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Brandolin:
un
coraggio
da
leone




Nella foto Brandolin e Marincic

Il Messaggero Veneto
giovedì 28 aprile 2005
GIOVEDÌ, 28 APRILE 2005 Pagina 5 - Gorizia

«No alla commissione per i rifugiati»

Brandolin: sarà ospitata nel Cpt e la Provincia è contraria a quella struttura

GORIZIA. «Una scelta difficile e arrivata dopo un lungo travaglio ma, alla fine, abbiamo deciso di non inviare alcun nominativo all’Unione delle province d’Italia, come invece richiesto dal relativo decreto, per il posto di rappresentante della Provincia all’interno della commissione territoriale che dovrà esaminare le domande di asilo politico e riconoscere lo status di rifugiato. Scelta che ritengo moralmente obbligata perché non solo restiamo fermamente contrari al costruendo Cpt di Gradisca, ma anche a tutto ciò che è strettamente correlato ad esso. Sinceramente mi sembrava una contraddizione essere sceso in piazza per ribadire il no al Cpt e poi partecipare alla commissione territoriale che si vuole far operare nel centro di prima identificazione: struttura (per una capacità totale di accoglienza di circa 150 persone, ndr) che nascerà al fianco del centro di permanenza temporanea, sempre all’interno dell’ex caserma Polonio».
Una scelta di coerenza, quindi, quella comunicata nel corso della conferenza-stampa tenuta ieri dal presidente della Provincia, Giorgio Brandolin. «Una scelta subito condivisa dal presidente della Regione Illy e dal sindaco di Gradisca Tommasini – ha proseguito Brandolin –. Sia chiaro, tuttavia, che non siamo contrari alla commissione, anzi la riteniamo strumento fondamentale per le persone che hanno diritto e titolo per richiedere asilo politico. A tal proposito ho scritto personalmente al presidente dell’Upi per spiegare le motivazioni di questa scelta».
Una sorta di «conflitto d’interessi politico e morale che non potevamo accettare anche alla luce di un dato evidente: le commissioni territoriali saranno complessivamente 7 sul territorio nazionale. Foggia, Crotone, Siracusa e Trapani per motivi evidenti legati a un’effettiva emergenza-clandestini, Roma e Milano perché metropoli, ma se tra le 7 compare Gorizia è evidente che la scelta è giustificata dalla presenza del Cpt sul nostro territorio. E noi, lo ripeto, siamo contrari a tale struttura. In proposito, anzi, attendiamo a breve la risposta ufficiale del prefetto D’Ascenzio alle nostre richieste di aver accesso a tutta la documentazione riguardante il Cpt: da chi l’ha istituito ai progetti, passando ovviamente per un dettagliato resoconto dell’iter procedurale seguito per la sua costruzione. Documenti necessari per fare finalmente chiarezza su una vicenda che presenta ancora diverse ombre».
Una presa di posizione apprezzata anche dai Verdi, come ha precisato il portavoce regionale, Gianni Pizzati: «Non possiamo cavalcare il “cavallo di Troia” dell’umanità per giustificare l’allestimento del Cpt. Bisogna distinguere tra un carcere e temi quali l’accoglienza e l’immigrazione e in questo senso apprezziamo la coerenza con cui si stanno movendo non solo la Regione, ma anche la Provincia di Gorizia e il Comune di Gradisca. Ribadiamo, comunque, che la Regione non ha mai dato, e sottolineo mai, nessun via libera alla costruzione del Cpt».
La commissione, come ha ricordato Brandolin, avrà momentaneamente sede in Prefettura.



Il Piccolo
giovedì 28 aprile 2005

GIOVEDÌ, 28 APRILE 2005 Pagina 1 - Gorizia

Il presidente Brandolin non ha designato alcun rappresentante nella Commissione per i richiedenti asilo

L’Amministrazione di corso Italia attende dal ministero gli atti sulla realizzazione della struttura alla «Polonio»

Dal Comune di Gorizia comportamento diverso: «Ma la nostra presenza ha un carattere esclusivamente tecnico: siamo impegnati nel progetto d’accoglienza»

Provincia, guerra contro il Cpt

«Decisione sofferta, ma non si poteva avallare il centro di Gradisca»

«Non siamo contrari alla Commissione in sè, ma alle ragioni che hanno portato alla sua istituzione proprio a Gorizia». La Provincia dichiara di nuovo guerra al Centro di permanenza temporanea che sta sorgendo a Gradisca d’Isonzo e questa volta lo fa rispendendo al mittente la richiesta di nominare un proprio rappresentante all’interno della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato istituita a Gorizia.
Il presidente Brandolin ha convocato nel pomeriggio di ieri una conferenza stampa per spiegare le ragioni del suo secco «no». «Nella relazione tecnica che abbiamo potuto visionare - ha spiegato il presidente della Provincia - si afferma chiaramente che la motivazione che ha portato alla costituzione della Commissione a Gorizia è il fatto che il centro di identificazione verrà realizzato a fianco del Cpt. Sarebbe stata una contraddizione, dunque, schierarsi contro la struttura che si sta realizzando alla caserma ’Polonio’ e poi darle il ’la’ con la nomina del componente». La Commissione, chiamata a valutare le domande di asilo, dovrebbe infatti essere formata da un funzionario di carriera prefettizia, un funzionario della Polizia di Stato, un rappresentante dell’ente territoriale designato dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali e uno dell’Alto commissariato per i rifugiati (con i rispettivi supplenti) e avrà sede provvisoria nel palazzo del Governo per trasferirsi, una volta ultimata, nella struttura di Gradisca.
«È una delle prime volte che mi sottraggo assieme alla mia giunta a un obbligo, con una scelta che fra l’altro è stata piuttosto sofferta», ha aggiunto Brandolin - affiancato ieri dall’assessore provinciale Marco Marincic e dal coordinatore regionale dei Verdi Gianni Pizzati - sottolineando come il Comune di Gorizia abbia percorso invece una strada diversa. «Il sindaco di Gorizia e la sua giunta hanno fatto una nomina in via amministrativa - ha evidenziato Pizzati - con un atto di routine. Li invitiamo a rivedere la decisione e a prendere una posizione con la stessa accortezza dimostrata dalla Provincia».
Il Comune non accetta però una chiave di lettura semplicistica riguardo alla scelta di nominare un proprio rappresentante. L’Amministrazione comunale - come spiega l’assessore comunale all’Assistenza, Silvano Ceccotti - gioca infatti un ruolo diverso rispetto alla Provincia, dal momento che rappresenta uno dei capofila del progetto nazionale asilo per l’accoglienza delle persone in attesa di ottenere lo status di rifugiato: la nomina del proprio rappresentante (che per inciso è il funzionario comunale Paolo Lazzeri) ha dunque un chiaro carattere tecnico. Tant’è vero che non si presenterà alle riunioni in cui si parlerà di Cpt.
Dovrebbe arrivare a giorni infine - come annunciato ieri da Giorgio Brandolin - la risposta del prefetto Anna Maria D’Ascenzo, capo dipartimento immigrazione del Ministero degli Interni, alla richieste di informazioni formulate dall’Amministrazione provinciale sugli atti che riguardano la realizzazione della struttura di permanenza temporanea di Gradisca.
Annalisa Turel