| Homepage | No fascismo, no razzismo, no cpt | Aggiornamenti CPT Gradisca |
Tommasini non la racconta giusta ...
(non ne puo' più... e non vede l'ora che apra il Cpt)

Il Messaggero Veneto
lunedì 4 aprile 2005


LUNEDÌ, 04 APRILE 2005 Pagina 14 - Gorizia

«E’ stata solo una tappa della protesta»

I Social forum: continueremo a lottare contro i Cpt e la legge Bossi-Fini
GRADISCA. «A Gradisca d’Isonzo oltre 1.500 uomini e donne hanno raggiunto il Cpt in costruzione per ribadire ancora una volta quel “no” ai centri di permanenza temporanea che da anni attraversa l’Europa”.
Con queste parole, e una quantificazione un po’ sovraddimensionata del numero dei partecipanti (che in realtà hanno appena sfiorato il mezzo migliaio) gli esponenti del Tavolo migranti dei Social forum italiani commentano l’esito della manifestazione organizzata proprio dal coordinamento dei Social forum contro la realizzazione del Centro di permanenza temporanea svoltasi sabato.
Un’iniziativa che ha avuto come epicentro la cittadina isontina ma che secondo gli esponenti del Tavolo migranti ha costituito il fulcro di un movimento ben più ampio e appunto di respiro “europeo”: «Con la manifestazione di Gradisca – sostengono gli organizzatori dell’iniziativa di sabato – abbiamo percorso le strade della frontiera orientale d’Italia per opporci ancora una volta all’Europa delle frontiere, quelle militarizzate dei confini, quelle circondate da muri e filo spinato dei centri di permanenza temporanea, quella del contratto di soggiorno per lavoro. Il movimento di lotta dei migranti ha percorso l'Europa, prendendo parola all’unisono per la libertà di movimento e il diritto di restare».
La mobilitazione di sabato pomeriggio ha insomma rappresentato una tappa ulteriore dell’impegno contro i Centri di permanenza temporanea e in favore della libertà degli immigrati, all’insegna degli slogan “Cpt né qui né altrove” come hanno ripetuto nei loro interventi microfono alla mano durane la manifestazione i migranti isontini e quelli che da ogni parte del Nord d’Italia, in particolare da Brescia, Vicenza e Bologna, hanno raggiunto Gradisca per prendere parte alla mobilitazione.
«Ribadiamo il nostro no alla legge Bossi-Fini e alla legge Trenta – affermano quindi in una nota i rappresentanti dal coordinamento dei Social forum italiani –, normative che insieme costituiscono un attacco a tutti i lavoratori e che minacciano continuamente di clandestinità e detenzione la vita dei migranti in questo paese».
Da sottolineare che in contemporanea con la manifestazione di Gradisca si è svolta in Sicilia a Ragusa un’iniziativa analoga di fronte al locale Cpt, insomma la “porta meridionale” all’Europa, la Sicilia, e la “porta orientale” idealmente unite: «Dopo la manifestazione di Gradisca – ricordano gli esponenti dei Social forum – abbiamo lasciato un segno sulla rete che indica il confine tra l’Italia e la Slovenia, uno striscione che afferma “Libertà per i migranti, libertà senza confini”, per ribadire ancora una volta che nonostante e contro ogni frontiera centinaia di uomini e di donne, ogni giorno, attraversano la nostra “porta orientale”. (p.t.)


LUNEDÌ, 04 APRILE 2005

Pagina 14 - Gorizia

«La manifestazione ha comunque centrato l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul Centro»

«Il Cpt non è l’unico problema»

Tommasini: io amministro un Comune, la Regione faccia la sua parte

IL DOPO-CORTEO A GRADISCA




GRADISCA. «Noi abbiamo fatto ancora una volta la nostra parte, ma deve essere chiaro che per Gradisca non esiste soltanto il problema del Centro di permanenza temporanea, questo lo devono capire tutti. Noi non siamo un partito o un movimento, siamo amministratori». È un messaggio chiaro quello espresso ieri dal sindaco di Gradisca d’Isonzo, Franco Tommasini, nel commentare positivamente l’esito della manifestazione anti-Cpt svoltasi sabato pomeriggio.
Tommasini tiene a puntualizzare anche «per chi fa finta di non capire» che l’amministrazione gradiscana deve occuparsi anche di altro e che «a questo punto – ha sostenuto il sindaco – è la Regione che deve andare avanti e assumersi le proprie responsabilità».
Una precisazione, quest’ultima, non certo inedita ma che il primo cittadino ha voluto ribadire ieri con forza per riaffermare la necessità, dopo mesi di mobilitazione focalizzati attorno al destino dell’ex caserma “Ugo Polonio”, di non perdere di vista le altre problematiche gradiscane lasciando che ora sia l’amministrazione regionale a continuare la battaglia contro la realizzazione del Centro di permanenza temporanea nella cittadina isontina.
«Non possiamo rischiare di trascurare altri problemi – ha sottolineato Tommasini –. Abbiamo sostenuto in tutte le salse la nostra contrarietà non soltanto alla realizzazione di questo centro per immigrati ma al concetto stesso di Cpt ma non siamo un partito, un movimento con slogan e striscioni, siamo un’amministrazione municipale e ormai solo chi non vuol capire non sa che dal punto di vista pratico il Comune di Gradisca non può fare più alcun passo ulteriore per cercare di bloccare i lavori alla “Polonio”. Perciò ribadisco che in questo momento è la Regione l’unico ente che può e deve impegnarsi per risolvere il problema».
Resta l’immagine di una manifestazione, quella di sabato pomeriggio, che secondo il sindaco di Gradisca ha centrato in pieno l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sulla questione Cpt: «Al di là delle incomprensioni circa l’opportunità, vista lo stato di salute in cui versava il papa, di diffondere la musica durante il corteo e di sventolare vessilli – ha affermato Tommasini – ritengo che l’iniziativa sia assolutamente riuscita. In un certo senso è stata probabilmente ancora più significativa rispetto a quella del 26 febbraio visto che anche se allora parteciparono 1.500 persone questa volta la manifestazione si è svolta in un clima di grande serenità, senza alcun episodio di violenza e in un clima di sostanziale compostezza e sobrietà che ben si accordavano con l’emozione che tutti provavamo per la sorte del Santo Padre».
Insomma manifestare resta secondo Tommasini una scelta ancora valida e in questo senso il primo cittadino garantisce che l’impegno dell’amministrazione comunale non verrà meno: «Il tavolo migranti del Social forum ha proposto di organizzare periodicamente manifestazioni analoghe e per quanto mi riguarda – ha concluso il sindaco –, sono d’accordo se lo scopo è quello di mantenere viva l’attenzione sul problema a patto che non si creino troppi disagi per la circolazione».
Piero Tallandini