| Homepage | No fascismo, no razzismo, no cpt | Aggiornamenti CPT Gradisca |
La partita si è riaperta adesso vediamo cosa inventano Brandolin e amici: i migliori avvocati (per di più gratis) di Pisanu

Il Messaggero Veneto
venerdì 20 maggio 2005
Atteso per la prossima settimana il parere dei legali sull’approvazione del progetto e sulle deroghe per i lavori

Il caso cpt torna in Parlamento

Comune, Provincia e Regione: sono state commesse irregolarità

Brandolin: mancano documenti
GRADISCA. «Passato un mese, non ho potuto far altro che reiterare al ministero dell’interno la richiesta di avere tutti i documenti e i verbali riguardanti sia i progetti che i lavori al Cpt di Gradisca, compresi quello sulla presunta presenza di un rappresentante della Regione nella commissione tecnico-consultiva (l’organo di fatto addetto a rilasciare il via libera ai lavori, ndr) e quello relativo agli allegati al decreto del 20 ottobre 2003 con il quale si approvava il progetto del Cpt, documenti che non figuravano tra quelli arrivati nei giorni scorsi. Ci siamo comunque ripromessi di risentirci entro la prossima settimana, quando dovrebbe essere pronto il parere della commissione di legali, in rappresentanza di Regione, Provincia e Comune di Gradisca: un parere che ci dirà se quelle che sembrano irregolarità tecnico-giuridiche possano o no essere impugnate a difesa della nostra causa».
La dichiarazione è del presidente della Provincia, Giorgio Brandolin, che mercoledì pomeriggio ha aperto la riunione sulla vicenda Cpt tenutasi nella sede della giunta regionale a Trieste alla presenza di tutte le amministrazioni. Alla tavola rotonda, infatti, erano presenti per la regione l’assessore Antonaz (Rifondazione comunista), il consigliere Metz (Verdi), l’avvocato Bevilacqua e Bertuzzi per l’ufficio di Illy, Brandolin e la dottoressa Pisani per la Provincia di Gorizia, il sindaco Tommasini e l’avvocato Presot per il comune di Gradisca, Altran e De Toni per il movimento anti-cpt.
«La Regione ha confermato di non aver mai nominato alcun rappresentante nella commissione tecnico-consultiva – aggiunge De Toni del coordinamento libertario contro il Cpt –. Sono state svolte varie analisi fra loro non compatibili, ma l’elemento determinante è stato la dichiarazione del legale della Regione, avvocato Bevilacqua, secondo il quale è improprio il richiamo fatto dalla Prefettura al Dpcm 3.287 del 2003 (l’ordinanza che permette allo Stato di bypassare, in caso di emergenze come è considerata l’immigrazione clandestina, tutte le normali imposizioni in tema urbanistico, ndr). È quindi improprio anche porre a fondamento del regime derogatorio tale decreto, in quanto non applicabile al Friuli Venezia Giulia, ma solo alle regioni espressamente citate dal documento stesso (Liguria, Sicilia, Marche e Veneto, ndr). Non essendo ascrivibile il regime derogatorio né all’eventuale natura di demanio militare dell’area né al decreto 300 del 2001, se ne deve concludere che i lavori del cpt, non godendo di alcuna deroga agli strumenti urbanistici ordinari, in particolare trattandosi di un’opera pubblica civile, sono privi della necessaria conformità urbanistica come previsto dalla stessa legge regionale. A fronte di questi chiarimenti si è concluso di attivare i parlamentari locali per porre con maggior puntualità e determinazione la questione in Parlamento».
Marco Ceci
Il Messaggero Veneto
giovedì 19 maggio 2005
La Regione: irregolare l’iter per il Cpt
GRADISCA. L’ordinanza 3287 del 23 maggio 2003 (relativa ai progetti che esautorano in caso di emergenza, come le problematiche legate all’immigrazione, gli enti locali rispetto a qualsiasi competenza in materia urbanistica ed edilizia) è illegittima.
Ad ammetterlo, stavolta, è stato l’avvocato Bevilacqua, il legale incaricato dalla Regione per la valutazione degli atti tecnici e giuridici che hanno portato alla costruzione del Cpt nell’ex caserma “Ugo Polonio” di Gradisca.
Un parere autorevole, arrivato al termine del summit che ieri pomeriggio, nel palazzo della Regione a Trieste, ha visto sedersi allo stesso tavolo gli assessori regionali Antonaz e Metz, Bertuzzi (in rappresentanza dell’ufficio di Illy), in rappresentanza della Provincia di Gorizia il presidente Giorgio Brandolin e, per il comune di Gradisca il sindaco Tommasini e l’avvocato Presot, oltre a Altran e De Toni come esponenti della rete contro i Cpt e di fatto i primi a denunciare apertamente l’esistenza di un abuso edilizio alla base dell’iter procedurale seguito per i lavori del Cpt gradiscano.
Anche sulla base degli ultimi documenti fatti pervenire a Brandolin direttamente dal ministero dell’interno, quindi, per la prima volta si è espressamente pronunciata in proposito la commissione di legali istituita dalla Regione in merito al caso-Cpt.
La “sentenza”, di fatto, ha confermato quello che è sempre stato il cavallo di battaglia del coordinamento libertario contro il Cpt (guidato dall’anarchico Paolo De Toni), dichiarando che l’ordinanza 3287 (come la 3289) sono valide solo nelle Regioni con cui il Governo ha raggiunto l’intesa citata nelle stesse: Marche, Veneto, Liguria e Sicilia.
Tesi, oltretutto, rafforzata (come emerso sempre nella riunione di ieri) dall’assenza di documenti ufficiali sulla presenza di un rappresentante della Regione nella commissione tecnico-consultiva che aveva dato il via libera ai lavori nell’ex caserma Polonio. Documenti, questi ultimi, che lo stesso Brandolin aveva espressamente


Il Piccolo
venerdì 20 maggio 2005
VENERDÌ, 20 MAGGIO 2005

Pagina 4 - Gorizia

Lavori privi della necessaria autorizzazione La costruzione del Cpt può essere bloccata




«Il richiamo della Prefettura di Gorizia al decreto 3287 è improprio, non applicabile al Friuli Venezia Giulia». Nelle parole del legale Enzo Bevilacqua la dimostrazione che la Regione si è convinta: il Cpt può essere bloccato per non conformità urbanistica. Lo spiraglio arriva da una riunione tenutasi mercoledi nella sede della giunta regionale, che è riuscita a mettere attorno allo stesso tavolo l'assessore all'immigrazione Antonaz, il consigliere di maggioranza Metz, i legali della Regione Bevilacqua e Bertuzza, il presidente della Provincia Brandolin con la consulente Piani, il sindaco di Gradisca Tommasini accompagnato dall'avvocato Presot e i rappresentanti del coordinamento libertario contro il Cpt De Toni ed Altran.
Spiega l’avvocato Bevilacqua: «Abbiamo sufficienti ragioni per affermare che il richiamo della Prefettura al decreto è improprio per quanto concerne il Fvg» le sue parole. La discussa ordinanza 3287 del maggio 2003, quella con la quale lo Stato scavalca in materia di Cpt la consueta prassi delle concessioni edilizie, riguarderebbe in realtà le sole regioni Veneto, Marche e Liguria. Ne sarebbe prova il fatto che c'era voluta una seconda ordinanza, la 3289 nel luglio dello stesso anno, per estendere le disposizioni anche alla Sicilia. Nulla di simile è invece avvenuto per il Fvg e Gradisca, il che spiegherebbe anche come la Regione non sia mai stata chiamata ad esprimere un rappresentante nella commissione tecnico-consultiva prevista. Esulta l'anarchico De Toni: «Non essendovi regime derogatorio nè all'eventuale natura di demanio militare dell'area, nè al decreto 2001 del ministro Bianco, se ne conclude che i lavori, trattandosi di un'opera pubblica civile, sono privi della necessaria conformità».
l.m.