
Il Messaggero Veneto
venerdì 22 luglio 2005
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VENERDÌ, 22 LUGLIO 2005 Pagina 6 - Gorizia
«Il Cpt è veramente un carcere»
Tommasini e Brandolin concordi. Non sono previsti spazi per famiglie
GRADISCA. «Lo stato dei lavori è a buon punto, tutte le strutture da un punto di vista progettuale sono ineccepibili, ma confesso che l'impatto visivo di tutte quelle sbarre è tremendo, una sensazione indescrivibile, non vedo come non lo si possa definire un carcere». E' un Franco Tommasini visibilmente scosso quello che, dopo la "visita guidata" di 45 minuti, si è presentato all'uscita dell'ex caserma "Polonio" insieme alla delegazione di politici locali, provinciali e regionali che, capeggiata dal capodipartimento ministeriale sull'immigrazione Anna Maria D'Ascenzio, per la prima volta ha potuto visionare di persona il Cpt.
«Una visione a dir poco angosciante - ha aggiunto il capogruppo ulivista Paolo Cappelli -. E' un carcere di massima sicurezza, con tanto di celle. Brandine e mensole di ferro, sbarre alle finestre o nei cortiletti, tv incassati nelle pareti. Il risultato della filosofia di regolare i flussi migratori con la politica di muri e sbarre. E poi la conferma che all'interno del Cpt ci saranno due aree distinte: una maschile e una femminile, niente più alloggi, diciamo così, familiari, perché nella struttura non saranno ospitati bambini. Le famiglie, insomma, saranno divise».
Contestato da una trentina di anarchici, il presidente della Provincia Brandolin ha spiegato la situazione tecnico-giuridica dopo lincontro con la D'Ascenzio. «Ci ha personalmente garantito che entro il mese ci saranno finalmente consegnati, grazie alla nuova legge di desecretazione, gli atti ufficiali relativi a progetti e iter seguito per l'approvazione degli stessi, in primis quello relativo alla presunta presenza di un rappresentante della Regione nella commissione tecnico-consultiva. Solo a quel punto, documenti alla mano, potremo finalmente partire con l'esposto congiunto di Comune, Provincia e Regione: un esposto al Tar o ad altro organismo competente. La struttura? E' un carcere. I lavori sono in fase di ultimazione e l'apertura dovrebbe arrivare tra ottobre e dicembre».
La conferma che ormai governo da una parte, Comune, Provincia e Regione dall'altra siano sempre più al muro contro muro, inoltre, arriva dalle dichiarazioni di Brandolin sullormai imminente via alla gara per gli appalti relativi ai servizi correlati al Cpt (mensa e manutenzione). Un tema "scottante" sollevato nel corso della visita dall'assessore regionale Pecol Cominotto (presente in rappresentanza delle Regione insieme all'avvocato dell'Asgi - associazione studi giuridici sull'immigrazione - Gianfranco Schiavone). Chiaro, infatti, Brandolin: "Sappiamo che la partenza delle gare d'appalto è imminente, ma tutti abbiamo negato alla D'Ascenzio la disponibilità in proposito».
Marco Ceci |
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VENERDÌ, 22 LUGLIO 2005 Pagina 6 - Gorizia
Promessi a giorni i documenti Poi il ricorso congiunto al Tar
Gradisca. Il Viminale ha aperto i cancelli della Polonio a una delegazione di politici
GRADISCA. La promessa fatta alla delegazione da Anna Maria D'Ascenzio, giuridicamente parlando, rappresenta una tappa decisiva nell'allestimento del procedimento legale congiunto che Comune, Provincia e Regione, stando alle dichiarazioni di Brandolin, avvieranno orientativamente entro fine mese. In sostanza, infatti, gli enti locali entreranno finalmente in possesso dei due documenti "scottanti" finora occultati col pretesto della secretazione: i progetti relativi al Cpt e, soprattutto, il via libera da parte della speciale commissione tecnico-consultiva in merito alla quale il governo dichiara di avere anche l'avvallo della Regione la quale, al contrario, nega categoricamente che all'interno della stessa ci sia mai stato un suo rappresentante come previsto dal relativo decreto (posizione ribadita ieri dall'assessore Pecol Cominotto alla DAscenzo). Una volta in possesso di tali documenti e confermato il "vizio di forma" procedurale, Regione, Provincia e Comune potranno finalmente presentare ricorso al Tar.
Indiscrezioni sullo slittamento dell'apertura. Stando a indiscrezioni raccolte da partiti e "rete", lo slittamento dell'apertura del Cpt (inizialmente prevista per giugno) sarebbe da imputare proprio alle impreviste difficoltà incontrate dal governo nell'appaltare i servizi per il Cpt richiede. Politicamente bloccate le adesioni di società o enti regionali, provinciali e comunali, infatti, anche Caritas, Croce rossa, Misericordia e associazione ex carabinieri (il quadrunvirato che finora ha "monopolizzato" la gestione dei servizi negli altri Cpt italiani) alla luce degli ultimi sviluppi avrebbero deciso di farsi da parte.
La rete di associazioni, movimenti e coordinamenti dei partiti contro il Cpt. In un comunicato congiunto la "rete" contro il Cpt "Rinnova la richiesta di desecretazione degli atti e dei progetti inerenti il costruendo Cpt in Gradisca; invita le autorità di competenza a far si che la visione pubblica di suddetti atti avvenga nel più breve tempo possibile affinché sia fatta chiarezza sulle molte ombre relative all'iter procedurale e legislativo di tale opera; condanna inoltre la repressione e i procedimenti penali riguardanti le "presunte illegalità" commesse durante le azioni politiche di opposizione al Cpt e chiede infine il ritiro delle accuse a carico degli imputati e degli indagati che, a nostro avviso, con le loro azioni di protesta hanno solamente dimostrato coscienza e sensibilità sociale". (ma.ce.)
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