|
Messaggero Veneto DOMENICA, 19 DICEMBRE 2004 Pagina 6 Gorizia
«Il sindaco abbatta il muro del Cpt»
Il coordinamento anti-centro immigrati: Tommasini ha il potere di farlo
GRADISCA. Una gabbia con dentro alcune persone. È così che il coordinamento libertario contro i Cpt ha voluto rappresentare, ieri, in due analoghe manifestazioni a Gradisca e a Gorizia, le condizioni in cui vivono gli immigrati clandestini nei centri di permanenza temporanea come quello che sta per essere ultimato nella cittadina dellIsontino. Ancora uno jaccuse, dunque, che ha lobiettivo di fermare i lavori della struttura. E un nuovo appello al sindaco, Franco Tommasini, affinché «usi i propri poteri per demolire il muro di cemento armato alto quattro metri che delimita lex caserma Polonio».
I manifestanti hanno distribuito volantini ai passanti per sensibilizzare ancora lopinione pubblica sullopera che il governo sta realizzando «contro lopinione della gente e delle istituzioni locali».
Secondo i rappresentanti del coordinamento, però, è ancora possibile fermare il Cpt e il pallino ce lavrebbe in mano lo stesso sindaco. «Mentre la politica dei partiti erige un muro di carta contro questa scelta scellerata si afferma , il ministro Pisanu, in tutta tranquillità, ha costruito un muro di cemento armato con ringhiera per far capire quali siano le sue pacifiche e democratiche intenzioni. Altro che Cpt a 5 stelle!». Ed ecco il suggerimento dei manifestanti a Tommasini.
«Considerando che la concessione edilizia è una prerogativa delle amministrazioni comunali è spiegato , il sindaco può ordinare la demolizione di quel muro e la sospensione di tutti i lavori per abusivismo edilizio».
Un suggerimento che però Tommasini non può accogliere: «Come ho detto più volte, il Comune non ha mai rilasciato alcuna concessione edilizia perché per questo tipo di opere lo Stato, in pratica, fa tutto da solo e ha la legge dalla sua. Lamministrazione comunale ha tentato tutte le strade per poter bloccare i lavori, compresa quella indicata ieri dai manifestanti, ma legalmente abbiamo, purtroppo, le mani legate».
Ma il coordinamento, che ha promosso liniziativa di ieri anche in previsione del prossimo consiglio provinciale che si svolgerà a Gradisca, non si arrende e sollecita nuovamente istituzioni e partiti: «Chiediamo allassemblea provinciale che siano date unanimi solidarietà e copertura politica al sindaco Tommasini per ordinare il fermo dei cantieri si insiste , superando quellopposizione di facciata al Cpt fatta solo di parole alle quali non seguono mai i fatti».
Un messaggio è lanciato anche alla Regione e ai parlamentari eletti nellIsontino, «che devono far valere le prerogative comunali sulle concessioni edilizie. Questa strada spiegano ancora , assieme allinevitabile caratterizzazione ambientale, fornisce una nuova opportunità per attivare un nuovo braccio di ferro con il ministro Pisanu, al quale si deve far comprendere che la battaglia non è ancora conclusa e che si lotterà sino alla fine per evitare che a Gradisca nasca un nuovo lager per gli immigrati». (p.a.)
|