
Il Piccolo Lunedì 7 marzo 2005
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LUNEDÌ, 07 MARZO 2005 Pagina 3 - Gorizia
GRADISCA I documenti erano esposti in una stanza del secondo piano del municipio. Lanarchico friulano a disposizione della Procura
Foto del Cpt scattate da un cellulare
De Toni del Coordinamento libertario: «Ho diffuso io le immagini del progetto»
Le immagini «proibite» del Cpt sono uscite dal Comune di Gradisca grazie a un telefono cellulare. Quello di Paolo De Toni, esponente del Coordinamento libertario che fa riferimento alla galassia anarchica del Friuli Venezia Giulia. È lo stesso attivista friulano ad ammetterlo pubblicamente: «Sono stato io a diffondere le foto del progetto. Le ho scattate con il mio cellulare mentre aspettavo che il sindaco mi permettesse di visionare altri documenti relativi alla vicenda del centro immigrati. Ora sono pronto a conoscere il dottor De Bortoli (il sostituto procuratore della Repubblica di Gorizia che si occupa della vicenda, ndr)».
Una confessione clamorosa, che segue di 48 ore la notizia dellimprovvisa perquisizione nelle abitazioni di S.A e F.G, i due giovani della Rete contro i Cpt raggiunti da avviso di garanzia per aver divulgato le fotografie del progetto, apparentemente secretato sin dal 2001. Ma le indagini, come trapelato da alcune indiscrezioni raccolte a Palazzo di giustizia, in questi giorni sarebbero state volte a spiegare come e da dove quelle immagini siano state carpite. A questo scopo sarebbero almeno sette-otto le persone indagate. E allora è lo stesso De Toni, che sulla secretazione dei lavori ha idee ben diverse, a venire allo scoperto e dichiarare di aver comodamente visionato le foto del plastico a Palazzo Torriani: «Ho scattato le foto attorno al 20 gennaio, in solitudine, mentre attendevo che Tommasini mi consegnasse una copia della risposta della Prefettura del 30 dicembre 2004». Lanarchico friulano lo ripete a chiare lettere: «I progetti erano liberamente visionabili al Comune di Gradisca, in una stanza del secondo piano. Il primo a diffondere tale progetto, come giustamente ha rilevato anche il sindaco, è stato il Prefetto di Gorizia: e visto che questultimo non è sottoposto ad indagine, allora tale progetto non è affatto secretato» afferma provocatoriamente De Toni. «Ho sempre sostenuto, anche di fronte Tommasini, che tale progetto è un falso in quanto porta la data dellottobre 2004, mentre quello definitivo come affermato anche dalla Prefettura è stato approvato con decreto dellottobre 2003 dal capo dipartimento per limmigrazione del Viminale - rilancia De Toni - Ma ciò che più mi interessa è invitare il dottor De Bortoli a confrontare il progetto depositato a Gradisca con quello originario e segretato: verifichi lui se il muro della vergogna di 4 metri era già previsto o meno. Rimango a sua disposizione». Lattivista friulano si avvarrà dell'avvocato Roberto Maniacco del foro di Gorizia come difensore di fiducia.
Luigi Murciano
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