| Homepage | No fascismo, no razzismo, no cpt | Aggiornamenti CPT Gradisca |
Ultimi sviluppi. Le schermaglie politiche fra Provincia e Regione non convincono nessuno e non convincono nemmeno le tardive dissociazioni di Rc e dei Verdi dalle gravissime decisioni di Illy e dei DS. Tutti hanno concorso per far slittare i tempi di una qualche iniziativa politico/giuridica incisiva in modo che i lavori del Cpt si concludessero. La posizione di Illy era già evidente un anno fa chi ha voluto illudersi è un imbecille e/o un opportunista

Il Messaggero Veneto
26 settembre 2005

LUNEDÌ, 26 SETTEMBRE 2005

Pagina 9 - Gorizia

Cpt, i Ds criticano Brandolin

Gherghetta: sono esagerati i suoi attacchi alla Regione

DIBATTITO A GRADISCA

Il segretario provinciale della Quercia: i ricorsi servono solo a rallentare l’apertura, l’unico vero strumento per bloccare il centro è la modifica della legge “Bossi-Fini”




GRADISCA. «Non riesco a capire il senso della polemica innescata dall’amico Brandolin contro la Regione e soprattutto non riesco a comprenderne il fine, ma francamente le sue mi sembrano esagerazioni. Dire, poi, che la Regione fa finta di schierarsi contro il Cpt solo perché non ha ancora approvato l’ordine del giorno sulla “mozione 54” mi sembra una stupidaggine».
A rispondere alle critiche, non certo all’acqua di rose, rivolte in questi giorni dal presidente della Provincia di Gorizia Giorgio Brandolin alla Giunta-Illy in merito alla vicenda-Cpt («La gente non è stupida, saprà distinguere fra chi ha fatto solamente demagogia e chi invece si è battuto e si batterà ancora contro il Cpt di Gradisca») è Enrico Gherghetta, segretario provinciale e consigliere regionale dei DS. «L’ordine del giorno con l’ormai famosa mozione 54 verrà discusso prossimamente in consiglio ma appellarsi a questo ritardo per giudicare il comportamento della Regione non è corretto. Ricordo, infatti, che la stessa mozione è stata firmata da tutti i partiti del centro-sinistra regionale e che sulla sua approvazione non ci sono mai stati dubbi. Va detto, poi, che la Regione ha sempre espresso in tutte le sedi la sua contrarietà al Cpt di Gradisca facendo tutto quanto in suo potere per fermarne l’apertura».
Accuse infondate, quindi, per Gherghetta, pronto anche a rincarare la dose nei confronti dell’ “amico” Brandolin. «Mi sembra che per lui ogni pretesto sia ormai buono per sparare contro l’operato della Regione ma è una sua scelta. Non capisco, però, perchè vuole per forza di cose dividere il mondo in buoni e cattivi, se non forse per giustificare qualche sua carenza. Mi sembra che sul territorio regionale si sia scatenata un inutile e per certi versi ipocrita gara a chi è più “comunista”, a chi difende di più i diritti della popolazione ma a questa gara il centro-sinistra non intende partecipare perchè il suo obiettivo resta individuare un percorso concreto e non basato sulle parole o accuse gratuite. Penso che il centro-sinistra sia stato ed è unito contro il Cpt e questo è un valore importante che sarebbe sbagliato mettere in discussione. Non dobbiamo fare a gara a chi è più estremista o a chi la spara più grossa, bisogna lavorare uniti sapendo che l’obiettivo è obbligato: ritardare oggi l’apertura del Cpt e domani impedirla attraverso la modifica della legge “Bossi-Fini”. La gente deve sapere, infatti, che i ricorsi sono strumenti che servono solo a rallentare l’apertura del centro di permanenza temporanea di Gradisca perchè l’unico vero strumento per fermarlo, per bloccare il Cpt è e può essere solo la modifica della “Bossi-Fini”. E questo deve valere non solo per la nostra Regione ma per tutta l’Italia. Le accuse a Illy? Non mi sembra che Illy abbia detto grandi sciocchezze affermando che il ricorso alla Corte Costituzionale sarebbe diventato inutile tra 8 mesi perchè cambierà il Governo. Anzi, poteva diventare persino controproducente perchè se la Corte Costituzionale avesse dato torto alla Regione con un parere contrario quella sarebbe stata la pietra tombale anche per ogni possibile modifica alla “Bossi-Fini”».
Marco Ceci


Brandolin all'uscita del Cpt il 22 luglio 2005



Il Piccolo
dall' 11 al 25 settembre 2005
25-09-05 pag. 8,

Brandolin è infuriato: «La gente sa distinguere fra chi fa demagogia e chi si batte davvero»
«Contro il Cpt anche senza la Regione»

GRADISCA «La gente non è stupida: saprà distinguere fra chi ha fatto solamente demagogia e chi invece si è battuto e si batterà ancora contro il Cpt di Gradisca». Giorgio Brandolin punta il dito contro la giunta-Illy. Sbotta: «Ora ciascuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». È un presidente della Provincia deluso, quello a cui chiediamo di commentare la delibera con cui la giunta regionale ha deciso di non presentare ricorso alla Corte costituzionale contro i «buchi neri» nell’iter di costruzione del centro di temporanea permanenza alla Polonio. Un Brandolin che preferisce concentrarsi piuttosto sull’altro ricorso, quello congiunto al Tar del Lazio che Provincia, Comune e Regione medesima, quest’ultima apparentemente defilata anche in questo caso, presenteranno già domani pomeriggio. «Noi abbiamo fatto la nostra parte: il consiglio regionale invece non ha nemmeno mai approvato un ordine del giorno contro il Cpt. I motivi della decisione presa dalla giunta-Illy mi sono francamente ignoti. In ogni caso è una non-scelta che mi delude, perché in tutte le occasioni si era sempre ribadita la volontà di compiere assieme tutti i passi possibili, ciascuno in base alle rispettive competenze - spiega Brandolin -. L’unità delle istituzioni era strategica, fondamentale. Non sono io a dover spiegare che la Regione aveva la titolarità per ricorrere alla Corte costituzionale per una sovrapposizione di poteri in materia urbanistica con lo Stato: l’hanno detto i legali». Ma che ne pensa Brandolin delle motivazioni fornite da Illy, quella tecnica («neanche un parere favorevole della Corte costituzionale avrebbe potuto scongiurare l’apertura») e quella politica secondo cui «prima di ottenere la sentenza sarebbe potuto trascorrere un anno, quando invece fra otto mesi avremo un nuovo governo»? La risposta di Brandolin vale mille discorsi: «Scriva così: mah». Reazioni non si sono fatte attendere nemmeno nella galassia politica gradiscana: mentre il sindaco Tommasini preferisce non rilasciare dichiarazioni sino alla conferenza di presentazione del ricorso al Tar, il coordinatore dei Cittadini per Il Comune Claudio Verdimonti non nasconde il proprio rammarico: «Delusione profondissima. Speriamo solamente che non sia l’anteprima di un defilarsi dei partiti sulla questione-Cpt. Quand’anche le possibilità di successo fossero limitate, si è persa un’occasione per un notevole impatto politico. E ora questa sospetta urgenza nel voler chiedere il cambio di destinazione della Polonio in carcere: inammissibile pretendere dal consiglio comunale di decidere una cosa simile, senza averne discusso con la cittadinanza». Dura anche la rappresentante di Rc Greta Defend: «La grave decisione assunta dalla giunta regionale dimostra che sul Cpt non ci sono mai stati gli stessi obiettivi: non tutti i politici sono coerenti. Ma anche la giunta-Tommasini ha le proprie responsabilità: pur di non ostacolare decisioni calate dall’alto, ha optato per l’assurda richiesta di far convertire la caserma in carcere, sminuendo in un colpo solo anni di lotte da parte di partiti e movimenti». Luigi Murciano
24-09-05, pag. 7, Monfalcone

La Regione sceglie l’azione legale al Tar assieme a Provincia e Comune
Cpt: nessun ricorso alla Corte costituzionale

GRADISCA La Regione non ricorrerà alla Corte Costituzionale per la vicenda del Cpt di Gradisca. Nella giornata di ieri la giunta Illy ha deliberato la propria decisione di prendere parte solamente all'azione legale congiunta al Tar del Lazio assieme a Provincia di Gorizia e Comune. Ha deciso quindi di non intraprendere passi formali per conto proprio. Il ricorso alla Suprema corte pareva una delle colonne principali su cui fondare le possibilità di scongiurare l'apertura del Cpt alla caserma Polonio: il Friuli Venezia Giulia, infatti, secondo gli stessi giuristi interpellati da Trieste avrebbe avuto le carte in regola per contestare l'iter del Cpt, in quanto nelle lunghe tappe della vicenda si sarebbe creata un'evidente sovrapposizione di poteri e competenze in materia urbanistica fra Stato e Regione. Il ricorso al Tar partirà nei prossimi giorni, come annunciato dal presidente della Provincia Brandolin e come ratificato dalla stessa Regione. A tenere banco è comunque il caso della mancata intenzione della giunta Illy di ricorrere alla Corte Costituzionale. L'assessore Roberto Antonaz, unica voce fuori dal coro nella giunta-Illy, non intende commentare: «Spieghino loro le motivazioni, io non le voglio interpretare e mi dissocio completamente: bisognava tentare quella strada». Uno strappo che sembra aprire un vulnus nella stessa coalizione di Intesa Democratica, come dimostrano le dure critiche giunte dai segretari regionali di Rc Giulio Lauri, dei Verdi Gianni Pizzatti e del Partito dei Comunisti italiani: «La scelta della giunta Illy di non intraprendere ricorso contro il governo Berlusconi per avere volutamente evitato la presenza della Regione nelle sedi in cui si decideva l'approvazione del supercarcere per migranti a Gradisca, scavalcando la competenza esclusiva in ambito urbanistico della Regione, oltre a essere contraddittoria rispetto alle precedenti dichiarazioni risulta grave e sbagliata». «La scelta di ricorrere solo al Tar - si legge in una nota - è limitativa, giuridicamente e politicamente debole. Una foglia di fico per coprire un'evidente nudità: quella rappresentata dalla scelta di non voler sollevare un conflitto di competenze con un Governo ormai spacciato. Pensare, come sta facendo Illy, di avere più forza per condizionare il Governo, porta solo disorientamento e confusione: proprio gli elementi su cui punta la Cdl per avere maggiori possibilità di successo elettorale nel 2006. Stupefacente, poi, che solo Antonaz abbia mantenuto in giunta la posizione, avvalorata da costituzionalisti, di sostenere il ricorso anche in Corte Costituzionale. Dov'erano i rappresentati degli altri partiti dell'Unione che in altre sedi, come il comune di Gradisca o nei movimenti, si dicono rispettosi dei diritti degli immigrati e poi quando devono prendere una decisione tacciono? Luigi Murciano
11-09-05
Trovata la strada per ricorrere contro il Cpt

GRADISCA Una nuova manifestazione a livello nazionale contro l'apertura del Cpt, la conferma che esistono i margini per un ricorso al Tar del Lazio o addirittura alla Corte Costituzionale degli enti locali contro il Viminale, la richiesta di cambio destinazione della Polonio da centro di temporanea permanenza a carcere ideata dal sindaco Tommasini. Si muove addirittura su tre direttrici diverse il fronte della contrarietà alla struttura per immigrati di Gradisca, che aprirà i battenti nei primi mesi del 2006, sempre che nel frattempo si siano concluse le delicate operazioni di assegnazione degli appalti per la gestione. TENSIONE A SINISTRA. Sabato 22 ottobre Gradisca ritornerà ad ospitare una manifestazione nazionale contro il centro e contro la legge Bossi-Fini indetta dalle reti dei migranti, antirazziste e contro i Cpt di tutta la penisola. L'annuncio è contenuto in un documento dei movimenti nel quale non si lesinano critiche nemmeno al Centrosinistra e ai 13 amministratori regionali. IL RICORSO. L’avvocato Roberto Frigorilli, docente di diritto amministrativo all'Università di Perugia contattato dalla Regione, ha confermato ai rappresentanti degli enti locali l'esistenza di presupposti per procedere ad un ricorso al Tar del Lazio o alla Corte Costituzionale, dopo aver studiato gli atti desecretati nelle scorse settimane dal Ministero ed ottenuti dal presidente provinciale Brandolin. «Sono state ammesse le evidenti violazioni ed illegittimità urbanistiche che denunciamo da otto mesi - sostiene Paolo De Toni che da febbraio conduce una battaglia in questo senso - . Se ci si fosse mossi per tempo ora il Cpt sarebbe già bloccato». l.m.

Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile