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Il Messaggero Veneto
sabato 23 aprile 2005

SABATO, 23 APRILE 2005 Pagina 4 - Gorizia

Cpt, De Toni contro il sindaco

Gradisca: l’anarchico critica l’atteggiamento di Tommasini «Non sta facendo nulla per fermare la costruzione del centro»




GRADISCA. «L’attuale realtà politica regionale sta dimostrando di essere in gravissime condizioni vista la sua evidente volontà di non affrontare seriamente il problema del Cpt ma, in compenso, continua a imperversare la retorica, materia in cui i nostri politici si stanno confermando autentici maestri».
Come prevedibile non sono mancati gli attacchi nelle dichiarazioni dell’anarchico Paolo De Toni, esponente di riferimento del “Coordinamento libertario contro il Cpt”, anche se nel corso dell’assemblea pubblica tenutasi giovedì sera, a Gradisca (in una sala Bergomas per la verità piena solo a metà), i principali bersagli sono diventati tre: non solo, infatti, il sindaco Tommasini ma anche il presidente della Provincia, Giorgio Brandolin, e l’assessore regionale di Rifondazione comunista, Antonaz.
«Ho letto sui giornali delle lettere inviate da Brandolin al ministro Pisanu, a titolo di chiarimento in proposito alle dichiarazioni del sottosegretario Saponara che aveva parlato dell’esistenza di un parere favorevole della Regione sul Cpt. Oltre che gravemente tardivo, il suo – afferma De Toni – resta un comportamento politicamente risibile visto che è stato proprio Brandolin ad accompagnare l’allora ministro Bianco nella sua visita al confine italo-sloveno del 6 dicembre 2000. Bianco che, probabilmente stimolato dalle accuse di inefficienza sull’emergenza-clandestini, non esitò a emanare il 22 dicembre dello stesso anno, nemmeno 20 giorni dopo cioè, un decreto volto a istituire in tempi brevissimi il Cpt a Gradisca. È evidente – a detta di De Toni – che Brandolin sapeva e oggi è ancor più evidente che dietro a tutta la questione c’è un gioco, o meglio un doppio gioco politico, a dir poco spudorato. Non parliamo, poi, del sindaco Tommasini: ha sbandierato il documento dell’avvocato Presot che lo assolveva da tutte le accuse, dove si sosteneva che il sindaco di Gradisca aveva le mani legate sulla questione-Cpt: un documento giuridicamente inesatto, senza ricordare che con una sua interrogazione il deputato Budin lo ha smentito clamorosamente: sono arrivati addirittura al punto di smentirsi a vicenda, assurdo. È chiaro che Tommasini – secondo De Toni – non vuole fare niente per fermare il Cpt, come è chiaro il comportamento di Antonaz. Si professava paladino dei diritti civili, dichiarava che il Cpt è illegale e va fermato, ma con il suo comportamento è evidente che non si è mai interessato alla vicenda. Le sue sono state prese di posizione politica di comodo, sta continuando a dimostrare di non sapere nulla della vicenda ma, in compenso, così facendo rischia di tradire le genti di queste terre, ma anche i suoi stessi elettori. Non so se sia ancora possibile fermare il Cpt, ma una cosa è ormai chiara, cristallina direi: tutte le forze politiche, comunali, provinciali e regionali stanno recitando una farsa integrale». (ma.c.)



Il Piccolo
sabato 23 aprile 2005



SABATO, 23 APRILE 2005 Pagina 5 - Gorizia

GRADISCA Assemblea pubblica alla sala Bergamas. L’anarchico De Toni ribadisce: «I lavori si possono bloccare»

«Si vuole insabbiare il caso Cpt»

Il Coordinamento libertario denuncia il silenzio di istituzioni e partiti

Un dossier di 12 pagine, per denunciare «il gioco politico volto a insabbiare la vicenda» del Cpt in via di realizzazione a Gradisca: è stato presentato dal Coordinamento libertario contro i centri di temporanea permanenza, in una sala Bergamas che i gradiscani, ancora una volta, non hanno contribuito a riempire.
L'incontro, organizzato dai gruppi anarchici del Friuli Venezia Giulia, ha avuto il suo fulcro nell'intervento di Paolo De Toni, l'attivista friulano che da tempo denuncia l'abusivismo edilizio nei lavori alla «Polonio» e, parallelamente, il silenzio delle istituzioni e le contraddizioni dei partiti: «i militanti scendono in piazza, mentre i loro vertici hanno lavorato affinchè tutto rimanesse com'era». Non a caso nel mirino di De Toni sono finiti un po' tutti: bordate per Tommasini («un rinunciatario»), Antonaz («mai preso in mano un singolo documento sulla vicenda») e Brandolin («era in letargo»).
Ma soprattutto una convinzione: bloccare i cantieri è possibile. «La strada scelta, quella di addentrarci nelle questioni normative, si è rivelata un grimaldello importante per smascherare opposizioni di facciata», ha denunciato De Toni. Secondo l'anarchico friulano, che ha invitato gli uomini istituzional a confrontarsi pubblicamente con la popolazione, la contrarietà al Cpt di buona parte del Centrosinistra, o perlomeno dei suoi uomini guida sul territorio, è «una farsa mal recitata. Altrimenti non si spiega come mai nessuno muova un dito. Prendiamo Brandolin: a marzo si è svegliato da un lungo letargo e ha chiesto a Pisanu documenti che già nel 2000 avrebbe dovuto domandare a Bianco, ministro della sua stessa area politica».
E sul sindaco Tommasini: «Il primo cittadino è la figura che potrebbe ordinare la sospensione dei lavori, ma preferisce di gran lunga trincerarsi dietro il parere legale redatto dall'avvocato Presot - ha attaccato De Toni -. Un documento che contiene pochissimo diritto, molta politica e un sacco di sciocchezze. Primo errore: la Polonio non è proprietà del Demanio militare, ma di quello civile. In secondo luogo, l'articolo di legge citato disciplina sì la segretezza degli appalti, ma nulla ha a che fare con la deroga per la concessione edilizia, che di fatto non c'è mai stata».
Le contraddizioni del Centrosinistra, secondo il Coordinamento libertario, sono evidenti: «Se dovessimo stare al documento non ci sarebbe più nulla da fare. Se dovessimo stare invece alle parole del sen. Budin, ci sarebbe da ricorrere al Tar. Cercano solo di confondere le idee. Sorvoliamo su Antonaz, che aveva promesso di sfruttare ogni cavillo per fermare il Cpt, e invece nulla. Invece i margini per vincere la battaglia ci sarebbero tutti - ha concluso De Toni - Se solo i nostri amministratori volessero davvero fare chiarezza».
Luigi Murciano