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Dopo il referendum: riceviamo e pubblichiamo
Farsa Referendaria |
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| e-mail ricevuta da maurosns Perchè sparare merda, sempre e comunque, su tutto quanto non sia "conforme" alla vostra rispettabile, ed in parte condivisibile, "idea anarchica"? Da quanto letto sui vostri articoli riguardo al referendum su art18 ed elettrosmog pare proprio che tutto ciò che non sa di anarchico puzzi troppo per avvicinarlo. eppure "anarchia" non è questo. Così come "comunismo" non è Bertinotti o rifondazione. potremmo ampiamente discutere sulla scelta politica del referendum e del momento in cui è stata presentata, di Bertinotti e dei giochi di potere. Ma altrettanto ampiamente si potrebbe discutere di come gli anarchici potrebbero rapportarsi a chi, con l'odiato mezzo qual'è la politica, vorrebbe cercare di migliorare lo stato del proletariato. Non sono in grado, nè mi permetterei mai di esprimere un giudizio. Quanto letto nel link indicato sul post di indymedia mi ha fatto rabbrividire. tutti coloro che votano ("...scorciatoia illusoria;") sono dei coglioni?? Capisco che politica (con tutto il vasto sottoinsieme) ed anarchia non vadano molto d'accordo, ma farsi così la guerra è deleterio. Qualche anarchico in più alle urne (ammesso che qualcuno ci sia andato) avrebbe sicuramente alzato le percentuali. Non sono un provocatore. Sono un compagno che prova a lottare contro i vermi padroni che hanno ridotto ogni umana produzione a bieco interesse. ritengo sacrosanto lottare contro chi si vende (diessini, cofferatiani...) ma credo che i compagni di rifondazione siano coerenti nel portare avanti la propria lotta per i diritti (lavoro, salute, immigrazione,...). Spesso si pecca di troppo formalismo, ma la lotta c'è e non molla. Mi fa schifo vedere nei cortei per la pace, del 25 Aprile, di commemorazione di compagni morti, diessini, cgil cisl e compagnia bella: un piede di quà e uno di là. Condivido e sostengo la rabbia dei cortei degli anarchici, anche se a volte troppo autolesionisti. odio i compromessi, proprio per questo motivo mi pesa assai far parte di un partito politico, con tutte le sue beghe burocratiche e di facciat reale e totale possibilità di esecuzione dei propri principi fondanti. Uniti potremmo vincere Illusione, questa si, purtroppo Non volevo rompervi troppo i coglioni. Saluto. Mauro
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L’esito del Referendum Da molto tempo gli Anarchici hanno scoperto che l’arena elettorale è solo un angusto recinto in cui i poteri forti consentono agli elettori di scorazzare nell’illusione di essere loro a decidere. Nella maggior parte dei casi le candidature vengono costruite a tavolino dalle segreterie di partito e poi imposte al “popolo sovrano” (vedi il recente scontro Illy-Guerra in Friuli-Venezia Giulia o la candidatura Cofferati a Bologna) e il sistema maggioritario viene contrabbandato come più “democratico” perchè consente agli elettori di “scegliere” il deputato (tra quelli imposti dall’alto). Le elezioni sono poi il sistema migliore per imbrigliare i movimenti di base assorbendo e cooptando i suoi quadri più capaci nella classe dirigente (quanti deputati, sindaci, assessori possono vantare un passato di ultrasinistra ?) Quanto ai Referendum ecco qui alcune testimonianze non sospette: “In passato la gente ha votato sulla privatizzazione della RAI e sul finanziamento pubblico dei partiti, ma poi la volontà popolare non è stata rispettata (Parisi, La Repubblica, 16 giugno 2003). “I cittadini votano e subito dopo arriva una legge che spazza via la volont’ un’offesa alla Costituzione che le scelte degli elettori vengano immediatamente annullate. Anche per questo la gente non va più a votare (Pannella, ivi). Almeno venissero rispettate le regole della democrazia formale ! Invece se i conti non tornano li si può sempre “aggiustare”; così fino a pochi anni fa in Italia gli scrutatori si spartivano direttamente le preferenze nel seggio aggiungendole sulle schede in barba all’ignaro elettore. O vogliamo ricordare gli infiniti riconteggi delle schede nell’elezione presidenziale Bush Dole ? Se è il caso si può poi ricorrere all’assoluto silenzio stampa (come in questo caso in cui la maggior parte dei cittadini non sapeva neppure per cosa si doveva votare) o alla sistematica disinformazione. Compito degli Anarchici è proprio quello di denunciare quanto questo sistema, falsamente democratico, sia marcio fino alle radici. Un errore aggiuntivo compiuto dai sindacati di base è stato quello di ritenere che una questione che riguarda i lavoratori dipendenti possa essere positivamente decisa da un corpo elettorale in cui i lavoratori dipendenti sono minoranza e i lavoratori coscienti esigua minoranza. Lo si vide nel 1985 quando la maggioranza degli italiani votò NO alla sacrosanta proposta di ripristinare la scala mobile e lo si vede nuovamente oggi. Vediamo infine il ruolo degli Anarchici in quest’ultima scadenza referendaria... Che gli Anarchici facciano parte di organismi di lotta di base (necessariamente molto eterogenei al loro interno) è indispensabile. Può accadere che il comitato di quartiere XY decida di aderire al referendum contro gli elettrodotti o che il sindacato YZ decida di sostenere il referendum sull’articolo 18. In questo caso è comprensibile che i compagni che appartengono a questo organismo (e che, si spera, avranno prima cercato di evitare questo errore politico) masticando amaro non vogliano romperne l’unità. Quello che risulta inaccettabile è il tentativo - a cui pure si è assistito - di far schierare organismi anarchici specifici a favore del referendum. Se rinunciamo ai presupposti fondamentali della nostra analisi che cosa ci rimane ? Mauro De Agostini |
Risposta di Cespuglio 17 giugno 2003 L'intervento di Mauro D'Agostini, anche se non è in risposta diretta a quello di maurosns chiarisce in realtà molti dei quesiti posti da quell'intervento. Manca solo una cosa: la spiegazione del tono "offensivo" usato nella pagina web "Farsa Referendaria" del nostro sito. Ripeto io avevo anche raccolto firme per il referendum sull'elettrosmog ma avevo altresì detto che il referendum era un suicidio. Della serie se volete sbagliare sbagliate pure in questo momento non posso fare altro che darvi una mano. Raccogliere firme è un'attività militante che fanno pochi. Andare a votare è una cosa che devono fare in molti perchè la vittoria è legata al quorum: o c'è o non c'è. Al di là delle questioni di merito, che sono affrontate nell'interveneto di Mauro D'Agostini, volevo rilevare come la questione del quorum fosse una condizione sufficiente per non imbarcarsi in avventure referendarie. Questo taglia la testa al toro e da qui nasce l'offesa: chi non lo ha capito è un coglione e agisce politicamente da coglione. Bertinotti coerente? Ma fatemi il piacere! Delle due l'una o è un incompetente o ha fatto una battaglia strumentale sulla pelle dei lavoratori distruggendo sul piano istituzionale un conflitto che giocato in maniera permanente avrebbe comunque avuto un suo peso. La lotta di classe è una attività continua che non si vince mai ma si può almeno evitare di subire delle sonore sconfitte. Farsi prenderte in giro perfino da Ignazio Larussa non è certo il massimo Il riformismo fa perdere le lotte. L'impostazione anarchica almeno preserva dalle sconfitte.
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