Pm milanese chiede di archiviare esposto ma critica la Regione
"La sepoltura dei feti un ostacolo alla 194"
LAURA ASNAGHI
MILANO - «É oggettivamente un ostacolo, di natura psicologica, all´interruzione volontaria della gravidanza». A esprimere questo parere sul regolamento lombardo che prevede la sepoltura dei feti sotto le 20 settimane, varato a fine gennaio dal Pirellone, è il pubblico ministero Marco Ghezzi. Il magistrato chiamato a valutare la denuncia presentata, a febbraio, dai radicali contro il discusso regolamento ha chiesto l´archiviazione dell´esposto "perché non c´è violazione di norma". Ma nel documento ha espresso una posizione che rispecchia da vicino la tesi sostenuta non solo dai radicali ma anche dalle femministe milanesi dell´Associazione Usciamo dal silenzio. «Il regolamento regionale - scrive il magistrato - si pone oggettivamente come ostacolo, di natura psicologica, all´interruzione volontaria della gravidanza, visto che, prevedendo la sepoltura dei feti, tende ad assimilare il prodotto del concepimento a un individuo, concetto propugnato dagli anti-abortisti e negato dai loro avversari». I radicali, pur non avendo gradito l´archiviazione del loro esposto ("continueremo la nostra battaglia") si dicono soddisfatti. «Sì perché il magistrato ci dà ragione - spiega Valerio Federico che insieme a Silvio Viale ha presentato la denuncia - noi, come lui, sosteniamo che questo regolamento, oltre a limitare la libertà della donna, alla fine crea un ostacolo reale all´aborto». E cosa replica il procuratore Marco Ghezzi? «Faccio il magistrato ma anch´io vivo nella società e ho le mie idee. Comunque, tengo ben separati gli aspetti penali di una vicenda dalle mie considerazioni private. L´archiviazione l´ho chiesta perché il regolamento non viola le norme. Questo però non mi impedisce di dire che il provvedimento sulla sepoltura dei feti sia un ostacolo a una legge dello Stato, fatta apposta per evitare il ricorso agli aborti clandestini». La presa di posizione del magistrato arriva a pochi giorni dall´ennesima polemica provocata dall´applicazione del contestato regolamento. La scorsa settimana, una donna ha denunciato che in un ospedale milanese, il San Paolo, era stata costretta a firmare un modulo in cui doveva indicare se avrebbe provveduto a seppellire il feto oppure delegava l´ospedale. Il tutto prima di entrare in sala operatoria. Da lì si era scoperto che altri ospedali, come il Niguarda e la Melloni, avevano adottato la stessa prassi, sconfessata poi dalla Regione. «Hanno male interpretato - ha fatto sapere l´assessorato regionale alla Sanità - le donne vanno informate con una semplice lettera messa nella bacheca della corsia ospedaliera». Ieri, contro i "famigerati moduli che potrebbero comparire in altri ospedali", hanno preso posizione i consiglieri regionali dei ds. Tutto questo avviene mentre in molti ospedali di Milano restano in attesa di sepoltura i feti. Come hanno denunciato i direttori sanitari, mancano i contenitori adatti alla loro cremazione. Prima i feti finivano in contenitori comuni e non c´erano problemi. Ora con il nuovo regolamento non si sa bene come devono essere confezionati per il loro ultimo viaggio. E la polemica continua.