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Sindaco Tommasini
tutto qua quello che ha da dire ??

Il Messaggero Veneto
lunedì 28 febbraio 2005

LUNEDÌ, 28 FEBBRAIO 2005 Pagina 8 Gorizia

Il ventitreenne finito in carcere è di Romans

Deve rispondere di lesioni. Gli inquirenti stanno visionando i filmati: forse saranno coinvolti altri giovani



GORIZIA. Si trova attualmente ancora rinchiuso nel carcere goriziano di via Barzellini il giovane di 23 anni di Romans d’Isonzo arrestato, sabato pomeriggio, durante la manifestazione contro la realizzazione del Centro di permanenza temporanea nell’ex caserma Polonio di via Udine. Il ragazzo, di cui non sono state rese note le generalità (di lui si conosce soltanto il nome di battesimo, Ezio), sarebbe stato nuovamente interrogato nel corso della giornata di ieri, ma senza fornire, da quanto si è potuto apprendere, elementi di particolare interesse per gli investigatori.
Il giovane isontino sarebbe stato bloccato dalle forze dell’ordine subito dopo aver lanciato sassi contro le forze dell’ordine in assetto antisommossa e nelle sue tasche sarebbero state trovate altre pietre. Come riferito nell’edizione di ieri, il giovane era stato quindi arrestato in flagranza e subito associato, nella tarda serata, alla casa circondariale goriziana. L’ipotesi di reato formulata a suo carico è sempre quella di lesioni.
Gli inquirenti stanno intanto visionando i filmati della manifestazione e non si esclude che, nei prossimi giorni, ci possano essere sulla vicenda ulteriori sviluppi con il coinvolgimento di altri manifestanti che potrebbero aver preso parte alla sassaiola di sabato pomeriggio contro agenti di Polizia e militari dell’Arma.


LUNEDÌ, 28 FEBBRAIO 2005 Pagina 8 - Gorizia

Solidarietà al sindaco minacciato

Gli anarchici annunciano “visite”. Il comitato anti-Cpt: gli siamo vicini
GRADISCA. Tra le 1.700 e le 2.000 presenze. È la stima ufficiale degli organizzatori della manifestazione contro il centro immigrati che, sabato pomeriggio, ha visto Gradisca come teatro di una protesta arrivata, tramite presenze e adesioni, da un po’ tutta Italia. Protesta incentrata anche e soprattutto sulle accuse rivolte alle istituzioni regionali, giudicate colpevoli d’immobilismo e doppiogiochismo: accuse che il sindaco di Gradisca, stavolta, respinge al mittente anche sulla base di un documento legale che scagiona, una volta per tutte, l’amministrazione gradiscana dalle responsabilità imputategli dai contestatori.
Gradisca ha risposto. È quanto afferma Claudio Verdimonti, membro del coordinamento gradiscano contro il centro che, assieme alla “Rete di associazioni contro il Cpt”, ha organizzato la manifestazione di sabato. «Abbiamo calcolato che solo durante il passaggio del corteo per le vie cittadine si siano aggiunti circa 300 residenti gradiscani, cifra che va ad aggiungersi a quelli che si erano già presentati alla stazione ferroviaria di Sagrado (punto di ritrovo e partenza dei manifestanti, ndr) e a quelli che hanno preferito attendere il corteo direttamente di fronte all’ex caserma Polonio. A buon ragione, quindi, possiamo dire che Gradisca ha risposto. Se, tuttavia, i circa 2.000 manifestanti restano un dato più che soddisfacente per quanto ci riguarda, sarebbe sbagliato considerare la manifestazione di sabato come un punto di arrivo. Resta un punto di partenza, una tappa di un percorso che dovrà veder coinvolte la cittadinanza e le genti di queste terre e le forze politiche regionali: non soltanto più a parole, ma con fatti, a supporto delle iniziative che l’amministrazione comunale intraprenderà. In questo senso confermiamo la più assoluta solidarietà al sindaco Tommasini: continueremo a essere al suo fianco e a supportarlo in tutti i modi nelle decisioni che prenderà, in quanto l’amministrazione ha sempre sposato la nostra politica, che è anche quella che ha mosso i manifestanti arrivati sabato a Gradisca».
Sugli incidenti, invece, chiaro il parere di Verdimonti: «Li definirei una nuvola di passaggio in un cielo sereno. È stato un momento di tensione mal gestito, ma reputo ingiusto e scorretto che un episodio di tale entità, direi ridicola rispetto a quanto successo in altre occasioni, intacchi lo spirito pacifico che ha animato la manifestazione».
Tommasini assolto. Gli “anarchici” lo hanno pubblicamente minacciato sabato, annunciandogli imminenti visite a palazzo Torriani, ma stavolta a scagionare il sindaco gradiscano (più volte accusato d’immobilismo e da più parti sollecitato a sequestrare la struttura di via Udine per abusivismo edilizio) arriva il responso della commissione di legali incaricata da Regione, Provincia e Comune di far chiarezza sulla legalità dei lavori nell’ex caserma Polonio.
«Non esiste alcuno strumento tecnico-giuridico che consenta al Comune di Gradisca di fermare i lavori del Cpt nell’ex caserma Polonio – si legge nel comunicato firmato dall’avvocato Lorenzo Presot, legale indicato dal Comune di Gradisca –. Al contrario di quanto, forse in maniera frettolosa, da molti affermato in questi giorni, i lavori nella caserma Polonio non possono tecnicamente definirsi abusivi». (ma.ce.)