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Il Piccolo martedì 15 marzo 2005
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Il Piccolo lunedì 14 marzo 2005
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LUNEDÌ, 14 MARZO 2005
Pagina 3 - Gorizia
Da Romans incontro di solidarietà per Miotto
Una cinquantina di ragazzi, perlopiù giovanissimi ed appartenenti al centro sociale Clandestino, si sono ritrovati nell'area retrostante la palestra comunale di via Atleti Azzurri d'Italia a Romans d'Isonzo, per manifestare pacificamente contro l'apertura del Centro di permanenza temporanea presso la caserma «Polonio» di Gradisca d'Isonzo.
La decisione di darsi appuntamento a Romans non è stata di certo casuale, ma ha rappresentato un evidente segno di solidarietà nei confronti di Ezio Miotto, il 20nne anarchico del luogo, che il 26 febbraio scorso era stato arrestato al termine della manifestazione organizzata davanti alla caserma gradiscana stessa, dopo l'arrivo del corteo partito dalla stazione ferroviaria di Sagrado. Come si ricorderà in tale occasione si erano verificati degli scontri tra polizia e manifestanti, mentre dopo il suo arresto il giovane romanese ha trascorso i successivi quattro giorni nelle carceri d Gorizia. Nel corso dell'iniziativa i ragazzi hanno steso parecchi striscioni contro il «lager di Gradisca» - come si leggeva testualmente - così come inneggiavano alla libertà e ai diritti umani di tutti coloro che sono destinati a finire dentro il Cpt di Gradisca.
Sono stati resi noti i vari appuntamenti contro l'apertura dei Cpt, mentre non è mancata la musica ad alto volume, così come qualcuno ha preso il microfono in mano per cantare dei brani che si richiamavano alla libertà |
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MARTEDÌ, 15 MARZO 2005 Pagina 6 - Gorizia
Continuano le polemiche sul Centro immigrati dopo le dichiarazioni al Senato del sottosegretario Saponara
Fabris irritato: «Siamo stati scavalcati»
Lex sindaco assicura: «Mai informato del parere favorevole della Regione»
GRADISCA
«Se quanto affermato in Parlamento dal sottosegretario Saponara è vero, mi domando perché il Comune nell'arco di tutto questo tempo non sia mai stato informato del presunto parere tecnico favorevole dato dalla Regione nel 2003. Ciò non fa che acuire la convinzione che siamo stati costantemente scavalcati». È un Gianni Fabris visibilmente irritato, quello a cui chiediamo un parere sulla risposta data dal sottosegretario all'Interno Michele Saponara all'interrogazione dei parlamentari Budin e Guerzoni sul Cpt.
CATENACCIO. L'ex primo cittadino gradiscano e attuale consigliere di maggioranza, sotto la cui amministrazione nel 2000 era iniziata fra troppi silenzi e mezze verità la travagliata vicenda del centro immigrati, non ha gradito il passaggio in cui Saponara assicura ai firmatari dell'interrogazione che il dialogo con gli enti locali non è mai mancato. «Nello svolgimento dell'intera procedura non è mai venuto meno un contatto diretto fra il Prefetto e il sindaco, costantemente edotto dell'iter della vicenda», aveva detto Saponara. Fabris non ci sta, ma alla domanda se, allora, ritenga non vere le affermazioni del sottosegretario si chiude a riccio: «No comment». Quindi, ripete malvolentieri concetti espressi da tempo: «Tre ordini del giorno unanimi del Consiglio non sono bastati ad avere risposte - denuncia Fabris -. Ho dovuto recarmi dal ministro Pisanu per conoscere parte della verità: ma essa è emersa soltanto il 2 dicembre scorso, quando il prefetto per l'immigrazione D'Ascenzio ha incontrato i consiglieri. Non so a che parere tecnico della Regione si riferisca Saponara, certo sarebbe gravissimo se nessuno ci avesse informato».
«MACCHE' RICORSO AL TAR». Indignazione per le novità fornite dalla risposta del Governo a Budin viene dall'anarchico Paolo De Toni: «Patetico apprendere solo ora del parere favorevole della Regione». Ma ce n'è anche per il parlamentare triestino: «Avrebbe dovuto chiedere se la famosa ordinanza 3287 sull'obbligatoria presenza di un rappresentante regionale nella commissione tecnica riguardasse davvero anche il Friuli Venezia Giulia - spiega -. Ma ho il sospetto che si sia invece imboccata una strada volutamente sbagliata per ottenere una sconfitta con cui chiudere la partita: un eventuale ricorso al Tar della Regione, su un atto che non la riguarda affatto, verrebbe ovviamente respinto. Il fatto che Saponara non abbia minimamente citato l'ordinanza ma si sia aggrappato ad un parere già espresso dalla giunta Tondo pare appunto confermare che essa riguardasse davvero solo Veneto, Marche e Liguria. Allora perché la 3287 è stata citata dalla Prefettura come il passaggio chiave dell'iter?».
Ma De Toni insiste sul Comune: «Non esiste atto che scavalchi la prerogativa comunale della concessione edilizia: la partita è più aperta di prima, Tommasini deve ordinare la chiusura del cantiere abusivo sulla statale 305».
Luigi Murciano
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