Aborto, il governo blinda la legge
Nell´Unione bufera sulla Binetti. La mozione Bondi divide il centrodestra
Ferrara "bussa" al Pd: ascoltate le mie ragioni. Reichlin: il tema non riguarda la carta dei valori, ma il parlamento
CARMELO LOPAPA
ROMA - Il governo boccia la proposta di revisione della legge 194 sull´aborto. Ma la mozione annunciata dal coordinatore forzista Sandro Bondi per modifica le linee guida della normativa, in linea con la richiesta del cardinale Camillo Ruini, crea tensioni nel centrosinistra, soprattutto dopo che la teodem Paola Binetti si è detta pronta a votare la mozione anche d´intesa con l´opposizione. Tuttavia non c´è schieramento che tenga, su un terreno tanto sdrucciolevole. Tant´è che nel centrodestra un fronte laico interno proprio a Forza Italia dice no alle barricate ideologiche attorno alla 194. Stop dalle donne del Pd al governo. Altro che legge inapplicata, il ministro della Salute Livia Turco ritiene quella normativa del ‘78 «applicatissima». Dunque, «dibattito pubblico sì, ma nessuna modifica della legge che ha fatto sì che dal 1982 ad oggi gli aborti si siano praticamente dimezzati e sia stato cancellato l´aborto clandestino». Posizione che coincide con quella della sua collega alle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, che definisce «irricevibile ogni strumentalizzazione che finirebbe col colpire l´autonomia e la responsabilità delle donne».
Ma agita la maggioranza l´uscita della senatrice del Pd Binetti. Intervistata dalla «Stampa» ha definito la 194 una legge «datata» e per rivedere le linee guida si è detta «disponibile a dare il mio contributo alla formazione di una maggioranza trasversale». Il portavoce dei teodem Enzo Carra invece dice no alla mozione forzista, pur sostenendo che «si deve passare a una verifica della legge 194». Le parole della Binetti hanno acceso gli animi nell´ala sinistra della maggioranza. La capogruppo del Pdci al Senato Manuela Palermi chiede addirittura l´espulsione della senatrice dal Pd e parla di «visione talebana che sta coprendo di vergogna e di ridicolo l´intera coalizione».
Il coordinatore forzista Bondi intanto ha ieri precisato che la mozione non chiede la revisione della legge «ma l´istituzione di linee guida, attualmente non previste, per permetterne un´applicazione piena attraverso direttive ministeriali». Giuliano Ferrara, che aveva lanciato sul "Foglio" la campagna per la moratoria sull´aborto, ha scritto al leader del Pd Veltroni per chiedere che il comitato che sta lavorando allo statuto del nuovo partito possa ascoltare le sue ragioni. Il no è arrivato per bocca del presidente del comitato, Alfredo Reichlin: «La questione della 194 non è un tema in discussione in questo organismo». Il forzista Selva e l´Udc Buttiglione sono pronti a portare la battaglia al Senato, ma un sì alla mozione arriva anche da An e dalla Destra perché, spiega la Santanché, una modifica «è indispensabile per ragioni di scienza e coscienza». Più cauta invece la Lega: Calderoli sostiene che la legge dovrà essere aggiornata «ma dal nuovo governo». Resiste in Fi un fronte laico, critico verso l´iniziativa di Bondi, che va da Chiara Moroni a Benedetto della Vedova. Un altro forzista, il cattolico Angelo Sanza, si chiede «se oggi sia il momento più opportuno per affrontare l´argomento» e sospetta che la mossa di Bondi sia «del tuto strumentale». Sostegno a una revisione invece dal settimanale cattolico "Famiglia Cristiana".