CSA sotto attacco!
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Articoli del Gazzettino del 30 gennaio 2004

Venerdì, 30 Gennaio 2004

VIA VOLTURNO Paolo De Toni, uno dei fondatori, spiazzato dall’intervento di Illy. «Pensavamo di poter restare lì uno-due anni»

Il Csa si ribella e attacca il sindaco

Centro sociale pronto ad opporsi a un rapido sfratto. «Temiamo che Cecotti abbia fatto pressioni»


Udine

«Una sorpresa». Di più. «Un fulmine a ciel sereno». L'ipotesi di uno "sfratto" vicino, ben più vicino del previsto, ha spiazzato gli animatori del Centro sociale di via Volturno che, ieri sera, si sono riuniti per fare il punto della situazione. Il primo allarme era arrivato qualche giorno fa. «Voci», contatti informali. Poi, ieri, la notizia ufficiale sulle pagine delGazzettino: il governatore Riccardo Illy annuncia lo sgombero del centro sociale entro l'anno, per permettere i lavori di costruzione dei nuovi uffici regionali. «Ci era giunta voce di questo, ma la notizia ufficiale ci ha preso alla sprovvista». Paolo De Toni, uno dei fondatori del Csa , teme che dietro ci siano le pressioni del sindaco Sergio Cecotti «che non ha negato che la nostra presenza lo infastidisce».

DE MORI - A PAGINA II


Venerdì, 30 Gennaio 2004

L’ASSESSORE CAVALLO

«Una nuova sede? Il problema è la natura dell'interlocutore»

(fa) - È possibile trovare a tavolino e "pacificamente" una nuova sede per i giovani del Centro sociale? L'assessore comunale alla pianificazione territoriale Giorgio Cavallo (nella foto) ha molti dubbi. «Il Comune - spiega l'assessore - può fornire locali e stipulare convenzioni con soggetti che abbiano un certo tipo di organizzazione interna: uno statuto, dei responsabili dell'attività e via dicendo. C'è una procedura da seguire e ci sono dei criteri storicamente applicati. Ma il problema in questo caso è la natura del soggetto: il Centro sociale di solito rifiuta un'impostazione di questo tipo». Da una parte, quindi, c'è l'ente pubblico - pressato dalle richieste di tanti gruppi e associazioni - che deve garantire diritti e procedure uguali per tutti, dall'altro un soggetto anomalo. Queste considerazioni, si badi bene, non rappresentano un giudizio negativo sull'attività del Centro: Cavallo è pronto a riconoscere il valore culturale delle iniziative proposte, nel campo della cultura musicale e dell'aggregazione: «Il Centro sociale può giocare le sue buone carte sul piano dell'importanza, ma per rapportarsi con il Comune ci dev'essere un soggetto che firma gli accordi». L'assessore si chiede poi «perché debba essere proprio e solo il Comune ad occuparsene: c'è l'ufficio di progetto della Regione, senza contare che il Centro sociale svolge una funzione di carattere provinciale».

Venerdì, 30 Gennaio 2004

Centro sociale pronto a resistere

Lo sgombero annunciato da Illy viene definito «un fulmine a ciel sereno»


«Una sorpresa». Di più. «Un fulmine a ciel sereno». L'ipotesi di uno "sfratto" vicino, ben più vicino del previsto, ha spiazzato gli animatori del Centro sociale di via Volturno che, ieri sera, si sono riuniti per fare il punto della situazione. Il primo allarme era arrivato qualche giorno fa. «Voci», contatti informali. Poi, ieri, la notizia ufficiale sulle pagine delGazzettino: il governatore Riccardo Illy annuncia lo sgombero del centro sociale entro l'anno, per permettere i lavori di costruzione dei nuovi uffici regionali. «Ci era giunta voce di questo, ma la notizia ufficiale ci ha preso alla sprovvista. Fino a una settimana fa c'erano state delle trattative dirette con alcuni esponenti del Comune. Sembrava tutto tranquillo. Parmegiani (il responsabile dell'ufficio speciale di progetto per la nuova sede della Regione ndr) aveva detto che le due palazzine del Csa non sarebbero state toccate con il primo lotto e che di conseguenza prima dello sgombero ci sarebbero voluti almeno uno o due anni», dice Enzo, uno degli animatori del Centro. Non l'ha presa bene neppure Paolo De Toni, uno dei fondatori del Centro sociale di via Volturno: «Dalle prime voci temevamo che lo sfratto fosse anche più imminente. L'uscita di Illy è più "ammorbidita". Quello che stupisce, comunque, è la novità del fatto che i lavori nelle palazzine del Centro debbano iniziare subito, contrariamente a quanto ci avevano assicurato fino a dicembre. Ci avevano detto che le palazzine sarebbero rimaste escluse dalla recinzione del cantiere. E' strano che ora che tutto si è calmato, che non c'è più nessuna delle cose che infastidivano i vicini, venga agitata questa prospettiva. Comunque, finchè non arriva la ditta per i lavori noi restiamo lì. Devono dimostrarci che questa uscita non è strumentale, che, dietro, c'è un progetto reale». Per De Toni il timore di una «strumentalizzazione» è concreto. E butta lì anche il nome del presunto "regista". «Temiamo che qualcuno abbia fatto pressione. Penso al sindaco Cecotti, che, pur essendo stato nostro ospite come benandante tempo addietro, quando ancora non era in politica, non ha negato il fatto che la nostra presenza lo infastidisce». Illy lo ha assicurato: non sarà uno sgombero "forzato". Per trovare la soluzione ci sarà un confronto fra tutti i soggetti interessati: Regione, Centro sociale, Comune e Prefettura. Ma gli animatori del Csa hanno battuto sul tempo il governatore. «Avevamo già fissato un colloquio con l'assessore Antonaz nei prossimi giorni per discutere di questo». E adesso? Al nuovo incontro non si sottrarranno. Anche se l'idea di Illy, che vorrebbe concedere al Csa uno spazio pubblico in comodato gratuito, non suscita grandi entusiasmi. «La soluzione di Illy - dice Enzo - va contro i nostri principi. Per 17 anni ci siamo completamente autogestiti. Ci sembra assurdo cadere nella logica del comodato e quindi della legalizzazione del posto. Per noi sarebbe più coerente mantenere la linea che abbiamo sempre avuto, quindi un altro centro autogestito e non concesso dall'alto: questo ci sembrerebbe una forma di "pilotazione"». "No" deciso anche ad uno "sfratto" su due piedi. «Se dovessero metterci alle strette, facendoci sgomberare nei prossimi mesi, ci opporremo facendo dei presidi. 17 anni di autogestione non si cancellano con uno sgombero».

Camilla De Mori

Venerdì, 30 Gennaio 2004

Dopo aver definito «un'ottima notizia» ...

Dopo aver definito «un'ottima notizia» l'annuncio dello sgombero delle palazzine e aver «reso onore» al presidente della Regione («Conferma che a giugno avevamo visto giusto: a un gruppo civico come il nostro dava maggiori garanzie di risultato la vittoria di Illy»), Diego Volpe Pasini mette le mani avanti: «Lo sgombero delle palazzine abusivamente occupate - sottolinea il presidente di Sos Italia - non può essere barattato con l'occupazione di un altro stabile in altra zona, un semplice spostamento degli anarchici da via Volturno ad altra sede. Va detto con chiarezza che non verrà tollerata nessuna occupazione abusiva di altri locali». Questa linea di fermezza, secondo Volpe Pasini, potrebbe cambiare soltanto se gli anarchici decidessero di concludere la loro esperienza di disobbedienza e fossero pronti a «trasformarsi in una riconosciuta e legalmente costituita associazione culturale che chiede e ottiene dalle istituzioni uno spazio regolarmente concesso».

Venerdì, 30 Gennaio 2004

La Casa delle culture ora rischia lo sfratto

Proveniente dal mondo dei centri sociali, seppur quelli dei no global di Luca Casarini con cui il Csa di Udine più anarchico non è in buoni rapporti, il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz ricorda l'esperienza triestina dei rapporti con Riccardo Illy, ai tempi in cui era sindaco del capoluogo giuliano. «I primi anni sono stati duri - racconta Metz - ci sono state manifestazioni, occupazioni e fogli di via. Durante il secondo mandato da sindaco, Illy ha dato ai centri sociali uno spazio in comodato, la Casa delle culture, dove sono maturate molte esperienze, anche se in parte diverse da quelle di un centro autogestito. Ritengo che la proposta di Illy sia percorribile, se tutte le parti in causa lo vorranno. I problemi, ora a Trieste, sono con la nuova giunta comunale che vuole sgomberare il centro».

Commentro del CSA
Tutti con Illy: da Diego Volpe Pasini ad Alessandro Metz