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Il Piccolo martedì 19 aprile 2005

MARTEDÌ, 19 APRILE 2005

Pagina 4 - Gorizia

GRADISCA I «cancellati» sloveni esprimono solidarietà a quanti si battono contro la realizzazione del centro immigrati

Un dossier degli anarchici sul Cpt

Verrà presentato giovedì in un incontro pubblico. Presente anche l’attivista De Toni
Dai cancellati della Slovenia arriva la solidarietà a quanti si battono contro l'apertura del Cpt di Gradisca. Nella serata pubblica di giovedi alle 21 in sala Bergamas, organizzata dal coordinamento libertario che fa capo alla galassia anarchica friulana, vi sarà anche una rappresentanza (con in testa il responsabile Aleksander Todorovic) dell'associazione che si prefigge di raccontare all'Europa la storia dei cittadini dell'ex Jugoslavia, privati dei diritti civili più fondamentali. Una vicenda che qualcuno vorrebbe destinare all'oblio della storia, e che invece ha anche delle inquietanti affinità con quelli che sono i Cpt.
Nel 1992 il primo governo di Centrodestra della neoindipendente Slovenia cancellò, senza preavviso alcuno, dal registro dei residenti stabili circa 18 mila ex jugoslavi, «rei» di non aver regolarizzato in tempo il proprio status, cioè di non aver richiesto la cittadinanza entro sei mesi dalla dichiarazione di indipendenza. I cosiddetti «cancellati» persero improvvisamente i diritti riconosciuti ai residenti stranieri: al lavoro, all’assistenza sanitaria e sociale, al domicilio. «Noi cittadini cancellati della Slovenia salutiamo tutti gli immigrati e le immigrate, coloro che cercano asilo, gli uomini e le donne rifugiati, le persone senza documenti e tutti coloro che lottano come noi», affermò una loro rappresentanza alla grande manifestazione del 26 febbraio contro il centro immigrati «che tanto ricordano i centri sloveni di rimozione degli stranieri». All'incontro pubblico di giovedi sera sarà presente anche l'attivista friulano Paolo De Toni, da tempo attivo nella sua battaglia volta a bloccare i lavori alla Polonio per l'abusivismo edilizio. Presenterà un dossier «che ripercorre tutta la vicenda-Cpt, con conseguenti denunce delle responsabilità di Comune, Provincia e Regione e sulla situazione repressiva innestata ad arte». De Toni nei giorni scorsi era stato raggiunto da avviso di garanzia per la diffusione delle immagini del progetto del Cpt.
Luigi Murciano



Messaggero Veneto 20 aprile 2005
MERCOLEDÌ, 20 APRILE 2005 Pagina 5 - Gorizia

LA POLEMICA

Rc: la Procura limita l’attività di denuncia nei confronti del Cpt




GRADISCA. «Restiamo profondamente turbati dal nuovo avviso di garanzia della Procura della repubblica che ha colpito un attivista anarchico (Paolo De Toni, del “Coordinamento libertario contro il Cpt”, ndr) del vasto movimento di opinioni contrario all’apertura del centro di permanenza temporanea di Gradisca d’Isonzo, di fatto il più grande “lager” del Nord-Est per persone immigrate colpevoli solo di avere i documenti non in regola o addirittura di essere richiedenti asilo».
A una settimana dalla notifica del provvedimento scende in campo ufficialmente anche la segreteria regionale di Rifondazione comunista per sottolineare come, da parte della Procura della repubblica, ci sia «un inaccettabile tentativo di limitare l’attività di denuncia del Cpt, chiaramente costruito contro la volontà popolare e delle istituzioni.
L’accusa sarebbe quella della divulgazione di atti segreti, cioè dei disegni dei progetti della struttura, documenti fra l’altro consegnati dal prefetto D’Ascenzio al Comune di Gradisca. Si capisce che si tratta di un “segreto” ampiamente divulgato. Invitiamo caso mai la Magistratura ad aprire un’inchiesta verso gli ideatori di questa “prigione amministrativa” che hanno intrapreso tale progetto edilizio (con una spesa di oltre 10 milioni di euro) senza dare alcuna informazione alle comunità locali e facendo finta di ristrutturare un’ex caserma per realizzare un’opera completamente diversa».
Una posizione puntualmente condivisa dalla sezione gradiscana di Rifondazione comunista, con il segretario comunale Gianfranco Marega pronto a sottolineare la grave antidemocraticità della linea seguita da Magistratura e Procura della repubblica.
«Per quanto riguarda la nostra sezione, non possiamo che esprimere solidarietà non solo nei confronti di De Toni, ma anche degli altri due attivisti, precedentemente sottoposti anche a perquisizione e al sequestro dei loro computer, appartenenti ai movimenti e alle associazioni contrari all’apertura del Cpt di via Udine. Crediamo che la linea che stanno seguendo i cosiddetti tutori della legge sia sin troppo chiara: una politica chiaramente intimidatoria, con l’intento ben preciso di terrorizzare chi, come unica colpa, ha quella di voler far sapere alla gente la verità su quanto sta succedendo. Protestare contro l’apertura di strutture come i Cpt, chiaramente contrari a qualsiasi principio legato ai diritti stessi dell’uomo, continuiamo a reputarlo non soltanto un nostro diritto, ma moralmente anche un dovere. La verità è che si vuol togliere alla gente anche il diritto di protestare e questo resta un atteggiamento in chiaro contrasto con tutti i principii democratici. Questo, comunque, non fa che convincerci nel proseguire nella nostra azione contro l’apertura del Cpt». (ma.ce.)