
Messaggero Veneto domenica 23 ottobre 2005
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005 Pagina 5 - Gorizia
Corteo anti-cpt, contestato il sindaco
Circa 400 senza volto marciano sul Comune attaccando loperato di sindaco e giunta
Gradisca. Circa 2 mila partecipanti arrivati da tutto il Nord. Lanciati alcuni fumogeni
GRADISCA. Dai 1.600 ai 1.800 manifestanti per gli organizzatori, circa 1.200 il dato ufficiale fornito dalla Questura. La solita guerra dei numeri che, stavolta, non si è trasferita in strada, dove, nonostante gli inevitabili momenti di tensione, culminati con lanci di fumogeni e razzi pirotecnici verso il Cpt, manifestanti e forze dellordine (circa 400 gli agenti schierati su tutta la città) non sono mai venuti a contatto.
Un pomeriggio di ordinaria protesta quello a cui ha assistito ieri Gradisca, teatro di una delle due manifestazioni nazionali contro i centri di permanenza temporanea (laltra si è tenuta in contemporanea a Bari).
A far da prologo al corteo vero e proprio, intorno alle 14, la visita di una delegazione (circa un centinaio di persone) a Poggio Terzarmata, dove, ai piedi del muro che ricorda il campo di concentramento della seconda guerra mondiale (attivo dal 1942 al 1943), è stato posto un cartello per ricordare «un luogo volutamente dimenticato dallo Stato italiano».
Ore 15. In una piazza Unità dove fervono i preparativi per la partenza del corteo irrompe un plotone di circa 500 Senza volto (protagonisti venerdì del blitz alla Croce verde gradiscana, che ha portato lassociazione a ritirarsi dal bando per lassegnanzione dei servizi di gestione del Cpt isontino). File serrate, caschi in mano o sul cinturone, anfibi a scandire il passo e passamontagna con i colori della bandiera della pace a celare i volti. La testuggine ignora il corteo e marcia decisa e minacciosa verso il municipio, indicando subito nel sindaco Tommasini lobiettivo della protesta (fra gli slogan gridati dai disobbedienti: «Comune accondiscendente», «Denunciamo la complicità che regna in questo Comune», «Se il lager apre riterremo responsabili il sindaco e la sua giunta di centro-sinistra»). Momenti di tensione, le forze dellordine prendono posizione senza interferire, ma quando i Senza volto invadono via Ciotti e si fermano davanti a palazzo Torriani a innalzarsi è solo il grido «Vergogna, vergogna», indirizzato anche a Illy e Gherghetta.
Ore 15.20. I Senza volto si mettono in coda al corteo che, percorrendo viale Regina Elena, il Mercaduzzo, via Roma e via Udine, giunge al Cpt. Tutto in grande tranquillità: solo slogan, canti e musica, davanti ai pochi gradiscani in strada e ai parecchi rifugiati dietro porte e finestre delle abitazioni.
Ore 16.25. Il corteo si dispone lungo il muro di cinta del Cpt. A proteggerlo (oltre alle quattro nuove telecamere installate appena martedì) poliziotti e carabinieri in assetto anti-sommossa. Gli indipendenti depongono simbolicamente davanti al cancello dingresso una bara con la scritta Seppelliamo i diritti umani.
Ore 16.35. I Senza volto sono davanti allingresso del Cpt, la tensione sale. Come da accordi tra Questura e manifestanti, le forze dellordine permettono che sul muro alcuni disobbedienti dipingano in color rosso sangue la scritta (lunga una decina di metri) Lager comunale.
Ore 16.42. Il grosso del corteo supera il Cpt, in coda restano i Senza volto, che allaltezza del secondo ingresso della struttura puntano il cordone delle forze dellordine postovi a protezione, usando carrelli della spesa rinforzati con pannelli come arieti. Si teme lo scontro, volano fumogeni sul tetto del Cpt (cè anche un principio dincendio), ma polizia e carabinieri non reagiscono. Il lancio di materiale pirotecnico da parte dei manifestanti sinfittisce, partono anche alcuni razzi segnalatori. Sopra le teste la colonna sonora dellintera giornata offerta dallelicottero della polizia che ha scortato tutta la manifestazione.
Ore 16.50. I disobbedienti superano il secondo ingresso, ma si rischierano frontalmente, stavolta sulla strada, alle forze dellordine. Stavolta il lancio di razzi è più fitto e la situazione sembra degenerare quando uno di essi esplode accidentalmente tra gli stessi manifestanti. Fuggi fuggi e tensione alle stelle, ma è, di fatto, il momento più caldo di tutto il pomeriggio.
Ore 17.05. Il corteo arriva in prossimità del ponte che collega Gradisca e Sagrado. Il grosso del corteo imbocca viale Trieste alla volta di piazza Unità per la chiusura, i Senza volto se ne separano dirigendosi verso la stazione ferroviaria di Sagrado.(ma.ce.) |
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005 Pagina 5 - Gorizia
Città blindata, ma i bar sono rimasti aperti
GRADISCA
In 400 fra agenti e Cc con lausilio di un elicottero
GRADISCA. Come e più dello scorso 26 febbraio: è stata davvero una mobilitazione record quella attuata ieri dalle forze dellordine. Fin dalla tarda mattinata la cittadina isontina è stata invasa da polizia e carabinieri pronti a mettere in campo un contingente di controllo e vigilanza davvero record.
Come richiede la prassi, dalla Questura non vengono forniti dati precisi sulle specifiche tecnico-operative dello schieramento. Non è facile, insomma, quantificare il numero di agenti e di militari dellArma che sono stati impiegati nel corso della giornata di ieri nella cittadina isontina, un numero comunque non inferiore alle 400 unità, compresi i carabinieri e gli agenti di polizia in tenuta anti-sommossa dotati di caschi e scudi e alcuni uomini della Guardia di finanza con relativi mezzi di trasporto. Decine anche i veicoli, in particolare camionette e fuoristrada, che hanno pattugliato le vie di Gradisca e le zone a rischio. Fin dalla tarda mattinata un elicottero della polizia ha vigilato dallalto prima sulla stazione di Sagrado e poi sopra Gradisca coadiuvando il lavoro di agenti e militari dellArma. Un lavoro che si è svolto in un clima non certo di particolare tensione, uno scenario ben diverso, insomma, rispetto a quello materializzatosi lo scorso 26 febbraio, quando si erano verificati scontri fra il contingente e i manifestanti. Stavolta, invece, tutto tranquillo, anche perché sulle mura esterne del Cpt erano puntate sulla folla decine di telecamere.
Il dispiegamento di forze ha reso necessaria, ovviamente, anche una serie dinterventi sulla viabilità con la chiusura al traffico del tratto della statale 251 dal ponte di Sagrado allincrocio con via Roma, oltre a via Trieste e alla stessa via Roma, con la polstrada e i carabinieri a vigilare. Rispetto al 26 febbraio unaltra differenza ha riguardato le serrande dei bar, rimasti aperti anche durante la manifestazione, mentre i negozi erano per la maggior parte chiusi.
Da segnalare, infine, sulla manifestazione, il giudizio dellassessore provinciale Silvano Buttignon, che, condividendo in pieno il senso delliniziativa, ha però stigmatizzato le critiche contenute nel documento della Rete anti-Cpt nel quale si accusavano Caritas e Croce rossa di volere gli appalti nei Cpt per aumentare le proprie entrate. (p.t.)
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005 Pagina 5 - Gorizia
La maggioranza, insultata, lascia la manifestazione
LA POLEMICA
GRADISCA. «Laspetto veramente positivo è che la manifestazione si è conclusa senza i temuti incidenti». Di fatto anche lunico aspetto positivo per il sindaco Tommasini, da subito finito, assieme a tutta la giunta comunale, nel mirino dei manifestanti con laccusa di collaborazionismo con il ministero dellinterno per la realizzazione del Cpt. Attacchi forti, anche personali, ai quali il primo cittadino ha risposto abbandonando polemicamente il corteo (assieme a tutte le forze di maggioranza e con la solidarietà della lista civica dopposizione Gradisca unita) ancor prima che questo muovesse i primi passi verso lex caserma Ugo Polonio.
«Sono stati proferiti insulti e dette falsità inaudite, cattiverie a dir poco gratuite: si è veramente esagerato e di fronte a menzogne a dir poco vergognose ho preferito abbandonare il corteo ha spiegato i perché del suo gesto Tommasini , assieme a praticamente tutto il consiglio comunale, eccezion fatta per Rifondazione e Cittadini».
Un gesto condiviso anche dai Ds, anche se, alla luce dei fatti, anche per il segretario comunale Salamone è ormai difficile negare lesistenza di un vero e proprio sfaldamento del fronte civico-politico contro i Cpt. «Noi abbiamo aderito alle ragioni della protesta, ma non a questo modo di protestare. A titolo squisitamente personale, abbiamo anche preso parte al corteo, ma è chiaro che oggi limpatto politico della manifestazione è stato limitato. Fronte anti-Cpt sfaldato? La frattura esiste, ma tra i movimenti che a livello nazionale hanno organizzato la manifestazione e il mondo delle istituzioni e della politica è evidente che non cè sintonia. Sulle accuse a Tommasini, poi, dico solo che sono dimostrazioni dintolleranza a dir poco ingiustificabili».
Unassenza, quella di sindaco e amministrazione, che ha comunque scatenato un vero e proprio terremoto nella politica gradiscana. Sin troppo eloquente, infatti, il comunicato rilasciato in serata dal direttivo comunale di Rifondazione comunista: «Per storia e tradizione, Gradisca merita un sindaco di ben altro carisma. Se Tommasini ha paura delle critiche è meglio che non svolga un incarico del genere. La sua è una posizione che sarebbe gravosa per chicchessia, ma scegliendo di defilarsi si è rivelato totalmente inadeguato alla carica che ricopre. Condanniamo unassenza che è veramente vergognosa. Pochi gradiscani alla manifestazione? Se ha paura il sindaco, è chiaro che ha paura tutta la cittadinanza, una cittadinanza oltretutto che non è mai stata coinvolta dallamministrazione in questa vicenda e di questo lamministrazione stessa dovrà assumersi le responsabilità».
Assenza bocciata anche da Verdimonti, dei Cittadini e coordinatore del coordinamento cittadino contro il Cpt.(ma.ce.) |
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005 Pagina 5 - Gorizia
Metz: faremo evadere gli immigrati Gherghetta: protesta calata dallalto
Antonaz: adesso il ministro Pisanu deve cambiare rotta
GRADISCA. «Se il Cpt di Gradisca verrà aperto organizzeremo manifestazioni ben più imponenti di questa e cercheremo di far evadere dalla struttura gli immigrati che saranno reclusi allinterno». Parole che non lasciano spazio alle interpretazioni, quelle espresse e ribadite durante la manifestazione di ieri dal consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz durante il corteo anti-Cpt. «Sia ieri con loccupazione della sede della Croce verde sia con questa manifestazione ha aggiunto lesponente regionale dei Verdi abbiamo dimostrato come dietro la realizzazione del Cpt ci sia soprattutto il business e abbiamo svelato lipocrisia di chi, anche allinterno del centro-sinistra, come i Ds, si esprime a favore dei centri di permanenza temporanea a livello nazionale e non ha fatto niente di concreto per evitare che questo Cpt di Gradisca venisse realizzato». «Un altro segnale importante ha aggiunto Metz è il fatto che questo corteo si sia svolto senza incidenti tra le forze dellordine e i manifestanti in un clima privo di tensione, una manifestazione alla quale hanno partecipato anche tanti gradiscani».
Le dichiarazione dellesponente dei Verdi e in particolare le accuse ai Democratici di sinistra hanno fatto da contraltare, in una vera e propria polemica a distanza, alla posizione espressa prima dellinizio del corteo dal consigliere regionale e segretario provinciale dei Ds Enrico Gherghetta: «Sono qui a titolo personale ha sottolineato Gherghetta, che ha poi espresso la volontà di allontanarsi dopo linizio della manifestazione . Noi diessini siamo freddini di fronte a una manifestazione come questa, che mi sembra calata dallalto e non certo finalizzata a esprimere il dissenso dei gradiscani. Cè gente che viene da tutto il Norditalia, ma mi sembra che gli abitanti della cittadina non siano stati coinvolti. A ogni modo, noi siamo sempre stati contro il Cpt».
Alla manifestazione hanno partecipato anche il segretario regionale di Rifondazione comunista, Giulio Lauri, e leurodeputato di Rc Giusto Catania. Questultimo ha affermato che «in Italia ci sono attualmente 15 Cpt aperti e gli immigrati reclusi nel centro di Lampedusa hanno presentato un esposto alla Corte dei diritti umani di Strasburgo parlando di condizioni di vita allinterno inumane e degradanti».
Non poteva mancare, infine, lassessore regionale Roberto Antonaz: «Siamo qui per dire no alla realizzazione del Cpt e mi auguro che finalmente il ministro Pisanu prenda atto della volontà contraria della maggioranza dei cittadini allistituzione di questi centri ha affermato lassessore . Il dissenso della gente dimostrato dalla massiccia partecipazione a questa manifestazione deve convincere Pisanu ad adoperare buon senso e ad agire democraticamente bloccando lapertura del Cpt gradiscano. Sarebbe semplicemente irragionevole e antidemocratico ignorare il dissenso popolare alla realizzazione del Cpt manifestata con il corteo odierno».
Piero Tallandini
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005
Pagina 5 - Gorizia
Polizia, il Consap al prefetto: il cpt sia aperto al più presto
GRADISCA. La segreteria provinciale della Consap (Confederazione sindacale autonoma di polizia), in una lettera al prefetto di Gorizia, chiede il suo interessamento «affinché venga al più presto aperto il Cpt di Gradisca».
La richiesta della Consap è motivata dal fatto che «attualmente i rintracciamenti di clandestini comportano notevoli disagi alle forze dellordine e, di conseguenza, ai cittadini: basti pensare che attualmente per molti uffici di polizia il rintracciamento di un clandestino rischia di bloccare per ore lattività dei suoi operatori. L'attività seguìta a un rintracciamento è spesso lunga e cavillosa. Lapertura del centro snellirebbe sicuramente di molto questa attività, e garantirebbe di conseguenza una maggiore e costante presenza sul territorio degli operatori di polizia che, una volta rintracciati i clandestini e identificati, li condurrebbero in tale struttura potendo quindi riprendere in breve tempo la propria attività».
Secondo il segretario provinciale Mario De Marco, «lapertura del Cpt di Gradisca si rende comunque necessaria anche da un punto di vista umanitario verso i clandestini, i quali sono spesso poveracci che affrontano lunghi percorsi in condizioni disagiate, senza cibo e senza possibilità di lavarsi. Certo, se si vuole paragonare il Cpt a una prigione si può farlo, tutto è lecito, ma non crediamo che sia così. Esso garantirebbe ai poveri clandestini un primo ricovero, assistenza sanitaria e igienica, e, nel contempo, uno strumento atto a valutare leventuale grado di rischio di contagi di malattie, un pasto caldo e un letto su cui dormire, senza contare che si eviterebbero lunghe attese nei corridoi degli uffici di polizia, in condizioni di fortuna. Inoltre, si alleggerirebbero le problematiche della Caritas, oggi unica delegata per tali incombenze».
La Consap «non vuole che tale struttura si trasformi in una valvola di sfogo per quelle già esistenti e ormai sature, ma gestisca unicamente i clandestini effettivamente rintracciati sul nostro territorio. Non bisogna dimenticare che il centro verrebbe gestito in collaborazione con associazioni di volontariato, e quindi non soltanto con agenti di polizia. Altro vantaggio sarebbe la costituzione di un reparto di polizia e di una conseguente intelligence specializzati esclusivamente sulle attività per il contrasto del fenomeno clandestini. Questo tipo di centro comporta le stesse problematiche di un inceneritore, che nessuno vuole, ma è necessario che da qualche parte ci sia, almeno fino a quando i clandestini continueranno ad affluire e la legge continuerà a considerare tale pratica illegale».
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