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Tommasini dice
«Un clima assurdo, invece, quello che ha circondato la polemica sulla divulgazione dei progetti del Cpt, un caso mai esistito in quanto i documenti non erano stati secretati».

Il Messaggero Veneto
giovedì 10 marzo 2005


GIOVEDÌ, 10 MARZO 2005

Pagina 7 - Gorizia

Don Boscarol: sul Cpt la Chiesa attende indicazioni

GRADISCA




GRADISCA. «La riunione dei due consigli dell’Arcidiocesi di Gorizia sul Cpt era informale, non essendo presente nemmeno il 30% dei componenti dei due organismi ed essendo peraltro uno di questi in fase di costituzione»: don Renzo Boscarol precisa i contenuti del recente incontro in cui si è discusso della posizione della Chiesa sul Cpt.
«Nel corso dei lavori – sottolinea don Boscarol – sono state presentate tre brevi relazioni sulle questioni giuridiche, sulla posizione della Caritas in Italia e su vicende e caratteristiche dei comitati sul Cpt. Un autorevole membro del presbiterio ha sollevato, invece, la questione centrale, cioè la posizione della Chiesa nei confronti dell’istituzione, della gestione e, soprattutto, dell’atteggiamento dei credenti sul delicato problema. L’intervento intendeva sollecitare una posizione evangelicamente e culturalmente motivata e fondata attraverso un intervento autorevole del vescovo e della Chiesa diocesana. Non erano in discussione le opinioni degli uni o degli altri in forza di posizioni e scelte dei singoli, ma, appunto la posizione della Chiesa. Infine il mandato dell’incontro è stato di raccogliere le “indicazioni” che optavano per un documento finale da stendere, rimandare a tutti per eventuali interrogazioni o correzioni, in vista della sua pubblicazione sulla intera questione». (p.a.)
Il Messaggero Veneto
mercoledì 9 marzo 2005
La posizione del
coordinamento dei partiti
MERCOLEDÌ, 09 MARZO 2005Pagina 7 - Gorizia

Coordinamento anti-Cpt, nuova denuncia
GRADISCA. A ormai due settimane dalla manifestazione contro il Cpt che ha portato a sfilare per le vie di Gradisca circa 2 mila persone arriva la presa di posizione ufficiale del Coordinamento gradiscano contro il Cpt, tornato a riunirsi lunedì sera. Bilancio non senza una presa di distanze dai tafferugli verificatisi e dai “Disubbedienti”.
«Vogliamo sottolineare che si è trattato di una grande e composta manifestazione, senza precedenti per Gradisca – precisano gli esponenti del coordinamento –. Sulla scaramuccia conclusiva con le forze dell’ordine, inscenata da un gruppo di ragazzi appartenenti a movimenti estranei al Coordinamento e che per altro non avevano aderito ufficialmente alla manifestazione, invece, c’è amarezza per come tali episodi hanno finito con il monopolizzare l’attenzione dei mezzi di comunicazione. Riteniamo, comunque, che qualche piccolo tafferuglio, per quanto da deplorare (sia per il comportamento di alcuni gruppi sia per quello eccessivo delle forze dell’ordine), non ha sicuramente intaccato il risultato del lavoro e della passione di molte associazioni, partiti, e cittadini, mentre è stato utilizzato dalla questura per negare quanto pattuito con gli organizzatori».
Immancabile, quanto attesa, anche una replica alle dichiarazioni del giorno dopo del sindaco Franco Tommasini che aveva parlato di «fronte politico contro il Cpt meno unito»: «Il fronte degli oppositori al Cpt non solo non è diviso, ma intende anche continuare la battaglia, nonostante le differenziazioni presenti al suo interno. È invece da rimarcare un forte risveglio del mondo politico».
Aspetto “inquietante” per il coordinamento, invece, resta «l’atteggiamento repressivo adottato dalle autorità giudiziarie e di polizia. Già nei giorni precedenti alla manifestazione le forze dell’ordine avevano contribuito a diffondere allarmismo, invitando i negozianti della città a chiudere per l’occasione i negozi, paventando devastazioni. Abbiamo poi appreso dell’inopinata indagine e perquisizione a carico di due giovani. Si contesterebbe loro la diffusione di documenti riservati. Il Coordinamento esprime senza riserve ai due giovani la propria solidarietà. Non bisogna dimenticare, infatti, che le immagini del Cpt diffuse facevano parte della documentazione che la dottoressa D’Ascenzio del ministero dell’interno ha lasciato in visione al Consiglio comunale, cioè ai rappresentanti della città di Gradisca. A nessuno risulta che tale documentazione riportasse la classifica “Riservato” o “Segreto”».
Chiare, comunque, anche le idee sul futuro del coordinamento contro il Cpt: «Innanzi tutto accelereremo la raccolta di firme che accompagneranno l’appello-petizione che sarà inviato al presidente della Repubblica». (ma.ce)



GIOVEDÌ, 10 MARZO 2005

Pagina 7 - Gorizia

Gradisca. Il sindaco in consiglio: accuse ingiuste, il Comune è l’anello debole

Approvata a maggioranza la variante sulle antenne per la telefonia mobile: sorgeranno al Parco degli artiglieri

Tommasini: sul Cpt decisioni prese sopra le nostre teste




GRADISCA. Il consiglio di ieri sera ha fornito una prima completa panoramica sulla questione-Cpt da parte del sindaco Tommasini, considerazioni, ma anche chiarimenti arrivati di fatto a “parare” le previste interrogazioni della minoranza; un semplice aggiornamento sulla vicenda Agrapromo; e, soprattutto, la “forzata” approvazione del terzo punto all’ordine del giorno, quello relativo alle varianti al piano regolatore comunale numeri 6 e 7.
La prima ha confermato l’individuazione dell’area del Parco degli artiglieri (nella foto, l’inaugurazione) come quella dove sorgeranno le antenne per la telefonia mobile, la seconda è passata a colpi di maggioranza nonostante la richiesta della lista Gradisca unita che ne ha chiesto lo stralcio.
Clima tutto sommato disteso nel consiglio del dopo-manifestazione. Unico momento “caldo”, infatti, l’approvazione della variante urbanistica numero 7 al piano regolatore, esame inerente alla “reiterazione dei vincoli espropriativi e dei vincoli procedurali”.
Sul Cpt chiara, e non certo ottimistica, la visione di Tommasini: «Una vicenda difficile e delicatissima che ha richiesto e sta richiedendo un grande sforzo a questa amministrazione, impegnata a individuare tutte le possibili vie d’azione. Ribadisco che siamo sempre stati e restiamo contrari al centro, ma, purtroppo, non è cambiato nulla: il Comune non ha alcuno strumento per operare diversamente da come sta operando. Dobbiamo prendere atto che il Comune di Gradisca resta l’anello debole in questa vicenda, ma come amministrazione abbiamo la coscienza pulita. Le accuse e le minacce, perché tali sono state, di questi giorni sono infondate. Sulla mia mancata presenza al via del corteo, invece, mi sembra si sia voluto cercare a tutti i costi la polemica visto che abbiamo semplicemente ritenuto più idoneo ricevere tutte le autorità in piazza Unità. Il nostro appoggio alla manifestazione è sempre stato palese. Un clima assurdo, invece, quello che ha circondato la polemica sulla divulgazione dei progetti del Cpt, un caso mai esistito in quanto i documenti non erano stati secretati».
Sulla vicenda Agrapromo, invece, solo la conferma di quanto già trapelato: «Maggioranza e opposizione sono sempre state concordi e abbiamo ottenuto quello che volevamo, ovvero la riduzione della quota associativa comunale (dal 3,57% all’1%), con precise garanzie per Enoteca e Gran premio Noè».
Gran parte del consiglio, quindi, è stato dedicato all’approvazione delle varianti. Scontata quella della numero 6 («Variante in cantiere da ormai tre anni e da approvare in quanto permetterà semplicemente al Comune di mettersi al passo con la Regione», ha precisato l’assessore all’urbanistica e lavori pubblici Giuliani), passata solo con i voti della maggioranza la numero 7. Ad aprire il dibattito, in argomento, è stata la richiesta del consigliere Cocco (lista Gradisca unita) che ne ha chiesto lo stralcio in quanto «impossibile valutare tante modifiche e tanti punti (in tutto una trentina gli espropri previsti, riguardanti tra le altre cose nuove aree destinate a parcheggi e aree di sfogo nei pressi di campi sportivi, palazzetto, ambulatorio e asilo nido, ndr) con due soli giorni di tempo per analizzarli, assurdo votare senza nemmeno sapere quello che realmente si sta votando». Richiesta respinta con nuovo chiarimento dell’assessore Giuliani: «Non ci sono interessi se questo è il sospetto, non si sta parlando di nessun passaggio da zona agricola a zona edificabile per intenderci».
Marco Ceci