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«All’interno del Cpt
non potevamo aspettarci di peggio»
...però, dice Tommasini, un bel carcere si potrebbe fare...


Il Messaggero Veneto
sabato 23 luglio 2005

SABATO, 23 LUGLIO 2005 Pagina 6 - Gorizia

Gradisca. Anche il capogruppo di maggioranza, La Torre, la pensa come il sindaco

«Più che a un centro di accoglienza la struttura somiglia a un carcere» Ridimensionato il caso della maglietta

«All’interno del Cpt non potevamo aspettarci di peggio»
GRADISCA. «Tutto quello che di brutto ci aspettavamo di trovare lo abbiamo trovato. Una discorso è immaginare, studiare i progetti, ben altra cosa è vedere di persona. È un carcere di massima sicurezza e il senso che ho provato durante la visita di giovedì è stato di oppressione, di chiusura: un luogo davvero inquietante». Si allinea con i pensieri espressi dai colleghi il capogruppo di maggioranza La Torre, pronto oltretutto a precisare che l’ipotesi di una conversione a carcere della struttura non è stata solo una “sparata” del sindaco.
«Al contrario, l’ipotesi paventata dal primo cittadino è largamente condivisa sia in maggioranza che tra i banchi dell’opposizione. Chiaro, infatti, che tutti i pareri negativi finora espressi in merito ad una struttura del genere destinata a centro di permanenza temporanea, dove per quanto ci riguarda verrà rinchiusa gente che non ha commesso nessun reato, cambierebbero radicalmente in caso di conversione a carcere. Anzi, più che di conversione parlerei di destinazione a quella che strutturalmente è la sua funzione più logica, quella appunto di un penitenziario».
Un La Torre pronto comunque anche a spegnere sul nascere la polemica della maglietta “No al Cpt”, indossata in occasione della visita all’ex caserma “Ugo Polonio” dal solo consigliere comunale di rifondazione comunista Greta Defend. «Non credo sia necessario dire che non basta indossare una maglietta per essere contro il Cpt. Un chiarimento, comunque, non certo una polemica: per quanto ci riguarda il fronte resta più che mai unito, anche alla luce dei risultati che abbiamo ottenuto e stiamo ottenendo. Credo, infatti, che l’aver ottenuto la desecretazione degli atti relativi ai progetti e all’iter burocratico che ha approvato la costruzione del Cpt rappresenti un grande traguardo, oltre che la premessa basilare e imprescindibile per adire finalmente alle vie legali contro una politica che vuole passare sopra anche alla volontà di questo territorio e di queste genti».
Una visita inevitabilmente più “tecnica” visto il ruolo ma non certo sentimenti differenti quelli che animano le parole dell’assessore comunale ai lavori pubblici e all’urbanistica, Enea Giuliani. «Tecnicamente è una struttura settoriale, principalmente suddivisa in due aree. La prima, quella cosiddetta d’accoglienza e destinata ai locali per i controlli, ai vari uffici, alla sezione medico-assistenziale e alle mense urbanisticamente parlando è ineccepibile. Spazi ampi, servizi a norma, aria condizionata, tutti gli obblighi costruttivi sono stati rispettati e aggiungerei in maniera ottimale, ma è chiaro che per la seconda area, quella cosiddetta di permanenza, è difficile parlare da un punto di vista urbanistico. È vero che i servizi sono stati ben pensati, sono cioè funzionali al fine di garantire anche l’igiene, ma per quello che ho potuto vedere qualsiasi discorso tecnico diventa inevitabilmente secondario di fronte l’aspetto umano, in questo caso a dir poco imbarazzante visto che siamo di fronte a vere e proprie celle, con un utilizzo spropositato di ferro e acciaio e sbarre alte dai 3 ai 4 metri».




SABATO, 23 LUGLIO 2005

Pagina 6 - Gorizia

Si apre una crepa nel coordinamento cittadino contro il Cpt

Defend (Rc): il Comune ha perso l’occasione per una pacifica e concreta presa di posizione

LA POLEMICA




GRADISCA. «L’essere stata la sola a sposare l'iniziativa del coordinamento cittadino indossando la maglietta durante la visita al Cpt è un qualcosa che mi ha lasciato profondamente amareggiata. Questione di coerenza, un atto chiaramente simbolico, ma per l’ennesima volta l’amministrazione comunale ha perso l’occasione per una pacifica e concreta presa di posizione, per protestare anche con i fatti e non solo a parole contro una struttura che tutti dicono di non volere».
Non sono certo bastate 24 ore al consigliere comunale di Rifondazione comunista, Greta Defend, per stemperare i toni della polemica non solo nei confronti della struttura in allestimento nell’ex caserma “Ugo Polonio” ma anche nei confronti dei colleghi gradiscani, “rei” di non aver indossato la t-shirt con la scritta “No al Cpt” durante la visita-incontro con il capo del dipartimento ministeriale per l’immigrazione, prefetto Anna Maria D’Ascenzio.
Una crepa interna al coordinamento cittadino destinata a diventare argomento delicato dei prossimi giorni anche se negli occhi e nei pensieri della Defend a restare è soprattutto l’immagine del Cpt. «Un carcere anche se mi sembra doveroso sottolineare un aspetto gravissimo come l’assenza di appositi spazi per le famiglie. La D’Ascenzio ci ha detto che le donne con figli non saranno rinchiuse nel Cpt mentre le famiglie saranno ospitate in appositi alloggi che, tuttavia, non abbiamo visitato e che nemmeno esistono nei progetti».
Sulle dimensioni dell’opera, invece, la Defend non ha dubbi: «Una struttura enorme, direi spropositata per le cifre e l’utilizzo che il Vicinale ha sempre sbandierato. A maggior ragione dopo che la D’Ascenzio ci ha confermato che il Cpt di Gradisca ospiterà solo gli immigrati fermati in regione e non nel nord-est, visto che un Cpt verrà costruito anche in veneto e in Trentino Alto Adige».
Sul discorso dell’annunciato ricorso di Comune, Provincia e Regione in merito all’assenza di un rappresentante regionale nella speciale commissione consultiva che ha dato il via libera alla costruzione del centro, poi, il consigliere di Rifondazione conclude. «La D’Ascenzio ha ribadito che l’immigrazione è un problema di cui si occupa lo Stato e che il Governo non è obbligato a chiedere pareri alle Regioni e, in ogni caso, tali pareri non sono per definizione vincolanti, a confermare che lo Stato può tranquillamente fregarsene non solo della volontà popolare ma anche di quella degli enti istituzionali di Regioni, Province e Comuni. E hanno anche il coraggio di chiamarla democrazia». (ma.ce.)


SABATO, 23 LUGLIO 2005

Pagina 6 - Gorizia

E’ già polemica sui servizi




GRADISCA. In attesa che sia dato il via libera alla costruzione, sempre nell’ex caserma “Ugo Polonio”, ma in un’altra area della struttura, del centro di prima identificazione si annuncia già “caldissimo” il discorso sulla gestione dei servizi (quali ad esempio servizio mensa, manutenzione ordinaria e straordinaria) all0interno del Cpt.
A breve, infatti, partirà la gara d0appalto anche se non hanno mancato di “alzare la temperatura” le dichiarazioni rilasciate dalla D0Ascenzio alla delegazione di politici locali, provinciali e regionali. Stando a quanto affermato, infatti, il “gestore” potrebbe essere unico e, soprattutto, sarà proprio il gestore a occuparsi anche della vigilanza e sorveglianza nell’area di “permanenza”, ovvero quella destinata agli “alloggi” e non, come ipotizzato in un primo momento, le forze dell’ordine che, al contrario, svolgeranno la loro funzione della zona di “accoglienza”. (m.c.)

Ma al Sindaco Tommasini gli piace proprio
come carcere...


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