LE DESAPARICION DA VERETAT
"Non accettiamo come è stata riscritta la storia della dittatura dagli scrivani della democrazia..., oggi i politici, i militari, i preti predicano la riconciliazione.Parlano di pace, amore e libertà... Le loro sono solo parole vuote. Nessuno di loro parlava di pace quando uccidevano i nostri figli. In realtà quella che offrono è la pace silenziosa dei sepolcri. Le Madri di Plaza de Mayo non accettano di vivere in questo teatrino della democrazia..."
Già! in questo teatrino della democrazia, ben dice Hebe de Bonafini, Madre di Plaza de Mayo, alla quale "scomparvero" due figli e la quale sta lottando ancora, da ventiquattro anni, con tutte le sue forze, contro la scomparsa della verità. Perchè questo avviene quando i conti con le dittature non sono saldati in modo netto e definitivo; cioè quando l'opportunismo politico, a sfregio delle vittime e della storia, copre i crimini commessi, lascia possibilità di trasformismi e transiti, compie sdoganamenti che poi chiama riconciliazione... allora la storia si riscrive, la verità si offusca e poi alla fine, scompare. In Argentina, dovunque, e anche qui. Lo sappiamo bene perchè lo stiamo vivendo.
Lo chiamiamo revisionismo storico e sappiamo che per buona parte è figlio di quella operazione di sdoganamento della destra fascista resa possibile anche dall'ottusità di una sinistra marcia e collusa nella rincorsa del potere. Lo ricordiamo Violante che a Trieste incontra Fini per conciliare sul '43/45 come periodo di "guerra civile" fra due forze ideologicamente opposte ma eticamente paritarie; abbiamo visto Storace (alleanza nazionale) -governatore del Lazio- inventare la faziosità sinistrorsa dei libri di testo, invitando gli studenti a denunciare eventualmente gli insegnanti e dare il là per la riscrittura dei testi di storia nel senso che dice lui. E pezzi di storia si vanno riscrivendo; è evidente, se perfino il servizio televisivo nei suoi vari programmi sul fascismo presenta la X Mas come una compagnia di eroi apolitica e apartitica e il suo fondatore Junio Borghese un antifascista. Pertanto nessuno si stupisce se il sindaco di Trieste -come a ricordare una linea di continuità- espone in comune il busto dell'ultimo podestà mentre il podestà di Palmanova Muradore fa restaurare l'imperativo fascista credere-obbedire-combattere sul muro della scuola elementare.
Hebe de Bonafini ci racconta ancora l'elementare teorema con il quale i teatranti della democrazia spiegano ora l'avvento della dittatura: la teoria dei due demoni. Il primo demone sarebbe stata la sinistra che portando con sè il peccato originale di aver imboccato la strada della violenza ha provocato l'intervento del secondo demone: le forze armate; sicchè mettendo sullo stesso piano vittime e assassini, alla fine si assolvono questi ultimi. Sembra quasi una rilettura dei fatti di Genova. A poche ore dall'omicidio di Carlo Giuliani, Fini, scavalcando la magistratura, ha subito asserito che quel carabiniere ha agito per legittima difesa. L'oppositore-provocatore e il militare-giustiziere: i due demoni. E così dalle pagine della Repubblica, (23 agosto) Kossiga-gatto mammone può consigliare a Berlusconi a proposito del vertice FAO: "...non metterei in piazza nemmeno un poliziotto, lascerei che questi ragazzotti sfasciassero tutte le vetrine... lasciamo che Roma venga invasa, inghiottita da questi black blok. Poi ci supplicheranno di fermarli... E li fermeremo con i blindati e i mitra con il colpo in canna, autorizzati a sparare e anche ad uccidere..."... che un demone agisca perchè sia legittimo l'intervento dell'altro che poi in ogni caso non se la caverà tanto male. Come se la caveranno le forze armate intervenute a Genova, nel torbido sfondo del teatrino politico nostrano? Qualche piccola comparsa locale come il Strassoldo dai nobili natali e dai 36 elettori, si è subito premurato di aderire alla mozione di solidarietà alle forze dell'ordine del destro Franz in comune di Udine; che non sia lasciato a piedi, lui conte, dalla carrozza dei vincitori. ..."Vincere e vinceremo" canticchiava il regime ammazzando gli oppositori. "La scomparsa forzata di molti fu un progetto ben preciso di annientamento dell'opposizione politica" ci dice Hebe. Ogni dittatura ha le sue varianti e sebbene la storia non si ripeta mai uguale nè nello spazio e nemmeno nel tempo; nelle atrocità e soprattutto nelle sue matrici mantiene similitudini. Bisogna riconoscerle, occorre prevenirle! Questo è oggi un imperativo fondamentale! Hebe de Bonafini e le madri di Plaza de Mayo danno voce alla verità; che non scompaia; che non si permetta a nessuno di riscrivere la storia, la loro o la nostra; ne va della dignità del presente e del senso del futuro.
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