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Solidarietà al ragazzo arrestato !!!

Il Piccolo lunedì 28 febbraio 2005

LUNEDÌ, 28 FEBBRAIO 2005 Pagina 3 - Gorizia

Il sindaco: «Mi aspettavo una partecipazione maggiore da parte dei miei concittadini, ma la massa ha preferito non prendere parte a quella che è una battaglia di tutti»

Tommasini amaro: «Ora il fronte del ’no’ è più spaccato»


«Non sono un politico, ma credo che dopo una giornata come quella di sabato si sia scalfita l’unità dei partiti. Ho visto volti tesi fra i segretari di questa o quella forza politica. A mio parere ora il fronte del no al Cpt è più spaccato».
Franco Tommasini, a ventiquattr’ore dopo la manifestazione contro il Centro di permanenza temporanea, rivive i momenti salienti del corteo che ha visto la partecipazione di oltre duemila persone e il suo bilancio è tutt’altro che esaltante per tutta una serie di motivi. «Non è stata una giornata esaltante nè per Gradisca nè per gli organizzatori - sottolinea il primo cittadino -. A prescindere dagli slogan contro il nostro Comune che avevamo già messo in conto, esprimo grande amarezza per gli incidenti che hanno funestato la manifestazione. Non è stato sicuramente un momento edificante per Gradisca che ieri ha dimostrato di aver subito il colpo: in città non si parlava d’altro, i cittadini erano perplessi e amareggiati per quanto successo. Mi dispiace che la manifestazione sia degenerata e ritengo che il mio dispiacere sia lo stesso di certi segretari di partito che hanno dimostrato tutta la loro insofferenza. Non dovevano capitare quelle cose».
Ma Tommasini non risparmia nessuno. Nemmeno i cittadini gradiscani che non hanno risposto come gli organizzatori avrebbero voluto. «Anch’io mi aspettavo una partecipazione più vasta - ammette il primo cittadino -. Invece, per l’ennesima volta, la massa ha preferito non prendere parte a quella che è una battaglia di tutti. Peccato. Ad ogni modo, ritengo che la manifestazione di sabato non abbia aggiunto nulla a Gradisca. Prendo le distanze dagli scontri e ricordo che il Comune ha solo aderito alla manifestazione». Piuttosto, Tommasini è preoccupato per ciò che potrà capitare in futuro. «Premettendo che la battaglia non è finita anche se il Comune non ha nessuna arma per contrastare la realizzazione del Cpt, Gradisca rischia di essere conosciuta più per il Cpt che per le bellezze paesaggistiche, i monumenti, le bellezze che la caratterizzano. E non è bello. Inoltre, in tutte queste settimane, il nostro impegno e il nostro lavoro è stato catalizzato dalla vicenda-Cpt, portando via energie preziose al funzionamento della macchina comunale».
Francesco Fain


LUNEDÌ, 28 FEBBRAIO 2005 Pagina 3 - Gorizia

GRADISCA Il ventenne di Romans arrestato potrebbe finire questa mattina davanti al giudice nel processo per direttissima

Due notti in carcere dopo gli scontri

Indagini della Digos atte a verificare eventuali responsabilità di altri giovani




Almeno due notti in carcere dopo gli scontri di sabato pomeriggio davanti alla caserma Polonio al culmine della manifestazione organizzata contro la realizzazione del Centro di permanenza temporanea per extracomunitari cui hanno partecipato millecinquecento/duemila persone. E un’altra carica della polizia nella tarda serata di sabato sotto la questura di Gorizia dove alcuni aderenti al Centro sociale Clandestino si erano radunati aspettando la remissione in libertà del ventenne arrestato poche ore prima. Ma il giovane è stato invece tradotto in via Barzellini e loro sono stati dispersi dagli sfollagente degli agenti.
E.M., vent’anni, di Romans d’Isonzo, è stato bloccato dalla Polizia alla conclusione della manifestazione di Gradisca. La gran parte dei manifestanti, e soprattutto i giovani dei centri sociali del Triveneto, avevano già raggiunto la stazione di Sagrado, quando gli agenti hanno fermato E.M., indicato come uno dei manifestanti che aveva lanciato sassi contro le forze dell’ordine impegnate nella carica davanti alla «Polonio». Lesioni e resistenza a pubblico ufficiale i reati che gli sono stati contestati. Questa mattina incontrerà in carcere l’avvocato Renzo Pecorella e quindi dovrebbe tenersi l’udienza di convalida, che però potrebbe anche slittare a domani. Non è poi escluso che venga giudicato subito con rito direttissimo. E.M. non è conosciuto negli ambienti dei «disobbedienti» ma sabato pomeriggio ha partecipato al corteo assieme a loro ed è stato individuato dagli agenti per aver lanciato sassi contro la carica delle forze dell’ordine. «Non conosco quel ragazzo - ha dichiarato il leader triestino dei ’disobbedienti’ Andrea Olivieri -, ma è molto grave che la questura di Gorizia abbia deciso di far pagare a qualcuno la propria inadeguatezza a gestire la situazione». Olivieri ha anche già annunciato che numerosi giovani dei centri sociali saranno presenti al Tribunale di Gorizia nel caso venisse disposto il processo con rito direttissimo.
Da questa mattina poi la Digos della questura di Gorizia si metterà al lavoro per analizzare le fotografie scattate e i filmati realizzati dai numerosi agenti che hanno seguito il corteo in borghese con il compito di documentare quanto accadeva. E sulla base delle immagini raccolte saranno verificate eventuali responsabilità da parte di altri manifestanti. Il corteo aveva raggiunto pacificamente via Trieste quando davanti alla «Polonio» alcuni disobbedienti hanno cercato di stendere un rotolo di filo spinato mentre alcuni fumogeni venivano lanciati contro il cordone delle forze dell’ordine. Immediatamente è scattata la carica di Polizia e Carabinieri e alla manganellate i dimostranti hanno risposto lanciando sassi e sacchetti di vernice. Pochi minuti di tensione che sembravano chiusi lì. Poi, in serata l’annuncio dell’arresto del ventenne di Romans.
Guido Barella