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Rassegna Stampa M.V.
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Messaggero Veneto
MERCOLEDÌ, 15 SETTEMBRE


Pagina 4 - Gorizia

Cpt. Chieste verifiche alla “Polonio”

Esposto alla Procura sul rischio amianto
GORIZIA. «Nessuno vuole i Cpt». Questo l’esito di una breve inchiesta pubblicata ieri dal Corriere della Sera all’interno del quale si fa notizia anche della visita goriziana di Pisanu. Nell’articolo del maggiore quotidiano italiano emerge un quadro familiare al lettore gradiscano con il Viminale che ammette come i fondi per la realizzazione dei nuovi Cpt, compreso quello da ubicare alla “Polonio”, ci siano, ma i progetti siano ostacolati dall’opposizione degli enti locali.
Intanto sulla sede scelta dal governo per ospitare il Cpt del Triveneto si addensano ora anche inquietudini di carattere sanitario-ambientale. L’attivista friulano Paolo De Toni che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Gorizia nel quale si chiede la sospensione dei lavori di realizzazione del Cpt
in quanto l’ex caserma Polonio essendo stata adibita a deposito carburanti e oli minerali potrebbe costituire un caso di «sito inquinato» ed «eventualmente contaminato da amianto».
Infine, una curiosità. Lunedì sera al termine della cena ufficiale, Brandolin ha accompagnato Pisanu in una passeggiata “digestiva” fino al piazzale della Transalpina per una visita turistica del luogo simbolo della Nuova Europa. Precedentemente al ministro erano stati offerti in dono dal sindaco di Gorizia Brancati un frammento del reticolato che per decenni ha diviso in due la piazza e da Brandolin il “vino della pace”.
MERCOLEDÌ, 15 SETTEMBRE 2004 Pagina 4 - Gorizia

Gradisca. Il capogruppo dei “Cittadini”: non arriveranno immigrati solo dal Nord-Est, basta guardare cosa sta succedendo al Sud

Boscarol: il governo non ci prenda in giro

Pinat (Cdl): se qualcuno vuole fare le barricate, proponga almeno una alternativa
GRADISCA. L’apertura del Cpt a Gradisca ormai è pressoché certa, a meno che Illy non convinca il collega Galan ad “alleggerire” il Friuli - Vg del peso di una struttura che, stando alle dichiarazioni rilasciate ieri a Gorizia dal ministro degli interni, Giuseppe Pisanu, dovrebbe ospitare i clandestini del Triveneto. L’incontro di gennaio al Viminale (allora il sindaco della Fortezza era Gianni Fabris) aveva lasciato qualche spiraglio (Pisanu parlò di “congelamento” dei lavori, mai registrato: casomai c’è stata un’accelerazione dell’opera), non altrettanto si può dire di quello di ieri.
Fra le reazioni in loco, vi è quella un po’ infastidita di Paolo Boscarol, capogruppo della lista “Cittadini per Gradisca”, all’opposizione: «Sono perplesso di fronte al termine “struttura polifunzionale” usato dal ministro per descrivere il Cpt. Visto che c’è stata una grossa levata di scudi da parte di tutti gli enti locali contro questa struttura, secondo me sarebbe il caso di smetterla di prendere in giro la gente. Trovo inoltre impensabile parlare di uno scambio con altri spazi, questo è un ragionamento che proprio non mi va. Nutro, infine, seri dubbi sul fatto che il governo intenda ospitare nel Cpt di Gradisca soltanto i clandestini del Nord-Est, e lo dico anche in virtù dei massicci sbarchi che si registrano in questi giorni nell’Italia meridionale».
Sempre restando in tema di Cpt, si registra anche un nuovo intervento di Bruno Augusto Pinat (capogruppo della lista Cdl “Far rinascere Gradisca”, pure all’opposizione), che nei giorni scorsi aveva spiegato i motivi della sua mancata adesione al coordinamento contro la struttura in fase di realizzazione alla “Polonio”: «Ho avuto modo di parlare al telefono col Ministro: il Cpt aprirà – ha detto Pinat - e avrà una doppia anima, dopodiché se qualcuno vuole fare le barricate, proponga almeno un’alternativa. Io ribadisco di essere contro il Cpt a Gradisca, perché ci sono caserme dismesse in aree più isolate e idonee nella nostra. Chi si vuole mettere a capo di movimenti contro il Cpt deve smetterla di prendere in giro la gente: che ospitino loro nelle loro case i clandestini. È bene ricordare che i Cpt sono nati conseguentemente alla legge Turco-Napolitano, la Bossi-Fini non fa che estendere il periodo di trattenimento dei clandestini. Questa gente, in fondo, dovrà essere identificata e accolta. Ritengo, inoltre, che questa cosa possa fungere da deterrente a esodi di massa e che i muri che vengono eretti non servono a evitare le fughe dal Cpt, ma a difendere la struttura da attacchi che, come sappiamo, ci sono già stati. Questo è un tema da affrontare con il buon senso che la nostra terra ha dimostrato di avere già nel passato, anche nella diversità di vedute, con la saggezza tipica delle nostre genti».
Giuseppe Pisano


MERCOLEDÌ, 15 SETTEMBRE 2004 Pagina 4 - Gorizia

Cpt, oggi il vertice Illy-Galan

Ma il governatore veneto non intende “ereditare” il centro


Tommasini: solo una “magia” potrebbe cambiare le cose
GRADISCA. Dopo mesi scanditi da proteste, mobilitazioni di piazza e telegrammi al ministero degli interni, oggi Gradisca attende di conoscere il proprio destino che sembra sempre più indissolubilmente legato al Cpt. La giornata di oggi verrà vissuta inevitabilmente con il fiato sospeso dal sindaco Franco Tommasini e dai cittadini gradiscani in attesa di conoscere l’esito dell’incontro in programma tra il governatore del Friuli-Venezia Giulia Riccardo Illy e il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, che già ieri ha bocciato il trasferimento nella sua regione.
Un vertice che potrebbe davvero rivelarsi decisivo per far luce sul futuro della caserma Ugo Polonio di via Udine confermando la percorribilità dell’ipotesi di uno spostamento del Centro di permanenza temporanea in Veneto o viceversa chiudendo ogni spiraglio alla possibilità che la struttura possa non essere ubicata a Gradisca.
L’ipotesi del trasferimento oltre il Tagliamento del Cpt è emersa come noto nel corso dell’incontro di lunedì sera a Gorizia che ha visto protagonisti da una parte il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu e dall’altro il sindaco Tommasini, il presidente della Provincia Brandolin, l’assessore regionale Antonaz e lo stesso Illy. Proprio il presidente della Regione aveva lanciato la proposto di discutere con Galan la possibilità di individuare un’ubicazione in grado di ospitare il centro di permanenza temporanea chiamando in causa implicitamente anche l’ex sindaco di Treviso, oggi vicesindaco, Giancarlo Gentilini «il quale – ha affermato lunedì Illy – si è espresso violentemente contro qualunque immigrato e credo che sarebbe lieto di ospitare un Cpt».
Il sindaco Tommasini, dunque, attende, anche se consapevole della difficoltà della missione del governatore del Friuli-Venezia Giulia tanto più dopo le prime dichiarazioni rese ieri da Galan il quale, come detto, ha ironizzato sulla proposta di Illy lasciando intendere abbastanza chiaramente di essere contrario all’ipotesi di un trasferimento del cpt nel Veneto. «Servirà un colpo di magia di Illy – ha dichiarato ieri il primo cittadino gradiscano con una punta di pessimismo – altrimenti temo proprio che il progetto del Cpt nella nostra città sia irreversibile». Del resto la posizione del governo ribadita da Pisanu lunedì è stata più che esplicita: «Il ministro ci ha fatto capire senza giri di parole che il Governo ha la ferma intenzione di far proseguire i lavori e di completare la realizzazione del Cpt a Gradisca – ha sottolineato il sindaco –, ma allo stesso tempo noi abbiamo ribadito la nostra assoluta contrarietà. Dopo l’incontro di lunedì per noi non è cambiato assolutamente nulla anche se Pisanu a livello personale si è dimostrato davvero disponibile e gentile».
Ma a prescindere dal vertice odierno Tommasini non si rassegna: «L’incontro tra Illy e Galan – ha puntualizzato il primo cittadino – prelude a un ultimo incontro tra Pisanu e gli enti locali. Quello sarà davvero l’ultimo atto».
Piero Tallandini
Messaggero Veneto
GIOVEDÌ, 16 SETTEMBRE


Pagina 6 - Gorizia

Gradisca. Parla il sindaco dopo l’incontro con Pisanu e il vertice Illy-Galan

Tommasini sul Cpt: quasi nulle le speranze di spostarlo dalla Polonio

GRADISCA. «Le nostre speranze ormai sono davvero pochissime, anche se conosciamo l’abilità di Illy». Queste le parole pronunciate a caldo dal sindaco di Gradisca, Franco Tommasini, alle 21.30 di ieri nella febbrile attesa di conoscere l’esito dell’incontro proseguito fino a tarda sera tra il governatore del Friuli-Venezia Giulia Riccardo Illy e il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan nel corso del quale Illy ha chiesto al collega l’eventuale disponibilità ad accettare il trasferimento del Cpt, attualmente destinato a trovare posto nella caserma gradiscana Ugo Polonio, in una località del Veneto. Una richiesta alla quale Galan aveva già preannunciato, martedì, di voler opporre un esplicito rifiuto e infatti l’esito della missione di Illy è stato negativo. «Prendiamo atto – ha affermato nella tarda serata di ieri Illy al termine dell’incontro – della contrarietà dei presidenti di Provincia e dei sindaci veneti. Spero comunque ancora che si possano trovare soluzioni diverse».
Quante sono a questo punto le possibilità che il Cpt possa trovare posto altrove liberando Gradisca della sua ingombrante presenza? «Oltre a sperare in qualche “magia” di Illy - ha osservato Tommasini - possiamo soltano continuare a opporre il nostro “no” alla realizzazione della struttura in attesa del prossimo nuovo incontro con il ministro Pisanu».
E proprio il prossimo incontro con il ministro degli interni è la tappa decisiva alla quale sta già guardando il primo cittadino isontino. «La proposta del presidente Illy è servita a concedere un po’ di tempo, ad alimentare qualche spiraglio verso un alternativa all’ubicazione gradiscana del Centro di permanenza temporanea - ha ammesso ieri sera Tommasini -, ma sappiamo che soltanto con la prossima visita di Pisanu a Gorizia si deciderà ufficialmente il futuro della Polonio».
Pisanu nel corso del vertice in Prefettura di lunedì ha garantito che nelle prossime settimane, compatibilmente con la propria fittissima agenda di impegni, sarà di nuovo nel capoluogo isontino per chiudere il discorso. «Di certo - ha sottolineato Tommasini - sarà molto difficile che in quell’occasione Pisanu cambi opinione, c’è l’ha fatto capire molto chiaramente nel corso dell’incontro di lunedì. Apprezziamo il fatto che abbia garantito di voler trovare il tempo, tra i suoi mille impegni, per tornare a Gorizia a definire ufficialmente la questione ma non ci aspettiamo buone notizia. Le alternative, a quanto pare, non ci sono».
Del resto per ammissione dello stesso Tommasini lo spiraglio lasciato aperto dal colpo di coda di Illy era decisamente ristretto e ieri sera il sindaco prima ancora di conoscere l’esito del confronto tra il governatore del Friuli Venezia Giulia e Galan non si faceva particolari illusioni.
«Ma vogliamo ancora provare a lottare - ha aggiunto Tommasini - forti della compattezza del nostro consiglio comunale che ha unanimemente opposto il proprio “no” al Cpt. Del resto la nostra battaglia nasce dall’assoluta convinzione nell’inutilità di un Centro di permanenza temporanea a Gradisca in una situazione come quella attuale dove i clandstini sono pochissimi e la Slovenia è entrata in europa.
Ieri si è svolto un vertice tra Tommasini e i capigruppo nel corso del quale i rappresentanti di maggioranza e opposizione sono stati messi al corrente dell’esito della visita goriziana di Pisanu manifestando l’unanime volontà di proseguire la battaglia contro la realizzazione del Cpt a Gradisca.
Piero Tallandini