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Tommasini cacciato dal corteo!!

La stampa continua a cesurare la richiesta di pubblicare i nostri manifesti con le immagini delle tre scimmiette e perfino la foto del camion con le tre sagome di Pisanu, Illy, Brandolin e Tommasini che aprivano lo spezzone libertario e che sono state l'elemento determinante che ha innescato la cacciata di Tommasini dal corteo. Infatti le cose sono andate così: alla partenza Tommasini è venuto a protestare per le sagome e per il contenuto ovviamente dileggiante degli interventi che il coordinamento libertario stava tenendo nei suoi confronti e in quel momento gli è stato gridato di andarsene fuori dal corteo, e così è stato!


L'altro elemento politicamente rilevante della manifestazione, anche questo censurato nelle fotografie dalla stampa, è stata la scritta "LAGER COMUNALE" fatta dal "Movimento Indipendenti" sul muro del CPT

Il Piccolo domenica 23 ottobre 2005

DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005

Pagina 4 - Gorizia

CORTEO ANTI-CPT Gherghetta (Ds): «Solo con un’azione politica si impedirà l’apertura del centro immigrati»

Tra i no global e la Giunta è sceso il gelo

Non è stata gradita l’emarginazione dall’organizzazione del Coordinamento cittadino


Il segretario diessino stigmatizza l’occupazione della Croce verde: «È stata una intimidazione inaudita. Poi, gli incappucciati non mi piacciono»
GRADISCA Una verità è emersa dalla manifestazione di ieri: tra il mondo dei no global e le istituzioni si è verificato uno strappo che sarà impossibile ricucire. Lacerazioni profonde create dall’atteggiamento dei Disobbedienti, che hanno voluto impadronirsi della manifestazione emarginando il Coordinamento cittadino contro il Cpt. Il blitz di venerdì alla Croce verde gradiscana e le pesanti accuse alla giunta Tommasini hanno acuito ancor più la frattura tra le due parti.
È chiarissimo il segretario provinciale dei Ds. Enrico Gherghetta: «Sono qua con una delegazione perché sono contrario al Cpt, ma non aderisco alla manifestazione. Le decisioni sono state calate dall’alto e il Coordinamento cittadino non è riuscito ad essere protagonista. Qui, nel corteo, non c’è il popolo dei Ds».
Quale strada da battere per evitare l’apertura del Cpt? «Con la forza legale - dice Gherghetta - La battaglia deve spostarsi sul piano politico. Per chiudere il Cpt bisogna vincere le elezioni».
Non è piaciuta a Gherghetta neppure l’occupazione dei «Senza volto» alla sede della Croce verde. «Nessuna condivisione - dice - è stata una pressione inaudita. Una vera e propria intimidazione».
Poi, mentre la piazza si sta affollando di persone, aggiunge: «Non mi piace la gente incappucciata. Gli operai dei Cantieri non hanno mai nascosto il volto. Eppure di battaglie ne hanno condotte ed anche più dure di queste».
Il sindaco Tommasini è fermo all’inizio di via Bergamas. Attorno a lui la giunta comunale al completo. Un segno che l’esecutivo comunale è compatto nel non volere l’apertura del centro immigrati alla «Polonio». Ma serpeggia un po’ di nervosismo. Tommasini sa di essere nel mirino dei no global, degli Invisibili in particolare. «Se mi attaccano, me ne vado», preannuncia.
Non sono ancora arrivati i «Senza volto», che di lì a pochi minuti andranno dinanzi al municipio di via Ciotti a lanciare le dure accuse contro l’amministrazione gradiscana.
Su un camion in mezzo al corteo compare una sagoma di Tommasini che, assieme a Illy, Brandolin e Pisanu, viene accusato di essere di fatto connivente con chi vuole aprire il Cpt. È troppo. La giunta non entra in corteo, anche se l’anarchico De Toni dal suo megafono urla che sono stati loro a cacciare il sindaco.
fra. fem.


DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005 Pagina 4 - Gorizia

Il primo cittadino spiega il motivo della sua mancata partecipazione

Da Rifondazione arrivano altre critiche: «Assenza vergognosa la sua, ha dimostrato di essere inadeguato al ruolo che ricopre»

Tommasini: «Contro il Comune bugie e insulti inaccettabili»

GRADISCA «Prima ancora che il corteo partisse l’amministrazione comunale è stata bersagliata da falsità e offese di ogni genere. A quel punto non c’erano più le condizioni per partecipare».
Il sindaco di Gradisca, Franco Tommasini, a mente fredda motiva con fermezza la decisione della giunta e della maggioranza di dissociarsi dalla manifestazione. Colpa degli acidi strali del gruppo anarchico guidato dall’attivista Paolo De Toni e del fuori programma dei senza volto, che per prima cosa appena giunti a Gradisca si sono recati a protestare davanti alla sede municipale.
Stili diversi, ma l’accusa è una sola: la presunta autorizzazione comunale alla Prefettura, per la realizzazione dell’allacciamento della Polonio alla rete fogniaria comunale. Una scelta, quella del non presenziare alla manifestazione, che ha scatenato le ire di parte dell’opposizione, che senza mezze misure parla di fuga degli amministratori.
Tommasini rivela peraltro che il gesto era stato ampiamente programmato. «Ci siamo trovati subito tutti d’accordo, parte della minoranza compresa (Valter Cocco e Bruno Pinat, che pur non presente ha manifestato la sua solidarietà, mentre Rc e Cittadini hanno preso parte al corteo ndr): inaccettabile il clima di ostilità nei nostri confronti. Per screditare il nostro operato sono state tirate in ballo vere e proprie bugie, per non parlare degli insulti: qualche gruppo presente a Gradisca ha decisamente esagerato. Spiace perché la manifestazione è riuscita in modo pacifico ed ha coinvolto migliaia di persone contrarie ai centri. Pochi, comunque, i gradiscani: la gente purtroppo è disillusa». E chiude con una frase sibilina: «Fra qualche giorno faremo un punto definitivo su questa vicenda, sotto tutti i punti di vista».
Ma intanto la scelta dell’amministrazione-Tommasini è nell’occhio del ciclone: «Assenza vergognosa, Gradisca merita un sindaco di ben altro carisma - va giù duro il direttivo di Rifondazione Comunista-: Tommasini si è rivelato totalmente inadeguato al ruolo che ricopre, se non ha affrontato la situazione per timore delle critiche è meglio che faccia altro. Non ci stupisce il fatto che la cittadinanza abbia riposto poco: quest’amministrazione non ha fatto nulla per coinvolgerla, al contrario ha trasmesso solo paura con questo profilo basso».
Concorde il coordinatore dei Cittadini, Claudio Verdimonti, che definisce un «grande errore» la scelta degli amministratori di non prendere parte al corteo: «L’assenza dell’istituzione comunale è grave, ci saremmo attesi un maggior senso civico in una giornata che è decisamente riuscita. I toni politici sono stati violenti ma civili, non tali comunque da giustificare un’assenza di chi ci rappresenta». La posizione della maggioranza è sintetizzata e difesa dal capogruppo Cappelli (Margherita): «Sono venute a mancare le condizioni per aderire. La manifestazione contro il Cpt si è trasformata anche in un attacco all’amministrazione, quando invece l’obbiettivo è comune. Ed era l’occasione per dimostrarlo».
Secondo il segretario Ds Giuseppe Salamone, infine, «la scelta è stata motivata dal fatto che qualcuno ha voluto emarginare l’aspetto politico della lotta ai Cpt, creando una frattura con le istituzioni che non ha senso di esistere».
Luigi Murciano

Pagina 4 - Gorizia

Blitz a sorpresa in municipio del corteo in passamontagna

IL FUORIPROGRAMMA
GRADISCA Le quindici sono trascorse da un minuto quando da viale Trieste spunta l’ondata arcobaleno dei passamontagna indossati dai «senza volto». Loro, i Disobbedienti, hanno fatto ore di treno e di autobus per essere a Gradisca. E allora le cose vogliono metterle in chiaro da subito. Così, quando l’ondata non si dirige verso il resto del corteo che li attende, ma verso via Ciotti, sorpresa e tensione vanno a braccetto. Ma le intenzioni non sono bellicose: fumogeni, sguardi in cagnesco con le forze dell’ordine, ma nessun contatto. Sono lì per parlare. «Per denunciare ipocrisia e doppio gioco» urlano negli altoparlanti.
In testa, a volto scoperto, c’è il consigliere regionale Alessandro Metz. Le voci che incalzano dal soundsystem sono invece quelle dei leader del Nordest, Luca Casarini ed Andrea Olivieri. Il messaggio è forte e chiaro: «Tanto vale essere chiari fin dall’inizio - affermano -: siamo davanti al municipio per ricordare al sindaco Tommasini e alla sua coalizione di Centrosinistra che se il Cpt aprirà li riterremo responsabili. Dando l’autorizzazione per gli allacciamenti fognari si sono resi complici di chi ha voluto i nuovi lager. Si vergognino e ritirino quella delibera. Prendano esempio dalla Croce Verde della loro città, che ieri ha saputo disobbedire. Altrimenti si rassegnino: noi non li lasceremo mai in pace».
l.m.

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