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MARTEDÌ, 16 SETTEMBRE 2003 Pagina 3 - Udine
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Il Gazzettino
Martedì, 16 Settembre 2003

COMUNE I cittadini esasperati da feste e rumori nell’area dell’ex mercato movimentano la seduta del Consiglio. Giovedì si riunirà il Comitato per la sicurezza

Via Volturno, il comitato fa irruzione in Consiglio

Nei manifesti l’attacco al sindaco: «Ha detto il falso». La replica di Cecotti: «A gennaio problema risolto grazie al cantiere»

(F.A.) - Sala della Loggia del Lionello, ore 20. Sette od otto persone del comitato di via Volturno entrano nell'aula del Consiglio e con calma cominciano a srotolare i manifesti. Dove campeggia la scritta: "È più preoccupante il disagio sociale e ambientale causato da persone incivili o la cecità di chi amministra il bene pubblico?". Il bersaglio è il sindaco Sergio Cecotti, del quale è riportata una dichiarazione virgolettata in cui contesta le affermazioni dei cittadini sostenendo che «in tre retate le forze dell'ordine non hanno trovato nulla di quanto denunciato». L'episodio movimenta una seduta di consiglio che fino a quel momento si era incaponita su dettagli e polemiche più personali che politiche. Come l'ennesimo battibecco tra l'assessore Franco Della Rossa e il suo ex collega di partito Roberto Bardini, nell'occasione fiancheggiato da Natale Zaccuri.

Ma torniamo alle 20 e all'irruzione dei manifestanti. Il presidente Elvio Ruffino è prontissimo. Appena li vede entrare, ordina loro di andarsene: «Qui non si fanno manifestazioni. Vi prego di uscire». Dopo averlo ripetuto una volta, invita i vigili a intervenire. Quelli del comitato se ne vanno senza fare resistenza, tanto l'effetto mediatico è garantito. La seduta viene sospesa e l'assessore Paolo Bordon prova a mediare mettendosi a dialogare con Giovanni Floreani, il presidente dell'associazione Furclap che è diventato il leader della protesta. «Noi come Comune abbiamo fatto tutto quel che potevamo - assicura Bordon - Abbiamo portato avanti la riqualificazione dell'area. Quanto all'ordine pubblico, dovete rivolgervi alla Questura». Ma i manifestanti non si sentono ascoltati né protetti dal Comune. «Il sindaco ha detto il falso - si infiamma Floreani - Non è vero che ci sono state tre retate e non è stato trovato niente. Ma non si accorge che Udine sta diventando un cesso? Sì, puoi scrivere proprio così: cesso». A raffreddare gli animi ci pensa proprio Cecotti. Il sindaco in realtà non riceve i manifestanti, ma le sue dichiarazioni alla stampa filtrano ugualmente e rassicurano almeno in parte quelli di via Volturno. Il sindaco annuncia innanzitutto che giovedì è in programma una nuova riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, con al centro proprio la questione dei ritrovi notturni nell'area dell'ex mercato. E fa sapere di aver ricevuto dalla Regione l'assicurazione che a novembre, nel layout del cantiere per la costruzione del nuovo palazzo della Regione, saranno comprese anche le due palazzine utilizzate abitualmente dagli extracomunitari. Contrariamente ai timori dei residenti. «Ho ricevuto conferma - fa sapere Cecotti - che a gennaio il cantiere partirà e i problemi saranno risolti». Meno ottimista Daniele Franz: «In quella zona il disagio sociale certamente esiste. Non vorrei - ha detto il deputato di An - che questa fosse la prima delle cambiali che la giunta Cecotti sarà costretta a pagare alla città».

FIERA SPA. Ieri intanto il consiglio comunale ha dato un fulmineo via libera (neanche un intervento sul tema economicamente più "tosto" della serata) alla fusione per incorporazione tra Udine Fiere spa e Udine Esposizioni. Precedendo la Provincia che in mattinata aveva rinviato l'oggetto al consiglio straordinario di venerdì 19 per un'incongruenza nel dispositivo della delibera. Approvati anche il contributo di 50mila euro al Comune di Malborghetto in relazione all'alluvione - assieme all'ordine del giorno di An che invita Palazzo D'Aronco a prendere in considerazione in futuro altri Sos dalle zone alluvionate - e gli interventi di ammodernamento della linea ferroviaria Udine-Cividale. Accolto come ordine del giorno il suggerimento di Bardini (Forza Italia) che chiedeva un prezzo ridotto per il biglietto ferroviario tra la stazione di Udine e San Gottardo.

Il comitato è stato allontanato dai vigili. Il sindaco: «La soluzione ci sarà a gennaio»

Stop al parcheggio di piazza Giovanni XXIII a Cussignacco Via libera ai lavori sulla Udine-Cividale: Bardini propone che il biglietto del treno costi come quello degli autobus della Saf

Via Volturno, protesta in aula Sospeso il consiglio comunale
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di TOMMASO CERNO

La protesta dei cittadini di via Volturno che chiedono lo sgombero del centro sociale autogestito si sposta in consiglio comunale. Ieri sera una rappresentanza del comitato che aveva manifestato la scorsa settimana sotto palazzo D’Aronco si è presentato in aula e ha esibito in silenzio alcuni cartelli contro le dichiarazioni del sindaco Sergio Cecotti. Il presidente Elvio Ruffino ha invitato i manifestanti ad abbandonare la sala della Loggia del Lionello e, dopo alcuni minuti, ha chiesto alla polizia municipale di accompagnarli all’esterno. La seduta dell’assemblea cittadina è stata, dunque, sospesa per ripristinare il normale ordine dei lavori. L’accusa che il portavoce del gruppo, Giovanni Floreani, muove a Cecotti è «di avere detto che la situazione sarà risolta, sapendo che non è così». Immediata la replica del primo cittadino: «Confermo: a gennaio la soluzione ci sarà».

Verso le 20, nel bel mezzo della seduta, una rappresentanza del comitato in difesa di via Volturno e dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo entra nell’aula del consiglio e alza alcuni cartelli di protesta contro il sindaco, che è in sala. «Cecotti ha detto cose non vere - accusa il portavoce del gruppo, Floreani - e lo sa. E’ normale che quando arriva la polizia tutti si smobilitino ma noi, che viviamo lì, sappiamo che i problemi durano dal ’92 e che l’amministrazione non ha fatto nulla per cambiare le cose».

Diversa l’opinione del sindaco che spiega, innanzitutto, che «il terreno su cui sorge la palazzina occupata è di proprietà della Regione e che se vogliono chiedere lo sgombero devono rivolgersi all’assessore competente a Trieste - dice -. Se invece continuano a protestare con me, che non c’entro niente, immagino che la loro protesta sia soltanto strumentale».

Cecotti entra anche nel merito della vicenda e annuncia, per giovedì prossimo, un vertice con il prefetto e il questore in cui «verrò informato ufficialmente dell’esito delle indagini che non state fatte in questi mesi - continua - e che sono molte. Informalmente, dagli elementi che ho, pare che la situazione non faccia rilevare comunque alcuno degli elementi che il comitato denuncia». Per quanto riguarda, poi, la soluzione finale al problema del centro sociale in via Volturno, Cecotti conferma che, a gennaio, partiranno i lavori di costruzione del palazzo della Regione. «Anche la scorsa settimana - aggiunge - mi hanno assicurato che non ci sono ritardi».

A chi gli oppone che, secondo il comitato, il cantiere non prevede la chiusura della palazzina occupata dal Csa, il sindaco ribatte che «il layout del cantiere sarà pronto a novembre - continua - e che le informazioni in possesso dell’amministrazione lasciano prevedere l’esatto contrario. Io non posso prendere impegni per altri e questi non spettano al Comune, posso però riferire quello che la Regione mi dice: non è vero che si esclude che le palazzine facciano parte del progetto, anzi credo che sarà proprio così. Se poi il comitato sa tutto, mi dica anche come vincere al Tris». Dopo qualche minuto, il comitato abbassa i cartelli ed esce dalla sala, rimanendo comunque nel palazzo, e la seduta riprende.

Una seduta che ha sancito anche lo stop alla realizzazione del nuovo parcheggio di Cussignacco tra piazza San Giovanni XXIII e via Veneto. L’assemblea ha votato il ripristino dell’originaria destinazione d’uso e la cancellazione del vincolo a posteggio. L’assessore all’urbanistica, Giorgio Cavallo, ha poi risposto alle critiche di alcuni consiglieri di minoranza annunciando che, a breve, saranno resi noti i nuovi siti della frazione dove saranno realizzati nuovi posti auto. Voto favorevole, infine, anche al parere che sblocca i lavori di ammodernamento della linea su rotaia Udine-Cividale. Con l’approvazione di una proposta del capogruppo di Forza Italia, Roberto Bardini. L’ordine del giorno invita la società che gestirà il trasporto a mantenere i biglietti del treno Udine-San Gottardo allo stesso prezzo della corsa urbana della Saf, vale a dire 0,85 euro.