
Il Piccolo domenica 23 ottobre 2005
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005
Pagina 4 - Gorizia
CORTEO ANTI-CPT Gherghetta (Ds): «Solo con unazione politica si impedirà lapertura del centro immigrati»
Tra i no global e la Giunta è sceso il gelo
Non è stata gradita lemarginazione dallorganizzazione del Coordinamento cittadino
Il segretario diessino stigmatizza loccupazione della Croce verde: «È stata una intimidazione inaudita. Poi, gli incappucciati non mi piacciono»
GRADISCA Una verità è emersa dalla manifestazione di ieri: tra il mondo dei no global e le istituzioni si è verificato uno strappo che sarà impossibile ricucire. Lacerazioni profonde create dallatteggiamento dei Disobbedienti, che hanno voluto impadronirsi della manifestazione emarginando il Coordinamento cittadino contro il Cpt. Il blitz di venerdì alla Croce verde gradiscana e le pesanti accuse alla giunta Tommasini hanno acuito ancor più la frattura tra le due parti.
È chiarissimo il segretario provinciale dei Ds. Enrico Gherghetta: «Sono qua con una delegazione perché sono contrario al Cpt, ma non aderisco alla manifestazione. Le decisioni sono state calate dallalto e il Coordinamento cittadino non è riuscito ad essere protagonista. Qui, nel corteo, non cè il popolo dei Ds».
Quale strada da battere per evitare lapertura del Cpt? «Con la forza legale - dice Gherghetta - La battaglia deve spostarsi sul piano politico. Per chiudere il Cpt bisogna vincere le elezioni».
Non è piaciuta a Gherghetta neppure loccupazione dei «Senza volto» alla sede della Croce verde. «Nessuna condivisione - dice - è stata una pressione inaudita. Una vera e propria intimidazione».
Poi, mentre la piazza si sta affollando di persone, aggiunge: «Non mi piace la gente incappucciata. Gli operai dei Cantieri non hanno mai nascosto il volto. Eppure di battaglie ne hanno condotte ed anche più dure di queste».
Il sindaco Tommasini è fermo allinizio di via Bergamas. Attorno a lui la giunta comunale al completo. Un segno che lesecutivo comunale è compatto nel non volere lapertura del centro immigrati alla «Polonio». Ma serpeggia un po di nervosismo. Tommasini sa di essere nel mirino dei no global, degli Invisibili in particolare. «Se mi attaccano, me ne vado», preannuncia.
Non sono ancora arrivati i «Senza volto», che di lì a pochi minuti andranno dinanzi al municipio di via Ciotti a lanciare le dure accuse contro lamministrazione gradiscana.
Su un camion in mezzo al corteo compare una sagoma di Tommasini che, assieme a Illy, Brandolin e Pisanu, viene accusato di essere di fatto connivente con chi vuole aprire il Cpt. È troppo. La giunta non entra in corteo, anche se lanarchico De Toni dal suo megafono urla che sono stati loro a cacciare il sindaco.
fra. fem. |
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005 Pagina 4 - Gorizia
Il primo cittadino spiega il motivo della sua mancata partecipazione
Da Rifondazione arrivano altre critiche: «Assenza vergognosa la sua, ha dimostrato di essere inadeguato al ruolo che ricopre»
Tommasini: «Contro il Comune bugie e insulti inaccettabili»
GRADISCA «Prima ancora che il corteo partisse lamministrazione comunale è stata bersagliata da falsità e offese di ogni genere. A quel punto non cerano più le condizioni per partecipare».
Il sindaco di Gradisca, Franco Tommasini, a mente fredda motiva con fermezza la decisione della giunta e della maggioranza di dissociarsi dalla manifestazione. Colpa degli acidi strali del gruppo anarchico guidato dallattivista Paolo De Toni e del fuori programma dei senza volto, che per prima cosa appena giunti a Gradisca si sono recati a protestare davanti alla sede municipale.
Stili diversi, ma laccusa è una sola: la presunta autorizzazione comunale alla Prefettura, per la realizzazione dellallacciamento della Polonio alla rete fogniaria comunale. Una scelta, quella del non presenziare alla manifestazione, che ha scatenato le ire di parte dellopposizione, che senza mezze misure parla di fuga degli amministratori.
Tommasini rivela peraltro che il gesto era stato ampiamente programmato. «Ci siamo trovati subito tutti daccordo, parte della minoranza compresa (Valter Cocco e Bruno Pinat, che pur non presente ha manifestato la sua solidarietà, mentre Rc e Cittadini hanno preso parte al corteo ndr): inaccettabile il clima di ostilità nei nostri confronti. Per screditare il nostro operato sono state tirate in ballo vere e proprie bugie, per non parlare degli insulti: qualche gruppo presente a Gradisca ha decisamente esagerato. Spiace perché la manifestazione è riuscita in modo pacifico ed ha coinvolto migliaia di persone contrarie ai centri. Pochi, comunque, i gradiscani: la gente purtroppo è disillusa». E chiude con una frase sibilina: «Fra qualche giorno faremo un punto definitivo su questa vicenda, sotto tutti i punti di vista».
Ma intanto la scelta dellamministrazione-Tommasini è nellocchio del ciclone: «Assenza vergognosa, Gradisca merita un sindaco di ben altro carisma - va giù duro il direttivo di Rifondazione Comunista-: Tommasini si è rivelato totalmente inadeguato al ruolo che ricopre, se non ha affrontato la situazione per timore delle critiche è meglio che faccia altro. Non ci stupisce il fatto che la cittadinanza abbia riposto poco: questamministrazione non ha fatto nulla per coinvolgerla, al contrario ha trasmesso solo paura con questo profilo basso».
Concorde il coordinatore dei Cittadini, Claudio Verdimonti, che definisce un «grande errore» la scelta degli amministratori di non prendere parte al corteo: «Lassenza dellistituzione comunale è grave, ci saremmo attesi un maggior senso civico in una giornata che è decisamente riuscita. I toni politici sono stati violenti ma civili, non tali comunque da giustificare unassenza di chi ci rappresenta». La posizione della maggioranza è sintetizzata e difesa dal capogruppo Cappelli (Margherita): «Sono venute a mancare le condizioni per aderire. La manifestazione contro il Cpt si è trasformata anche in un attacco allamministrazione, quando invece lobbiettivo è comune. Ed era loccasione per dimostrarlo».
Secondo il segretario Ds Giuseppe Salamone, infine, «la scelta è stata motivata dal fatto che qualcuno ha voluto emarginare laspetto politico della lotta ai Cpt, creando una frattura con le istituzioni che non ha senso di esistere».
Luigi Murciano |
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Pagina 4 - Gorizia
Blitz a sorpresa in municipio del corteo in passamontagna
IL FUORIPROGRAMMA
GRADISCA Le quindici sono trascorse da un minuto quando da viale Trieste spunta londata arcobaleno dei passamontagna indossati dai «senza volto». Loro, i Disobbedienti, hanno fatto ore di treno e di autobus per essere a Gradisca. E allora le cose vogliono metterle in chiaro da subito. Così, quando londata non si dirige verso il resto del corteo che li attende, ma verso via Ciotti, sorpresa e tensione vanno a braccetto. Ma le intenzioni non sono bellicose: fumogeni, sguardi in cagnesco con le forze dellordine, ma nessun contatto. Sono lì per parlare. «Per denunciare ipocrisia e doppio gioco» urlano negli altoparlanti.
In testa, a volto scoperto, cè il consigliere regionale Alessandro Metz. Le voci che incalzano dal soundsystem sono invece quelle dei leader del Nordest, Luca Casarini ed Andrea Olivieri. Il messaggio è forte e chiaro: «Tanto vale essere chiari fin dallinizio - affermano -: siamo davanti al municipio per ricordare al sindaco Tommasini e alla sua coalizione di Centrosinistra che se il Cpt aprirà li riterremo responsabili. Dando lautorizzazione per gli allacciamenti fognari si sono resi complici di chi ha voluto i nuovi lager. Si vergognino e ritirino quella delibera. Prendano esempio dalla Croce Verde della loro città, che ieri ha saputo disobbedire. Altrimenti si rassegnino: noi non li lasceremo mai in pace».
l.m. |
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