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Attesa...
L'attesa si è conclusa, la repressione continua...

Il Messaggero Veneto
venerdì 15 aprile 2005

L'articolo è stato pubblicato anche nella cronaca della bassa friulana con la foto dei poliziotti per intero
MV cronaca del basso friuli 15 aprile 2005





VENERDÌ, 15 APRILE 2005 Pagina 5 - Gorizia

Gradisca. L’interessato ironizza: siamo a livelli di spionaggio da guerra fredda. Forse altri sei indagati

Cpt, avviso di garanzia a De Toni per la divulgazione dei progetti

GRADISCA. «Cosa posso dire, siamo arrivati a livelli di spionaggio da guerra fredda. Non ci pensavo quasi più, invece abbiamo avuto la conferma che la farsa continua»: ha commentato così l’anarchico e rappresentante del Coordinamento libertario contro il Cpt, Paolo De Toni, quanto successo mercoledì, quando nella sua abitazione si è visto consegnare dai carabinieri di San Giorgio di Nogaro un avviso di garanzia della Procura di Gorizia a firma del pm Massimo De Bortoli.
Informazione di garanzia, seppur non espressamente specificato nel documento, facilmente riconducibile alla divulgazione delle foto dei progetti relativi al Centro di permanenza temporanea in allestimento nell’ex caserma Polonio a Gradisca.
Il reato contestato, infatti, è quello della violazione dell’articolo 262 del codice penale: «Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione». Violazione punita «con la reclusione non inferiore a tre anni». E ancora, citando testualmente il codice penale: «Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, la reclusione non inferiore a quindici anni».
«Si tratta ovviamente della questione della diffusione delle immagini dei progetti del Cpt di Gradisca – prosegue De Toni –. Pare evidente, quindi, che la manovra repressiva intentata da Digos e Procura non intende fermarsi neanche di fronte all’evidenza del fatto che tali progetti erano liberamente accessibili nel Comune di Gradisca per chiunque volesse visionarli e, quindi, anche per me, che non avevo mai messo piede prima di quel giorno, il 26 gennaio 2005, nel municipio di Gradisca. Così vanno le cose. Invece di indagare i responsabili della realizzazione del Cpt per la nutrita serie di violazioni sollevate, di cui in parte la Procura è già a conoscenza, si insiste nell’azione di criminalizzazione degli oppositori per il gravissimo reato di divulgazione del segreto di Pulcinella. Una vicenda sempre più fumosa, insomma, sulla quale torneremo anche
giovedì 21 quando, nella sala Bergamas di Gradisca, alle 21, nell’assemblea indetta dal Coordinamento libertario contro il Cpt ci sarà l’occasione per fare il punto sulla grave situazione repressiva innestata ad arte e che ormai vede piena collaborazione fra Questura e autorità politiche locali alla faccia dell’opposizione dichiarata, per esempio, dal sindaco Tommasini, al Cpt. L’assemblea del 21 sarà anche l’occasione per dare avvio alla diffusione di un dossier che ripercorre tutta la storia del Cpt con le conseguenti denunce delle responsabilità oggettive di Comune, Provincia e Regione».
De Toni, stando a indiscrezioni, non sarebbe l’unico a essere stato raggiunto da un avviso di garanzia. «Posso solo confermare quelle che, comunque, restano voci di corridoio che parlano complessivamente di 7 avvisi di garanzia recapitati per lo stesso episodio. Tra questi, ovviamente, anche i due attivisti di movimenti e associazioni contro il Cpt che già a marzo avevano subito una perquisizione e il sequestro del loro computer. Sono curioso di vedere, tuttavia, se ci sia un avviso di garanzia anche per il sindaco Tommasini, visto che fu lui il primo a divulgare o, meglio, a rendere visibili a chiunque, compreso il sottoscritto, i progetti sul Cpt consegnati al Comune di Gradisca dalla D’Ascenzio».
Marco Ceci