
Il Messaggero
Veneto
Domenica 17 luglio 2005
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DOMENICA,
17 LUGLIO 2005 Pagina 6 - Gorizia
Gradisca. La consegna al sindaco Tommasini durante il consiglio
comunale di venerdì
Petizione
con oltre mille firme e quasi 500 cartoline a Ciampi per dire no al Cpt
di via Udine
Il gesto
simbolico della consegna è toccato al consigliere comunale di
Rifondazione Comunista, Greta Defend (nella foto assieme a Gallas e
Boscarol), che a chiusura dell’assise comunale che ha visto sedersi
alla tavola rotonda gradiscana il gotha della politica regionale (oltre
all’assessore regionale alla cultura Antonaz, al presidente della
Provincia Brandolin, all’onorevole Maran, al senatore Budin, ai
consiglieri regionali Brussa, Paselli, Gherghetta, Bolzan e Valenti
anche sindaci e vice-sindaci in rappresentanza di 9 comuni
dell’Isontino) non ha mancato di “invitare” il sindaco Tommasini a
intraprendere nuove e più concrete iniziative in merito alla
vicenda-Cpt. «Abbiamo invitato il primo cittadino a prendere contatto
con il sindaco di Bari per coordinare eventuali iniziative comuni
contro i Cpt ma anche ad atti di concreta opposizione alla struttura di
via Udine. In merito abbiamo proposto ad esempio l’interruzione dei
servizi primari, quali fornitura d’acqua e gas, alla struttura qualora
siano già attivi o l’eventuale revoca nel caso in cui sia stato chiesto
un nuovo allacciamento. Azioni che amministrativamente rientrano tra le
competenze di un primo cittadino».
Oltre ai “suggerimenti” a Tommasini e alla consegna della petizione e
delle cartoline (risultato dell’iniziativa nata circa un anno fa e
partorita dal “coordinamento cittadino contro il Cpt” - a cui
aderiscono tutte le forze politiche cittadine tranne la lista di
Centro-Destra "Far Rinascere Gradisca - e dalla Rete di associazioni e
movimenti contrari al centri di permanenza temporanea, comunque, anche
da Rifondazione non si è fatta attendere una “stoccata” ai capigruppo
del consiglio provinciale. «Avremmo voluto un consiglio comunale
unificato ma questo non è stato possibile, e lo sottolineo con
rammarico, perché alcuni componenti del consiglio provinciale hanno
opposto resistenza a questa soluzione e di ciò non possiamo che
prenderne atto - ha ribadito la Defend - . Decisione discutibile come
discutibili sono le giustificazioni fornite in merito: non c’era nessun
problema tecnico visto che entrambi i consigli, quello comunale come
quello provinciale, avevano un solo punto all’ordine del giorno e non
c’era nulla da deliberare. Una scelta politicamente discutibile e
moralmente condannabile».
Un semplice appunto, infine, la Defend lo fa sulle dichiarazioni del
presidente della Provincia, Giorgio Brandolin: «Ha detto che non
considera il Cpt un “lager” ma un carcere. Rifondazione continua,
invece, a considerare tali strutture centri di internamento perché in
un carcere ci finisce chi ha commesso un qualche reato mentre in un Cpt
vengono semplicemente tolti i più basilari diritti a chi vi viene
rinchiuso. Siamo da sempre fortemente contrari alla politica di
umanizzazione di simili strutture».
Marco Ceci |
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Fabris
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DOMENICA,
17 LUGLIO 2005 Pagina 6 - Gorizia
Fabris: Comune,
Provincia e Regione presi in giro dal governo sul Centro
GRADISCA. Un segnale inequivocabile, per non dire il primo concreto
passo fatto dalla politica regionale nella battaglia contro il Cpt di
Gradisca. È il parere unanime delle varie forze politiche gradiscane
all’indomani del consiglio comunale che, venerdì sera, ha sancito una
vera e propria svolta in merito all’unità del fronte
politico-amministrativo contrario alla struttura di via Udine.
A sottolinearlo anche l’ex sindaco gradiscano, e oggi esponente della
maggioranza, Gianni Fabris (nella foto), definito dal presidente della
Provincia Brandolin come la memoria storica di una telenovela partita
nel lontano 2000. "Vedere a Palazzo Torriani senatori, onorevoli, i
massimi esponenti di Regione, Provincia e di 10 comuni dell’Isontino, è
stata la dimostrazione lampante di quanto il fronte politico contro il
Cpt sia più che mai forte e ampio. Credo che nelle dichiarazioni e
nelle ricostruzioni storiche della vicenda fatte venerdì siano inoltre
stati finalmente fugati i dubbi su quella che resta la realtà: ovvero
che Comune, Provincia e Regione sulla vicenda sono sempre stati presi
in giro dal Governo".
Parere in definitiva sposato anche dal coordinatore della lista
d’opposizione “Cittadini per il Comune di Gradisca”, Claudio
Verdimonti: «Indubbiamente la tavola rotonda gradiscana ha
rappresentato un momento politicamente molto importante. Tutti hanno
espresso un fermo no all’apertura del Cpt e proprio sulla base di
questa decisa presa di posizione è ora importante che le forze
politiche e le istituzioni perseguano con fatti concreti quanto
testimoniato in consiglio. In particolare ci attendiamo che
l’amministrazione comunale, alla luce di un così palese attestato di
solidarietà da parte delle forze politiche del Centro-Sinistra non si
senta più sola e intensifichi la sua azione».
Dalla maggioranza, infine, arriva anche il diktat di paolo Cappelli,
capogruppo ulivista. «A questo punto, anche alla luce dell’invito
riportato in consiglio dall’assessore Antonaz, credo sia obbligatorio
attivarsi immediatamente per arrivare ad un incontro e gettare le basi
di una collaborazione stabile con il sindaco di Bari». (ma.ce.) |
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Il
Piccolo
Domenica 17 luglio 2005
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DOMENICA, 17 LUGLIO 2005 Pagina 5 - Gorizia
GRADISCA Ma resta la soddisfazione di aver riunito su questo problema
tutti i politici isontini. Si tenteranno comunque tutte le strade
Tommasini: «Sul Cpt
non mi illudo più»
Il sindaco è pessimista sulle possibilità di bloccare la costruzione
del centro immigrati
«Non mi illudo più». Il sindaco di Gradisca,
Franco Tommasini, è pessimista sulle possibilità di bloccare l’apertura
del Centro di permanenza temporanea. «Faremo tutto quello che è nelle
nostre possibilità per fermarne la realizzazione - spiega - ma sarà
difficile cancellare con un colpo di spugna un
investimento così corposo».
La confessione avviene all’indomani della doppia
seduta (dei consigli comunale e provinciale) interamente dedicata al
Cpt che ha visto la presenza politicamente trasversale di assessori
regionali, consiglieri e parlamentari. Il risultato è stato un «segnale
forte» di dissenso nei confronti della struttura che sta sorgendo
all’ex caserma «Polonio». Ma non è detto che tanto basti a bloccare il
cantiere: «Già due o tre volte pensavo di aver portato a casa il
risultato. Invece nel giro di poco tempo è arrivata la smentita -
sottolinea il sindaco della Fortezza -. Ciò non toglie che tenteremo
tutte le vie per opporci, assieme ad un grande alleato come il
presidente Brandolin».
Proprio la Provincia si è unita l’altra sera al consiglio comunale di
Gradisca nell’approvare all’unanimità (in aula erano rimasti 13
consiglieri) l’ordine del giorno con cui si ribadisce la contrarietà al
centro di permanenza temporanea e a quello per i richiedenti asilo e la
richiesta di convocare un tavolo per definire un utilizzo alternativo
dell’ex caserma «Polonio».
Al di là dell’approvazione del documento, Tommasini non nasconde la
soddisfazione per essere riuscito nell’intento di riunire a Gradisca
una così folta rappresentanza di politici e amministratori. «È la prima
volta che ciò accade - sottolinea il sindaco -, hanno partecipato anche
i primi cittadini dei Comuni non direttamente coinvolti nella
questione-Cpt: finalmente hanno capito che il problema non riguarda
soltanto Gradisca, ma tutta la provincia e anche la regione. E tutti,
indifferentemente se di destra o di sinistra, sono stati concordi sul
fatto che Gradisca non può ospitare una struttura di tali dimensioni
perchè l’impatto sarebbe fortissimo su una realtà di soli 6.700
abitanti. Che poi tutto ciò possa portare a un qualche risultato resta
tutto da vedere».
In attesa di conoscere l’esito del ricorso alla Commissione per
l’accesso agli atti presso la Presidenza del Consiglio, si cercheranno
altri strumenti di opposizione al Cpt, nuovi cavilli che permettano di
bloccarne la realizzazione. L’amministrazione comunale continuerà poi a
fare pressione sul prefetto Annamaria D’Ascenzio affinchè consenta un
sopralluogo all’interno del cantiere. «Su quest’ultimo punto credo non
ci siano problemi - riferisce Tommasini -, spero si tratti solamente di
una questione di tempo».
Se tutti i tentativi andranno a vuoto - lo ha annunciato l’altra sera
Brandolin - la Provincia è pronta ad impegnarsi nell’«umanizzazione»
della struttura.
Annalisa Turel
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Tommasini
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