
Messaggero Veneto domenica 23 ottobre 2005
Cronaca regionale

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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005
Pagina 8 - Regione
«Immigrati, questa legge spinge al lavoro nero»
LA DENUNCIA DELLANOLF
Il deputato Ue Ruggeri: «Il sistema economico ricorre ai clandestini»
Tutti relatori concordi: necessario chiudere i centri di accoglienza
UDINE. «Non esistono politiche per l'immigrazione - ha esordito Ruggero Ruggeri deputato nazionale della Margherita intervenendo al convegno Cpt, politiche d'accoglienza e convivenza multietnica organizzato dall'Anolf ieri nella sede della Regione in via San Francesco a Udine, aperto da Iris Morassi segretaria generale Cisl -. Il perché è presto detto: è impossibile entrare in Italia in modo regolare». E non è un caso perché «c'è un sistema organico - il 30% del mondo del lavoro italiano - che alimenta la clandestinità - ha continuato Ruggieri - permettendo agli imprenditori di sfruttare il lavoro nero, non tutelato e sottopagato, indebolendo i sindacati ed eludendo fisco e contributi». La causa di questa disfatta nazionale, per Oberdan Ciucci copresidente nazionale dell'Anolf, è tutta nella Bossi-Fini che ha azzerato i diritti riconosciuti agli immigrati dalle precedenti leggi. «Per la Corte d'Appello di Venezia - ha dichiarato Ciucci - la Bossi-Fini prevede per gli immigrati pene più severe di quelle che la legislazione fascista aveva previsto per gli ebrei». La soluzione, per Ciucci, è non tradire il valore del rispetto dei diritti umani «azzerando i contenuti della Bossi Fini e gettando le basi della comprensione dei fenomeni d'immigrazione». Il consigliere di Rc Kristian Franzil, ha ribadito la contrarietà «all'apertura del Cpt di Gradisca, perché è un vero e proprio carcere, nel quale non ci è stato permesso di entrare». «Bisogna chiudere tutti i Cpt - ha sottolineato - e costruire canali semplici e accessibili alla regolarità». Il consigliere di Rc ha anche ricordato che la legge regionale sull'immigrazione è diventata in Italia un modello di studio e di ispirazioni per altre legiferazioni di carattere regionale. Ma è a livello locale (in Friuli Venezia Giulia, stando ai dati disponibili del Ministero degli Interni sono presenti oltre 43 mila immigrati regolari, mentre gli irregolari sono il 2% del totale) che si sono date le più concrete risposte alle necessità di integrazione e convivenza. Opinione supportata dall'intervento di Daniele Cortolezzis, assessore ai servizi sociali del Comune di Udine, per il quale occorre puntare su «modelli d'integrazione che non frammentino la società permettendo a ognuno di crearsi il proprio mondo. Il Comune di Udine ha creato sistemi di reciprocità in grado di costruire reti solidali per dare risposte concrete ai problemi dell'abitazione, delle scuole, dei minori e del lavoro». Leuroparlamentare Giusto Catania ha poi osservato che «i Cpt sono fabbriche per la produzione seriale di clandestini». Dopo l'intervento di Ali Baba Faye («i cpt sono stati un fallimento) e un saluto di Fallou Niang le conclusioni sono state tratte dal copresidente dell'Anolf Mohamed Saady per il quale: «se da una parte l'Italia ci considera unanonima forza lavoro, dall'altra anche noi immigrati abbiamo il dovere di acquisire tutte le conoscenze necessarie sui diritti e doveri del paese che ci ospita».
Alessandro Montello |
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005
Pagina 8 - Regione
Il sindaco di Bari: no a occupazioni
BARI. «No ai Cpt, ma no anche alla disobbedienza amministrativa»: lo ha detto il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ha partecipato nel capoluogo pugliese alla manifestazione contro il cpt che sarà aperto tra pochi giorni. Alla marcia non violenta hanno partecipato duecento persone. «La disobbedienza amministrativa - ha detto il sindaco - non è prevista dalla legge e manifestare contro queste strutture che riteniamo incostituzionali non vuole dire porsi al di fuori delle norme». «Le leggi - ha detto ancora - restano quelle anche quando siano da noi ritenute sbagliate: come magistrato ero abituato ad applicare la legge e continuerò a farlo».
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DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005
Pagina 8 - Regione
La manifestazione si è svolta senza incidenti Ma il sindaco del Comune isontino, dopo uno scambio di battute, ha preferito andarsene
I no-global a Gradisca: non aprite il cpt
Attacchi a Pisanu e Illy. I Verdi: libereremo i detenuti. I Ds si dissociano
Secondo i disobbedienti due mila persone in corteo Ma la Questura ridimensiona: erano al massimo 1.200
dallinviato LUANA DE FRANCISCO
GORIZIA. Tra fumogeni, forze dellordine in assetto antisommossa, manifestanti incappucciati ed elicottero in volo, sembrava di trovarsi nel mezzo di un set cinematografico. Anche perchè, alla manifestazione di protesta organizzata ieri a Gradisca contro la prossima apertura del Centro di permanenza temporanea, di incidenti e momenti di concreta tensione (come le cariche e la sassaiola del 26 febbraio scorso), non ce ne sono stati. Tutto liscio, dunque, pur in presenza di un corteo formato da oltre un migliaio di manifestanti (1.200 secondo le stime della Questura e quasi due mila per gli organizzatori) e di un servizio di ordine pubblico garantito da circa 400 tra agenti di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. Ma a gettare ombra sulla riuscita della giornata sono i risvolti politici: con i Disobbedienti che attaccano Giunta, Provincia e Comune (tutti di centrosinistra), i Ds che si dissociano dalla manifestazione e il verde Metz che promette di liberare i detenuti se il Cpt si farà.
La regia della manifestazione, così come nella gemella barese, spetta allAssemblea nazionale delle reti Migranti e antirazziste: si marcia contro lapertura dellennesimo lager (in Italia i Cpt sono già 15) nellex caserma Polonio di Gradisca. In strada, con i circa 400 «Invisibili» dal volto coperto con passamontagna arcobaleno, i Disobbedienti di Luca Casarini e gli Anarchici friulani di Paolo De Toni, anche diversi sindacalisti della Fiom e politici della sinistra estrema. A cominciare dallassessore regionale allimmigrazione, Roberto Antonaz, che pur precisando di non partecipare in rappresentanza della Giunta, si dice convinto di «interpretare la posizione dei colleghi». «La massiccia partecipazione di oggi afferma dimostra che linsistenza del ministro Pisanu è quanto di più irragionevole e antidemocratico vi possa essere». Conclusione: lappello al «buon senso» del Governo, affinchè «non proceda allapertura della struttura».
Ma le parole di Antonaz, ormai, hanno perso valore allorecchio di chi, megafono alla mano, guida il corteo dei senza volto scandendo slogan contro la Regione e il Comune. È Andrea Olivieri, leader della rete del precariato sociale: nel mirino, il presidente Riccardo Illy, colpevole di «accondiscendere al diktat di Pisanu», e il sindaco Franco Tommasini, che invita a dimettersi o ritirare la delibera comunale con cui, a fine luglio, ha concesso lallacciamento delle reti fognarie al Cpt. La bagarre scoppia di fronte al municipio, protetto da un cordone di poliziotti e carabinieri muniti di scudi e caschetti, e continua lungo la strada che porta allex Polonio e che il sindaco abbandona su invito di De Toni. Non prima, però, di avere replicato: «Le vostre sono tutte balle solenni. Chi ci accusa di immobilismo, sa che non potevamo fare a meno di concedere lautorizzazione». Ma la difesa non basta a placare le acque e, in serata, il direttivo comunale di Rc sfiducia il primo cittadino: «Se ha paura delle critiche, lasci lincarico».
Ormai è una babele. Un tutti contro tutti che il consigliere regionale Ds, Enrico Gherghetta, non esita a stigmatizzare. «Sono qui a titolo personale, solo per testimoniare la contrarietà del partito ai Cpt spiega . Questa manifestazione, oltre a non avere trovato ladesione nostra e della popolazione, si è rivelata un inutile tentativo di dividere chi non vuole lapertura del centro tra buoni e cattivi». Di tuttaltro avviso i vertici di Rifondazione. Con il segretario regionale, Giulio Lauri, che plaude e promette: «Cercheremo dimpedire lapertura di Cpt, qui come altrove, sia attraverso i movimenti, sia dalle istituzioni». E lassessore provinciale alla pace, Silvano Buttignon, che ricorda: «Questo tipo di strutture ci costa due volte: la prima, per il mantenimento delle mura e dei detenuti, e la seconda per la sanzione di tre milioni di euro che lUe infliggerà allItalia».
Ma la polemica serpeggia anche tra gli alleati. E a colpire è di nuovo Olivieri, che rivolgendosi al consigliere regionale di Rc, Igor Canciani, lamenta «lincapacità del partito di mobilitare così tanta gente». «È vero ammette Canciani la difficoltà esiste. Ma, per quanto riuscita, per una manifestazione di portata nazionale mi sarei aspettato una partecipazione più massiccia». Il popolo dei no global confluito a Gradisca arriva da Milano, Bologna, la Liguria e il resto del Nord-est. Hanno viaggiato in treno e pullman con le bombolette spray e gli striscioni arrotolati negli zaini. La protesta esplode davanti allex Polonio: nessuno scontro fisico, soltanto il lancio di fumogeni e razzi pirotecnici, mentre un gruppetto imbratta il muro scrivendo Lager comunale. Le forze dellordine vigilano ma non intervengono. Il presidio si scioglie e il corteo riparte. Pacifico come allandata. «Ma mancava la gente osserva don Andrea Bellavite . Al loro posto, troppa polizia in assetto antisommossa e manifestanti incappucciati».
Ma è dal consigliere regionale dei Verdi, Alessandro Metz, che arriva la dichiarazione più impegnativa della giornata. «Se il Cpt aprirà dice azioni come quella di ieri alla Croce verde e di oggi saranno allordine del giorno. Perchè faremo di tutto per fare evadere i cittadini stranieri privati della libertà». E a proposito del blitz di venerdì, il consigliere regionale di An, Luca Ciriani, ha chiesto a Illy «lespulsione dalla maggioranza» di Rc e Verdi, mentre il consigliere comunale di Udine, Diego Volpe Pasini (Sos Italia) ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Gorizia. |
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