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Messaggero Veneto
28 gennaio 2005



Messaggero Veneto VENERDÌ, 28 GENNAIO 2005 Pagina 6
Gradisca. La Prefettura informa il Comune che la riservatezza sui lavori alla caserma Polonio fu imposta dal governo nel marzo 2001

Cpt, la segretazione fu decisa dall’Ulivo

De Toni: ecco perché il centro-sinistra fa soltanto un’opposizione di facciata

GRADISCA. A decidere l’istituzione del Cpt e a decretare la segretazione dei lavori fu un governo di centro-sinistra. A darne notizia è il rappresentante del Coordinamento libertario, Paolo De Toni, che mostra una lettera inviata al Comune dalla Prefettura in cui, rispondendo al sindaco Franco Tommasini, si informa che “con decreto interministeriale del 22 dicembre del 2000 parte dell’ex caserma Polonio è stata individuata quale centro di permanenza temporanea e assistenza”.
Ma si dice anche che “con decreto del ministro dell’interno” del 6 marzo 2001 i lavori per il suddetto centro sono stati segretati”. Entrambi gli atti, dunque, seguendo queste date, furono emessi dal governo di Giuliano Amato.
«Al presidente della Provincia, Giorgio Brandolin e al sindaco di Gradisca, Franco Tommasini, non rimane che sperare che la Prefettura abbia sbagliato le date – attacca De Toni – perché secondo quanto scritto nella lettera è evidente che il 6 marzo 2001 era ancora in carica il governo di centro-sinistra che aveva il ministro Enzo Bianco come ministero dell’interno. A questo punto è chiaro il motivo per cui l’opposizione di parte del centro-sinistra è solo di facciata ed è altrettanto chiaro che la battaglia per fermare i lavori è solo apparente».
E mentre si apre un altro fronte, questa volta più politico, su questa vicenda, si chiarisce in modo definitivo la questione relativa al giallo delle concessioni edilizie la cui emissione, sempre secondo De Toni, spetta per legge al Comune. In realtà non è così e ha ragione il sindaco Tommasini quando afferma che il governo ha, di fatto, espropriato l’ente locale da questa prerogativa.
A far luce sull’argomento è l’ordinanza del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, pubblicata il 31 maggio del 2003 sulla Gazzetta ufficiale sotto il titolo “Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per il contrasto e la gestione del fenomeno dell’immigrazione clandestina”. Nell’ordinanza si dice chiaramente che “l’approvazione dei progetti in questione sostituisce a ogni effetto pareri, autorizzazioni, visti e nulla osta e costituisce, ove ancora occorra, variante agli strumenti urbanistici dei comuni interessati alla realizzazione delle opere e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei lavori”. È evidente, quindi, che di fronte a questa ordinanza il Comune di Gradisca non aveva e non ha alcuna possibilità di intervento.
Patrizia Artico