Articolo da "RAINews24" del 24 dicembre 2008




La Cei: indispensabile una legge sulla vita

"La legge sul fine vita l'abbiamo chiesta più volte e oggi è indispensabile, dopo le recenti
sentenze della magistratura". E' quanto afferma il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in un'intervista a 'Famiglia Cristiana'. Per il capo della Cei, la futura legge "dovrà avere un ampio consenso e prevedere come irrinunciabili idratazione e nutrizione, che non sono terapie. E poi - aggiunge Bagnasco - deve salvaguardare la
responsabilità del medico, che non può essere ridotto a semplice notaio di decisioni altrui. Anche le dichiarazioni eventuali del paziente devono essere assolutamente documentate e certe e non suscettibili di interpretazioni da parte di nessuno".

Con l'arrivo della pillola RU486 "si rischia di banalizzare l'aborto e dimenticare la prima parte della legge 194, quella sulla prevenzione". E' quanto avverte il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana. Per il capo della Cei, "non dobbiamo cercare tutti i modi per abortire meglio e più in fretta, ma lavorare perché si possa scegliere
di non abortire, con aiuti alle donne, alle coppie, alle famiglie. La RU486 è una cosa grave".

Un appello ai politici, a "parlarsi di piu' e a confrontarsi su obiettivi unitari" e' stato
lanciato dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Angelo Bagnasco . Il
presidente della Cei chiede ai politici di "non perdere il riferimento alla dimensione etica, nella vita personale e anche nella vita pubblica, nell'economia, nella finanza, nella politica. Senza valori non si costruisce nulla e non si va da nessuna parte". Quanto alla nuova "Tangentopoli", il porporato suggerisce cautela di giudizio e spiega: "e' evidente che un uomo pubblico ha piu' responsabilita' di altri. Ma non bisogna cadere nella cultura sistematica del sospetto, porta
alla paralisi, a un clima generalizzato di paura che impedisce di prendere decisioni a qualsiasi livello". Il card. Bagnasco ripete inoltre la richiesta di finanziamento alle scuole cattoliche (ricordando che svolgono un servizio pubblico, e che per esempio le scuole materne cattoliche sono la meta' del totale delle materne italiane) condanna la pillola RU 486 perche' "banalizza l'aborto" e qualsiasi apertura in tema di eutanasia.

A proposito della costruzione di nuove moschee Bagnasco ricorda che "il concilio Vaticano II parla chiaro, riguardo al principio della liberta' religiosa, che si deve poter esprimere in privato e in pubblico, fatti salvi l'ordine e la sicurezza. Ma su questo - conclude - sono gli Stati a dover
vigilare".

"La situazione e' preoccupante e seria, non c'e' dubbio. Ma l'Italia, grazie alla sua indole e
all'intraprendenza dei cittadini, puo' uscire meno peggio di altri Paesi dalla crisi: abbiamo maggior senso del ris parmio, siamo meno avventurieri di altri". E' quanto sostiene il cardinale Angelo Bagnasco. Il capo della Cei sottolinea che, come l'Istat, "anche la Caritas nel suo ultimo Rapporto denunciava un aumento della poverta'. Specialmente per le famiglie monoreddito con figli, per i giovani che ercano lavoro e per le persone sole e malate. E il ceto medio, che
fino a ieri aveva vissuto dignitosamente facendo sempre i conti, oggi deve stare molto piu' attento. C'e' una forbice che si allarga e quelli che fino a ieri non avevano problemi con il cibo, i vestiti, l'affitto e le bollette, oggi faticano ad arrivare alla fine del mese. Poi, c'e' la poverta' estrema, che e' in aumento". Dal cardinale Bagnasco arriva "un invito a uno stile di vita
piu' sobrio. Ma e' un richiamo -avverte- che non possiamo fare alle fasce piu' povere della popolazione: sarebbe offensivo. Chi ha di piu', nonostante la crisi, deve aumentare il suo senso di responsabilita' e di dovere".