Alla Camera presentata la mozione del coordinatore di Fi. Il ministro Turco: no alla sanità regionale fai-da-te
Nel testo Bondi revisione della 194 Veltroni scrive a Ferrara: vediamoci
Famiglia Cristiana attacca la Ru486: i danni sono noti però in Italia non se ne parla
CARMELO LOPAPA
ROMA - Fissare un limite di tempo massimo di 22 settimane entro cui è possibile ricorrere all´aborto. Vincolare le Regioni a informare periodicamente sui bambini nati vivi in seguito ad aborti tardivi e sul numero di colloqui svolti nei consultori. Rendere obbligatoria la verifica delle anomalie e della malformazioni del feto anche dopo l´aborto. È stata depositata alla Camera la mozione con cui il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi chiede di rivedere le linee guida della 194, dopo l´annuncio dei giorni scorsi che aveva riaperto il confronto e le polemiche sulla legge che disciplina l´interruzione di gravidanza. E il documento non contiene solo un generico invito al governo, ma propone paletti e nuove regole destinate a far discutere. Proprio mentre la riflessione di papa Ratzinger su vita e famiglia riaccende le polemiche.
Intanto, Walter Veltroni scrive al direttore del "Foglio" Giuliano Ferrara, che nei giorni scorsi aveva chiesto un incontro per illustrare le ragioni della sua proposta di moratoria sull´aborto, per annunciare la disponibilità al confronto. Ferrara a sua volta ha voluto chiarire, scrivendo al settimanale Famiglia cristiana, per dire che lui non agisce «per conto della Chiesa», pur avendo incontrato «uomini di Chiesa». Il fronte di dibattito sul più delicato dei temi etici è caldissimo. E proprio il periodico dei Paolini prova ad estendere il dibattito ad un altro aspetto che sta a cuore alle gerarchie cattoliche. Nell´editoriale del prossimo numero attacca: «Gli effetti dannosi per l´organismo della pillola abortiva Ru486 sono noti, ma in Italia non vengono pubblicizzati per una devastante ideologia dei diritti delle donne», dominante in un Paese «che non per nulla è denunciato universalmente in declino».
Si occupa anche del nuovo farmaco l´atto parlamentare depositato da Bondi. Il coordinatore forzista riconosce il ruolo avuto dalla legge nella limitazione degli aborti, ma sostiene che i cambiamenti intervenuti nelle pratiche mediche «rendono indifferibile un adeguamento della legge» attraverso un intervento sulle linee guida. Linee che dovrebbero vincolare soprattutto le Regioni a fornire informazioni sugli aborti avvenuti dopo i 90 giorni, «comunicando sempre la settimana di gestazione in cui avviene». E pur senza citare la pillola Ru486 si prevede poi che «l´intera procedura va effettuata in regime di ricovero» anche per «nuovi metodi abortivi». L´aspetto più importante è però il tetto delle 22 settimane per il ricorso all´interruzione. Fin qui la bozza di Forza Italia. Il ministro della Sanità Sono contraria a forme di sanità Livia Turco è nettamente contraria: «Sono contraria a forme di sanità fai da te se ogni regione applicasse a modo proprio la legge 194 sarebbe un grave scacco». Un no alle modifiche che si conferma trasversale agli schieramenti. Come la dipietrista Silvana Mura, che considera gli sponsor di una revisione «fautori del neomedioevo», anche dentro Forza Italia una laica come Chiara Moroni interviene dopo le parole del Pontefice per sostenere che «la moratoria sull´aborto sarebbe un atto di inciviltà. Non si possono sostenere battaglie che ledono i diritti delle donne e la libertà».