero nella sua vita, con pentimenti e sensi di colpa.
Il problema sta nell´incapacità che fino ad oggi ha avuto lo Stato di sostenere la famiglia e di assisterla. Per evitare l´aborto ed aumentare le nascite servono almeno tre misure sulle quali intendo lavorare sin da oggi. La prima è la leva fiscale, con l´introduzione del quoziente familiare previsto nel nostro programma di governo, che favorisce la costituzione di nuclei numerosi.
La seconda è la pari opportunità della donna lavoratrice, per lo più madre. Oggi, in Italia, sono ancora troppo poche le donne che lavorano e quelle occupate sono sottopagate rispetto agli uomini. Per superare questo gap serve la terza misura, una politica socio-assistenziale che «coccoli» la donna, che la cinga di attenzioni da parte dello Stato. L´Italia, per nostra fortuna, è uno dei Paesi dove si vive più a lungo, ma questo spesso comporta la presenza di anziani, a volte disabili, all´interno dei nuclei familiari. Se aggiungiamo la cronica e scandalosa carenza di asili nido, il quadro è drammaticamente completo. Come può una donna contemporaneamente lavorare, badare ad un anziano a volte disabile ed ai figli senza che nessuno la sostenga? Ecco quindi il contesto in cui si annida la denatalità e la sperequazione a danno delle donne, che come conseguenza rinunciano a far figli.
Le donne italiane hanno paura. E noi dobbiamo restituire forza e coraggio con l´assistenza domiciliare per anziani, asili nido a tappeto per i figli e aiuti fiscali alle famiglie numerose. So bene che si tratta di un programma ambizioso e difficile. Ma, come ha scritto Miriam Mafai: «Siamo l´unico Paese ormai in Europa che manca di un´organica politica a favore della famiglia».
Questo non è più possibile in una Nazione che culturalmente e socialmente ha avuto nella famiglia il suo perno centrale.
* ministro delle Pari opportunità