
Il Piccolo domenica 6 marzo 2005
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DOMENICA, 06 MARZO 2005
Pagina 5 - Gorizia
GRADISCA Spiega il segretario cittadino dei Ds: «La dottoressa DAscenzio del Viminale le aveva presentate in un incontro ai consiglieri comunali»
Il sindaco Tommasini ha preferito scegliere la via del silenzio
«Ma quelle immagini le ha diffuse un prefetto»
Solidarietà nei confronti dei due ragazzi che hanno subito le perquisizioni per aver divulgato le immagini «proibite» del Cpt, preoccupazione per laura negativa che sta avvelenando la battaglia contro il Centro. Questi i sentimenti delle forze politiche gradiscane dopo la notizia del blitz dei carabinieri nelle abitazioni di F.G e S.A. Il Coordinamento bipartisan dei partiti cittadini in questi mesi aveva lavorato assieme a loro nel proporre forme di sensibilizzazione e protesta contro il Centro.
«Come Coordinamento ci riuniremo lunedi - commenta Claudio Verdimonti (Cittadini per Il Comune) , ma a titolo personale non posso che esprimere solidarietà ai ragazzi e tristezza per quanto accaduto. Sono deluso dal comportamento delle forze dellordine, che peraltro già durante la manifestazione avevano violato i patti». Verdimonti si riferisce al mancato via libera al simbolico gesto di colorare «il muro della vergogna» con le impronte dei cittadini. «Aggiugiamoci quella carica, certo non giustificata, lanomalo arresto del ragazzo di Romans e le perquisizioni, ed ecco la conferma di un atteggiamento intimidatorio che danneggia movimenti, partiti e associazioni che hanno avuto il pregio di unirsi per una giusta causa».
«La logica di questa operazione delle forze dellordine è incomprensibile: i documenti con le foto erano stati mostrati ai consiglieri comunali dal prefetto del Viminale Annamaria DAscenzio, e non avevano alcun vincolo di riservatezza o segretezza. Quei ragazzi non hanno commesso alcun reato» è il parere del segretario Ds Pino Salomone. La rappresentante comunale di Rc Greta Defend, dal canto suo, esprime «massima vicinanza a due persone battutesi con massima correttezza contro il lager della Polonio». Sullepisodio delle immagini incriminate, Defend commenta: «Se fosse vero che dopo la loro divulgazione il sindaco ha ricevuto una visita dai Carabinieri, Tommasini dovrebbe raccontarci una volta per tutte come stanno le cose. Sarebbe stato anche il caso che pronunciasse una parola nei confronti dei ragazzi». Ma per tutto il giorno il primo cittadino è stato invece irreperibile. A detta di Paolo Cappelli (Margherita) «Quanto successo è molto strano: è stata gettata unombra inquietante sul percorso di opposizione al Cpt, sin qui svoltosi nel migliore dei modi. Sono certo che i due giovani non abbiano alcuna responsabilità e che usciranno bene da questa vicenda».
In mattinata erano stati gli anarchici a manifestare solidarietà, con anche un duro appello a Tommasini: «Faccia valere gli articoli 101 e 102 della legge regionale in materia di concessione edilizia e blocchi i lavori: è un suo dovere. Ha dieci giorni di tempo».
Luigi Murciano
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DOMENICA, 06 MARZO 2005
Pagina 5 - Gorizia
GRADISCA Al centro dellattenzione i progetti della trasformazione della caserma Polonio in Cpt per immigrati
Divulgazione di segreti, altri indagati
La Procura vuole scoprire come sono giunti i documenti a chi poi li ha diffusi
Non sono soltanto i giovani monfalconesi S.A. e F.G. indagati dalla Procura della Repubblica di Gorizia nellambito dellinchiesta nella quale si ipotizza il reato di divulgazione di atti di cui è vietata la diffusione in merito alla realizzazione a Gradisca del Centro di permanenza temporanea di extracomunitari nella ex caserma Polonio.
Indiscrezioni raccolte a Gorizia, a palazzo di giustizia - dove peraltro da parte della Procura si mantiene il più stretto riserbo sullo stato delle indagini - rivelano come gli indagati sarebbero al momento almeno sette/otto. Al centro dellattenzione da parte degli inquirenti vi è soprattutto, al momento, il «come» le immagini che accompagnano il progetto - sottoposto, come è noto, a secretazione da parte del Ministero degli Interni -, siano giunte agli attivisti dei movimenti contrari alla realizzazione del Cpt, che li hanno poi diffusi soprattutto in Internet attraverso i siti a loro collegati. E proprio per questo motivo sarebbero state svolte le perquisizioni di venerdì mattine nelle abitazioni dei due giovani di Monfalcone: i carabinieri della locale Compagnia erano soprattutto alla ricerca di indicazioni su questo punto, su come i dati realtivi al progetto siano giunti ai movimenti dopposizione al Cpt.
Lindagine, del resto, come recita lavviso di garanzia consegnato ai due giovani contestualmente alla perquisizione, è relativa a fatti avvenuti a Gradisca a partire dal 20 gennaio scorso e quindi non è direttamente collegata alla manifestazione di otto giorni fa, il che è anche evidenziato dal fatto che il fascicolo sulla divulgazione di informazioni che dovevano restare riservate è stato aperto dal sostituto procuratore Massimo De Bortoli mentre sullarresto sabato scorso del giovane di Romans ha lavorato il suo collega Mario Panzeri e le ulteriori indagini sempre sulla manifestazione del 26 febbraio sono ora coordinate dal terzo sostituto della Porcura goriziana, Annunziata Puglia.
Il fatto che gli inquirenti siano, in questa indagine, interessati a capire e perchè progetti riservati siano giunti nelle mani della rete anti Cpt che lha poi diffusa su Internet oltre che con un volantino distribuito nellIsontino il 27 gennaio scorso, sarebbe infine confermato anche dalla «visita con fare intimidatorio» dei Carabinieri nellufficio del sindaco di Gradisca Franco Tommasini a fine gennaio, fatto questo reso noto proprio dalla rete anti Cpt in una nota apparsa sulle «pagine elettroniche» di un sito internet ad essa molto vicino.
Guido Barella
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DOMENICA, 06 MARZO 2005
Pagina 5 - Gorizia
LE INCHIESTE GIUDIZIARIE
Alle inchieste giudiziarie aperte dopo la diffusione delle foto del nuovo Cpt e la manifestazione di sabato dinanzi allex caserma «Polonio» sfociata nellarresto di un giovane romanese, la magistratura goriziana si sta occupando di altri episodi che vedono coinvolti no-global, disobbedienti e giovani del centro sociale.
l Manifestazione alla Massarelli, 11 agosto 2003. Dodici persone, tra cui il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz e uno dei leader del movimento no-global Andrea Olivieri, sono stati rinviati a giudizio per lesioni, minacce, resistenza e manifestazione non autorizzata. Il processo si celebrerà ad ottobre. I giovani si erano ritrovati nellagosto di tre anni fa dinanzi alla caserma «Massarelli» per protestare contro lespulsione di due bengalesi. Ci fu anche uno scontro fisico con la polizia.
l Ex caserma «Polonio», 30 gennaio 2004. Avviene il primo «assalto» da parte dei Disobbedienti allex caserma «Polonio», individuata come sede di un Centro di permanenza temporanea per immigrati clandestini. Sinnalzano scritte pacifiste e il muro viene preso a picconate.
l Ex caserma «Polonio», 18 giugno 2004. Un gruppo di giovani dei centri sociali e dei movimenti pacifisti guidati da Luca Casarini prende a picconate i lavori realizzati allinterno della caserma. I danni ammonterebbero a 35 mila euro. Vengono denunciati alla magistratura 37 persone.
l Occupazione del centro sociale di Gorizia, 16 febbraio 2005. La magistratura sequestra, su un esposto-denuncia del Comune, il centro sociale Clandestino. Quattro giovani che si trovavano allinterno vengono denunciati per occupazione abusiva delledificio.
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