Alcune foto di resistenza antifascista 25 aprile 2004 a Pordenone






EPILOGO DI UN 25 APRILE RESISTENTE

25 aprile 2004, mi reco a Pordenone come l'anno precedente insieme ad altri compagni per aderire alla giornata di lotta organizzata da RESISTENZA ANTIFASCISTA,che ormai da 4 anni cerca di impedire ai fascisti in doppiopetto che sfilano in nome di una pacificazione nazionale di deporre una corona al monumento dei caduti.

La giornata si preannuncia "calda",ed è così fin dall'inizio, con contestazioni e slogan contro la sterile cerimonia ufficiale dopo la quale prendiamo possesso della piazza con regolare permesso fino alle ore 12:00 decisi a rivendicare le motivazioni della lotta partigiana, ed ad impedire l'ennesima provocazione fascista (permessa da una giunta revisionista di centro-sinistra) di insultare la memoria dei combattenti per la libertà morti per sradicare una società basata sullo sfruttamento e sulla diseguaglianza, lo stesso sfruttamento e la stessa diseguaglianza che i pacificatori di oggi tentano di far tornare con i loro governi.

Scaduto il permesso della piazza, la resistenza antifascista da vita ad un sit-in legandosi l'un l'altro alla ringhiera del monumento,da qui inizia lo sgombero molto violento da parte delle forze dell'ordine che rinchiude i resistenti dietro un nutrito cordone di polizia, permettendo purtroppo la vergognosa parata dei nazional-alleati che comunque vengono ripetutamente fischiati.

Quando finalmente e molto sbrigativamente se ne vanno,ci riprendiamo la piazza e qualcuno pensa bene di raggiungere la corona appena deposta per cercare di travolgerla, ma notando la scena un poliziotto insegue il compagno e comincia a malmenarlo.

Vista la scena scavalco la ringhiera insiema ad altri con l'intento di sottrarre il compagno alle botte, ma non è necessario in quanto il poliziotto si alza e accorgendosi di essere accerchiato molla la presa permettendo al compagno di fuggire, noi non tocchiamo lo sbirro pur essendo in più e lo lasciamo passare.

Dopo un mese dall'accaduto la Digos di Udine si presenta a casa mia per "invitarmi" in Questura su richiesta della Digos di Pordenone, per fotosegnalamento, elezione di domicilio legale e nomina di un difensore, scopro quindi che sarei responsabile di aver sferrato un violento pugno ad un poliziotto durante la manifestazione del 25 aprile, ma non mi fanno vedere le carte ed io sicuro della mia posizione di innocenza nomino un difensore d'ufficio e non mi preoccupo neanche di contattarne un altro, ero sicuro che la cosa si sarebbe smontata da sè.

Fatto stà invece che il 30 settembre scorso ricevo per posta la "bella sorpresa", un Decreto Penale di Condanna per resistenza continuata a Pubblico Ufficiale, che mi condanna in via preventiva a 2 mesi di carcere commutati con una multa di 2280 euro.A questo punto contatto un avvocato per fare opposizione, e finalmente vengo a conoscenza delle carte dove due Digos di Pordenone dichiarano di avermi visto sferrare un violento pugno ad un loro collega (mentre il presunto aggredito non lo dichiara) e poi di essere dovuti intervenire per interrompere il proseguio della mia azione violenta, falso anche questo, in quanto se loro mi avessero fermato sul fatto non avrebbero poi dovuto fare richiesta a Udine per la mia identificazione,è vero invece che lo sbirro è stato fatto passare senza che gli sia stato fatto niente infatti non ha nemmeno ritenuto di farsi refertare.

Ora mi è chiaro il motivo di tutto questo assurdo processo, la Digos di Pordenone ha dovuto fare qualcosa per accontentare le lamentele degli esponenti di A.N., a seguito della loro brutta figura rimediata il 25 Aprile (che non gli ha permesso di farsi pubblicità) e cosa di meglio che mentire e colpire nel mucchio come avvertimento per il futuro.

Contrari ad ogni tentativo di riconciliazione e fermamente decisi a contrastare la logica revisionista di chi vuole mettere sullo stesso piano vittime e carnefici,continueremo a resistere.

Oggi a me domani.......