
Il Piccolo sabato 7 maggio 2005
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SABATO, 07 MAGGIO 2005
Pagina 5 - Gorizia
GRADISCA Il decreto che individuava la «Polonio» è stato firmato nel 2000 da tre ministri del Centrosinistra
Il centro clandestini costa 17 milioni
Lo ha annunciato in Consiglio il presidente della Provincia Brandolin
Rifondazione comunista afferma che con i soldi destinati per il nuovo Cpt sarebbe stato possibile finanziarie «reali politiche di accoglienza nel Triveneto»
Il Cpt di Gradisca costa allo Stato oltre 17 milioni di euro. A tanto - per capirci, qualcosa come trentacinque miliardi di vecchie lire - ammonta l'importo per la realizzazione dell'opera in fase di ultimazione alla caserma «Polonio».
Lo ha annunciato il presidente Giorgio Brandolin nel corso dell'ultima seduta del Consiglio provinciale, durante cui ha relazionato l'assemblea sugli importanti documenti emersi in relazione agli iter procedurali per la costruzione del chiacchierato centro di temporanea permanenza. Documenti che, oltre a svelare per la prima volta la somma di denaro spesa per la costruzione della struttura, riservano altre due primizie: anzitutto il nome dei ministri di Centrosinistra firmatari del decreto che il 22 dicembre 2000 individuava ufficialmente la Polonio come sede ideale per la temporanea permanenza: Enzo Bianco (Interno), Livia Turco (Solidarietà sociale) e Vincenzo Visco (Tesoro e Finanze). Quindi, i nomi dei professionisti che hanno redatto il progetto: lo studio associato Monaco e Marinì di Roma.
Gli incartamenti sono pervenuti alla Provincia in seguito alle tre comunicazioni ufficiali che Brandolin a marzo aveva spedito a Roma per richiedere chiarimenti sulla vicenda. «All'appello manca ancora qualcosa - precisa Brandolin-: gli atti sulla secretazione dei lavori e soprattutto i documenti relativi al presunto parere tecnico favorevole del Friuli Venezia Giulia, che potrebbe dirci chi in Regione ha avvallato le procedure. Ma entro il 18 maggio contiamo di ottenere anche questi ultimi incartamenti».
Le rivelazioni di Brandolin non hanno mancato di scatenare reazioni del mondo politico: su tutte quella della segreteria provinciale di Rifondazione comunista, che in una nota sottolinea con forza: «Tre ministri del precedente governo di Centrosinistra, con i loro atti, hanno posto le premesse affinchè l'attuale governo tenti di imporre al nostro territorio un lager che tutte le amministrazioni locali e i cittadini rifiutano. L'importo di 17.219.820 euro - prosegue Rc - per la sua enormità rappresenta già da solo uno scandalo indecente: con una simile cifra sarebbe possibile finanziare reali politiche di accoglienza, in grado di risolvere gran parte dei problemi sociali di cui sono vittime gli immigrati del Triveneto. Infine - conclude Rc-: i nomi dei ministri che hanno dato via libera dovrebbero servire da monito per quanti, ancora oggi, nel Centrosinistra difendono la sciagurata scelta di istituire i Cpt». Luigi Murciano |
Il Piccolo lundì 25 aprile 2005
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Lo sport ancora una volta ha affratellato giovani calciatori provenienti da tutto il mondo
Nella Spianata incontro di bandiere e di popoli
La pioggia non ostacola la sfilata delle squadre di calcio e Brandolin fa «quasi» pace con uno dei movimenti che si batte contro il Cpt. Magie del «Nereo Rocco»: nonostante il tempo incerto sono stati tanti i gradiscani, e gli isontini in generale, che hanno affollato il centro cittadino per la tradizionale cerimonia di apertura del torneo internazionale allievi. La kermesse sabato sera aveva avuto il suo prologo nell'incontro Milan-Udinese, mentre ieri ha avuto luogo l'inagurazione ufficiale della manifestazione agonistica e di Ethnic, l'evento multiculturale che gli è collegato. Dopo l'applaudito passaggio delle squadre, in una Spianata colorata dalle bandiere, nonostante il grigiume della giornata piovosa, sono stati eseguiti gli inni nazionali dei Paesi rappresentati al torneo. Quindi, il saluto delle autorità, accompagnato da un fuori programma: una quindicina di esponenti del movimento «Indipendenti» che si batte contro l'apertura del centro di temporanea permanenza per immigrati alla caserma Polonio, già presenti in questi giorni con uno stand in piazza, ha pacificamente lanciato qualche slogan ed esposto le bandiere della pace e alcuni striscioni dietro al palco. «No al lager», «Cpt né qui né altrove» ed anche un sagace «La vera partita per la multiculturalità inizia negli spogliatoi del Cpt». Del resto, il torneo gradiscano da sempre fa incontrare i popoli, e porta un inconfondibile messaggio di pace e tolleranza (indimenticabile l'abbraccio fra le delegazioni americana ed iraniana di qualche anno fa). Impossibile quindi, per il presidente della Provincia di Gorizia Giorgio Brandolin, fare finta di niente e non riferirsi all'attualità, che presto potrebbe vedere la stessa cittadina che oggi fa da «vilaggio globale» ospitare la discussa struttura. E così, al termine del suo saluto, ha sottolineato ai presenti l'iniziativa dei ragazzi e si è così rivolto loro, riprendendo uno slogan: «Prima di cantare "siamo tutti clandestini", dovremmo cantare "siamo tutti cittadini", cittadini di un'Europa che vogliamo più democratica e multietnica». Il gruppo di manifestanti ha aderito alla proposta. Alla cerimonia hanno preso parte anche i consiglieri regionali Brussa e Bolzan, il sindaco Tommasini, il presidente dell'Itala San Marco Bonanno, il presidente regionale del Coni Emilio Felluga, il presidente provinciale Figc Livio Vidoz, il questore di Gorizia Gaudenzio Truzzi. Al termine della cerimonia gran galà all'enoteca regionale Serenissima. Luigi Murciano
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Il Piccolo domenica 1 maggio 2005
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Festa bianconera per la «B2»
Protesta oscurata. Era nellaria da alcuni giorni una pacifica protesta, durante la finalissima del «Rocco», dei movimenti che si oppongono allapertura del Cpt di Gradisca. Per loccasione avevano anche preparato uno striscione a tema: «Cpt, autogol dellumanità». Data la visibilità mediatica della manifestazione, la vicenda del centro immigrati avrebbe potuto arrivare nelle case di milioni di italiani. Ma pare che siano stati bloccati allingresso dalle forze dellordine (fossero così puntuali anche su certi campi delle serie professionistiche per certi striscioni «politici» ben più gravi e oltraggiosi...) e abbiano dovuto desistere. «Ci hanno censurati denuncia un militante , né credo avessero paura che non pagassimo il biglietto». Brandolin e Bonanno in sollucchero. Finalissima a senso unico, la Juventus riscatta la sconfitta dello scorso anno ed umilia 5-1 il Mineiro: è la prima italiana a vincere il trofeo Nereo Rocco dopo cinque anni di digiuno, ovvero dal successo dellInter sul Milan. Si è concluso così il Mundialito, grande viaggio attraverso la macroregione di Alpe Adria spalmato su 36 campi da gioco e durato 48 partite. La giornata luminosa ha favorito lo spettacolo, anche se di certo la cosa più luminosa vista ieri erano i sorrisi a sessantaquattro denti del presidente provinciale Brandolin e del padrone di casa dellItala San Marco Franco Bonanno, juventini doc: finalmente i nipotini della Vecchia Signora si sono iscritti nellalbo doro, e proprio nelledizione del ventennale. Anche se Brandolin, cn chiari intenti diplomatici, ha tentato di glissare: «Io da due anni tifo per Go&Go». Quando si dice politically correct. I premiati. La solita atmosfera festosa e frizzante, sul prato del «Colaussi», dopo il triplice fischio finale del (bravo) direttore di gara Romeo di Verona. Le consuete scene di giubilo dei vincitori, le lacrime degli sconfitti, il protocollo, le autorità, i bimbi a caccia di un cimelio o di un autografo. Questi i big della XX edizione, e anche lì la Juve ha fatto man bassa: capocannoniere Cusano (Juventus, 9 reti). Miglior giocatore della manifestazione il suo compagno Bonsanto e miglior allenatore il tecnico bianconero Massimo Storgato, per la gioia delle signore in tribuna. Squadra più corretta il Deportivo Guadalajara (solo due cartellini).
Luigi Murciano
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Report da Gradisca
Dal 22 aprile fino al primo maggio si è svolta una mobilitazione permante a Gradisca ai lati della "festa etnica" a cura della "Rete" e degli "Indipendenti" con la partecipazione in alcune occasioni del Coordinamenro Libertario contro i Cpt, con distribuzione di volantini, opuscoli, esposizione di striscioni ed installazioni varie, con la conclusione alla manifestazione del primo maggio
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Sabato 30 aprile: il presidio
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Davanti allo stadio: divieto di entrare!
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Volantinaggio
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