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Rassegna Stampa M.V.
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03-09-04, pag. 4, Messaggero Veneto Gorizia

Bonanno: l’abbiamo fondato, ora tocca ai cittadini aderirvi
Un comitato contro il Cpt

GRADISCA. «Questo che abbiamo fondato contro il Cpt è solo un comitato promotore: quello vero e proprio dovrà nascere dai cittadini»: il presidente dell’Itala San Marco Franco Bonanno ci tiene a mettere i puntini sulle “i” mentre parla di quest’iniziativa nata nell’ultimo periodo per contrastare quella che sembra una decisione già presa, ovvero la realizzazione di un centro di permanenza temporanea per immigrati nella vecchia caserma Polonio di via Udine, oggetto di lavori di ristrutturazione da diversi mesi. «Io sono il presidente di questo comitato – ha spiegato Bonanno – che comprende anche il segretario Mauro Verdimonti e altri dieci sottoscrittori. Prossimamente si terrà un’assemblea e ci si doterà di uno statuto: l’obiettivo è quello di far conoscere a tutti le modalità di un Cpt. Ci tengo però a precisare una cosa: io mi batto affinché questo sia un comitato apartitico (ricordiamo che proprio in merito al comitato alcune settimane fa nacque una polemica fra l’Ulivo e la minoranza consiliare, ndr ): tutti debbono poter partecipare alle riunioni, indipendentemente dai propri vincoli politici». La data della prima riunione non è ancora stata fissata: «Abbiamo richiesto l’utilizzo della sala Bergamas, ma attualmente è oggetto di alcuni lavori, quindi restiamo in attesa: vogliamo che sia quella la sede della prima riunione perché vogliamo coinvolgere molta gente, in sala consiliare infatti sta al massimo una trentina di persone». Il presidente biancoblù è deciso a coinvolgere anche i Comuni limitrofi: «Spero che il problema, oltre ai cittadini gradiscani, interessi anche alle amministrazioni dei paesi vicini a Gradisca, che non possono restare indifferenti alla nascita di un Cpt a pochi chilometri di metri da casa». È evidente, intanto, che Bonanno non è affatto indifferente alla questione Cpt, tanto che nel suo intervento c’è spazio per uno sfogo su questa lunga vicenda: «È stato fatto uno sbaglio fondamentale scegliendo di realizzare qui questa struttura: è una cosa del tutto anacronistica, il confine ormai si è spostato e sbarchi di clandestini via mare qui non ne abbiamo. Non vorrei che da noi succedesse ciò che in passato è accaduto a Cervignano e non vorrei nemmeno che questo fosse un pretesto per fare un vero e proprio carcere. Mi auguro che tutta la cittadinanza sia pronta a far sentire il proprio dissenso». In chiusura Bonanno prova a rassicurare i gradiscani («Il Cpt prevede controlli enormi dalle forze dell’ordine») e parlando di manifestazioni di protesta come quella del presidente della Provincia Giorgio Brandolin (un telegramma al giorno al ministro Pisanu, firmato anche dal sindaco di Gradisca Franco Tommasini e dall’assessore regionale Roberto Antonaz) si toglie un sassolino dalla scarpa: «Bisognava muoversi tutti prima: è come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. In pochi, a suo tempo, hanno saputo cogliere i problemi: una persona però la voglio ricordare, è Rita Feltre, una gradiscana che purtroppo è scomparsa recentemente e che aveva capito tutto». Infine un appello che è la filosofia del comitato: «L’importante è partire, muovere qualcosa, creare attenzione attorno alle problematiche». Giuseppe Pisano
04-09-04, pag. 2, Messaggero Veneto Gorizia

L’8 e il 9 settembre. È prevista una serie di iniziative Ci saranno anche padre Alex Zanotelli ed Ennio Remondino
Carovana della pace in città


Un cammino di liberazione attraverserà tutta l’Italia, partendo il 7 settembre dai confini fino a Nola, dove le tre Carovane per la pace si riuniranno il 19. Il nodo nord-est toccherà Gorizia e poi Gradisca l’8 e il 9 settembre, coinvolgendo varie realtà locali in condizione di perifericità umana, con evidente richiamo al tema di fondo della marcia di pace, ovvero il divario fra Nord e Sud del mondo. Ieri mattina, nell’assolato giardino del Centro di accoglienza San Giuseppe, si sono incontrati alcuni dei promotori dell’iniziativa per presentarla in conferenza stampa: il missionario comboniano di Padova fratel Claudio, due studenti di Scienze internazionali e diplomatiche, Francesco Lauria e Mirella, il direttore di Voce isontina don Andrea Bellavite, il fondatore della Comunità arcobaleno don Alberto De Nadai e il vicedirettore della Caritas diocesana don Adalberto Chimera. «L’idea della carovana nasce nel 2000 da uno slancio di alcuni giovani che desideravano far rivivere concretamente il senso biblico del Giubileo di riscatto degli oppressi – ha raccontato la gestazione della manifestazione fratel Claudio –. Noi comboniani abbiamo accolto la sfida, pensando a un percorso itinerante e interattivo con i luoghi e le persone. Da un lato, dunque, ci sarà un cammino incarnato nelle quindici città in cui passeremo, dall’altro uno sguardo mondiale, portato dalle forti testimonianze delle personalità che parteciperanno». Il denso calendario di eventi isontini della carovana prevede una serie d’incontri; il pranzo dei carovanieri sarà alla Comunità Arcobaleno, mercoledì 8, subito dopo l’arrivo a Gorizia; poi Valdeci, avvocato brasiliano coordinatore di un progetto carcerario senza vigilanza armata, visiterà il carcere. Altre realtà di emarginazione e di solidarietà accoglieranno i carovanieri: il parco Basaglia e il gruppo di psichiatri Linea di sconfine e del Sert, il Centro di accoglienza San Giuseppe, dove porterà il suo racconto John, mediatore culturale ugandese ed ex bambino soldato, i Cvcs-Bottega del mondo. Alle 15.30, invece, padre Alex Zanotelli si confronterà con i partecipanti alla Summer school dell’Isig e gli studenti dell’ateneo udinese sul tema “Le politiche ambientali”. Molte associazioni universitarie hanno difatti collaborato attivamente e appassionatamente alla realizzazione della manifestazione. Infine, dopo un passaggio per la Chiesa protestante alle 19.30, tutti i carovanieri si raduneranno in piazza Vittoria, come meta la Transalpina per riflettere su “Guerra e confine”, dibattito fra padre Alex, Ennio Remondino, i testimoni della Carovana, Anna Mazzolino di “Un ponte per Baghdad”, studenti e i responsabili del progetto Bosnia Davidovici. Il 9 settembre l’iter comprenderà una visita alla sinagoga, al monastero della Castagnevizza, alla Comunità di recupero La tempesta, alle caserme e al Parco delle rimembranze, a Monfalcone al Cantiere navale con le associazioni per Panzano ed Esposti amianto e infine, alle 21, di fronte al Cpt in costruzione a Gradisca si terrà un dibattito su “Immigrazione ed accoglienza”. (Ilap)

02-09-04, pag. 7, Messaggero Veneto Gorizia

S’è costituita “Benkadì”


STARANZANO. Quando la sinergia di associazioni diverse si concretizza in progetto: è questo il significato della nuova associazione culturale Benkadì, nata il 16 luglio a Staranzano. Molteplici gli scopi e tutti basati sullo sviluppo di temi riguardanti la cooperazione internazionale tra Nord e Sud del mondo, tramite politiche di pace e non violenza, riconosciute come fondamentali per la costruzione di una nuova società. L’associazione si propone anche di promuovere le sinergie tra singoli enti o associazioni che operano sulle stesse tematiche o simili. L’idea è nata dalla condivisione di esperienze tra i gruppi di Finanza etica, Consumo critico, Educazione alla pace e alla legalità ed Economia equa e solidale. Nelle intenzioni dell’associazione c’è l’apertura di una bottega dell’Equo e solidale che favorisca la conoscenza e la vendita di prodotti artigianali e alimentari provenienti da paesi impoveriti. L’associazione Benkadì sarà presente con un banchetto espositivo alla “Sagra del le raze” dal 3 al 12 settembre, tranne giovedì 9, giorno in cui i soci parteciperanno alla “Carovana per la pace” che si terrà a Gradisca contro il Centro di permanenza temporanea (Cpt). In tutti gli altri giorni chiunque volesse potrà avere informazioni più precise sull’associazione. In ogni caso, per contatti, si potrà telefonare a Giovanni e Claudia, numeri 0481-483327 o 340-8949141, e Genni, 349-7499526.

02-09-04, pag. 5, Messaggero Veneto Gorizia

Gradisca: un invio al giorno al Viminale da parte di Antonaz, Brandolin e Tommasini «È scandaloso che il ministro non abbia mai risposto alle nostre richieste d’incontro»
Cpt, una valanga di telegrammi a Pisanu

GRADISCA. Riprende con vigore la battaglia contro la costruzione del Cpt. Il presidente della Provincia, Giorgio Brandolin, ha deciso di spedire ogni giorno, a partire da ieri, un telegramma al ministro degli interni, Giuseppe Pisanu, firmato anche dal sindaco di Gradisca, Franco Tommasini, e dall’assessore regionale Roberto Antonaz (nella foto con Brandolin) finché non sarà concesso l’incontro richiesto a suo tempo dalle istituzioni locali. «È inaccettabile e scandaloso il fatto che il ministro non si sia neppure degnato di rispondere alle numerose sollecitazioni inviate a più riprese dal sottoscritto e dagli altri rappresentanti istituzionali – rimarca Brandolin – e per ricordargli che questo comportamento non influirà sicuramente sulla nostra volontà di andare avanti in questa battaglia lo tempesteremo di telegrammi, trasmessi quotidianamente, in cui si rinnoverà la richiesta d’incontro urgente». Il sindaco Tommasini, pronto a spendersi sino in fondo per evitare la realizzazione del Cpt alla Polonio, appare comunque consapevole del fatto che la lotta sarà molto dura. «Il fatto che fino a oggi il governo non abbia preso nella minima considerazione le nostre proteste e non abbia neppure risposto alla durissima lettera inviatagli dal governatore Illy dimostra che non c’è alcuna intenzione di tornare indietro, ma non lasceremo nulla d’intentato per infrangere questo muro». Deciso anche l’assessore Antonaz, che ribadisce la volontà della giunta regionale di continuare a contrastare quest’opera. «Il comportamento del ministero è scandaloso – insiste Antonaz –, perché sta procedendo nella costruzione di quello che sarà un vero e proprio carcere senza il legittimo coinvolgimento degli enti locali. Ma qualcuno potrà essere chiamato a rispondere dell’impiego di queste risorse nel caso in cui riuscissimo a far valere le nostre ragioni e a bloccare la realizzazione del Cpt». Intanto anche il comitato spontaneo nato per contrastare il Centro di permanenza temporanea sta affilando le armi, preparando le prime iniziative popolari per dar voce alla contrarietà della gente verso quest’opera. (p.a.)