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Il Messaggero Veneto
giovedì 31 marzo 2005




GIOVEDÌ, 31 MARZO 2005 Pagina 6 - Gorizia

Il presidente della Provincia, dopo le promesse del Viminale, vuole entrare nell’ex caserma Polonio

Brandolin attacca Saponara

«Mi dica chi rappresentava la Regione in commissione Cpt»

GRADISCA

Dura replica al sottosegretario degli interni

«Dichiaro di aver interesse all’accesso alla documentazione riguardante la realizzazione del centro di permanenza temporanea, in qualità di presidente della provincia di Gorizia, nel cui territorio verrà allestita tale struttura».
Destinatari il ministro Pisanu e il prefetto Anna Maria D’Ascenzo (capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione), mittente il presidente della Provincia, Giorgio Brandolin.
A pochi giorni dalla seconda manifestazione contro il Cpt (in programma sabato pomeriggio), quindi, torna ad alzare la voce, anche se attraverso una lettera, il presidente della Provincia, e lo fa in merito a quanto emerso lo scorso 10 marzo in Senato quando, rispondendo all’interrogazione dei senatori Budin e Guerzoni, il sottosegretario di Stato per l’interno (dottor Saponara) ha affermato che la Regione Friuli Venezia Giulia ha espresso, in merito alla realizzazione del Cpt a Gradisca d’Isonzo, un parere tecnico favorevole al progetto strutturale predisposto. «In tal caso – si legge in un passaggio della lettera – chiedo di conoscere il nome del rappresentante della Regione Friuli Venezia Giulia in seno alla commissione tecnico-consultiva».
Una richiesta puntualmente motivata da un’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri del 23 maggio 2003 dove si sottolinea che «il capo del dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione si avvale di una commissione tecnico-consultiva, istituita con proprio provvedimento ed integrata, di volta in volta, da un rappresentante della regione interessata».
Non l’unica richiesta, comunque, avanzata da Brandolin, intenzionato anche ad accedere «al provvedimento con cui il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione istituisce la commissione tecnico-consultiva».
Una lettera, comunque, preceduta da altre due inviate sempre da Brandolin al ministro Pisanu e al prefetto D’Ascenzo, nel mese di marzo.
In precedenza, e precisamente nella seconda lettera risalente a metà marzo, comunque, non era mancata una critica al «clima di tensione, incertezza e sospetto instauratosi, purtroppo anche nei confronti delle istituzioni locali da parte della gente. Con rammarico mi rendo conto – prosegue Brandolin – che questa situazione è dovuta anche alla mancanza di rapporti e di chiara comunicazione che hanno caratterizzato sin dall’origine tutta la vicenda sul Cpt. Per questo motivo, per tentare di sperperare questa condizione chiedo con urgenza un incontro con le istituzioni locali e, come più volte richiesto e già promesso dalla dottoressa D’Ascenzo, di effettuare contestualmente una visita alla struttura del Cpt». (ma.ce.)