
Il Messaggero
Veneto
sabato 16 luglio 2005
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SABATO,
16 LUGLIO 2005 Pagina 6 - Gorizia
Gradisca. Ieri sera seduta congiunta del consiglio comunale e di quello
provinciale
Coro unanime dei
politici: “no” al centro immigrati
GRADISCA. Il mancato accordo (politico) per arrivare ad un consiglio
comunale e provinciale congiunto, oltre a rendere inevitabili malumori
e critiche (arrivate puntualmente sia da parte della minoranza che
della maggioranza gradiscane), aveva dato adito anche a sospetti
sull'effettiva compattezza del fronte politico provinciale contro
l'apertura del Cpt nell'ex caserma "Ugo Polonio", ma a fugare quegli
stessi dubbi è stato ieri sera proprio il consiglio comunale.
Se, infatti, un termometro attendibile sulla situazione della battaglia
politico-amministrativa contro il centro di permanenza temporanea
gradiscano lo avrebbero dovuto fornire le presenze "illustri"
all'assise, il risultato, come i numeri che l'hanno contraddistinta,
sono a dir poco eloquenti. Una vera e propria tavola rotonda con ben 35
presenti, tra cui l'intera amministrazione comunale capeggiata dal
sindaco Tommasini, l'opposizione cittadina e una lista di "invitati" di
primo piano tra cui spiccavano l'onorevole Maran, il senatore Budin,
l'assessore regionale alla cultura Antonaz in rappresentanza del
presidente Illy, i consiglieri regionali Paselli, Brussa, Bolzan,
Gherghetta e Valenti, il presidente della Provincia Brandolin oltre a
sindaci e vicesindaci in rappresentanza di 9 comuni dell'Isontino
(Romans, Cormons, Ronchi, Doberdò, Medea, San Lorenzo, San Canzian,
Moraro e Turriaco) che hanno risposto all'invito di Tommasini.
Un segnale politicamente forte come ha subito precisato il primo
cittadino gradiscano. «Una presenza così corposa è la dimostrazione più
eloquente di come il fronte contro il Cpt sia più che mai compatto e
convinto nella sua battaglia, la battaglia contro una struttura che,
oltre che amorale e antidemocratica, avrebbe anche conseguenze
esplosive sul territorio. Ribadisco per correttezza,
tuttavia, che dai dati in nostro possesso, e parlo di dati raccolti dal
pool di avvocati che abbiamo incaricato di analizzare la vicenda, non
esistono i presupposti per l'amministrazione comunale di avviare una
procedura legale contro alcun ente per bloccare noi i lavori e
l'apertura del Cpt».
Ammissione arrivata, in sequenza, anche da parte del presidente della
Provincia Brandolin, costretto oltretutto ad interrompere il suo
discorso dall'intervento dell'anarachico De Toni («Siete i migliori
avvocati di Pisanu», l'accusa del leader del coordinamento libertario
contro il Cpt, che per l'occasione ha organizzato anche un composto
presidio di contestazione fuori d Palazzo Torriani esponendo uno
striscione che titolava "Gradisca-Guantanamo"). «Proprio
oggi siamo ricorsi alla nuova legge di accesso ai documenti secretati
tornando a chiedere documenti e progetti del Cpt al Governo, ma anche
come Provincia al momento dobbiamo ammettere che nessun parere legale
ha dato al momento esito positivo per partire con una procedura legale
contro l'apertura del centro che, stando a nostre informazioni,
dovrebbe essere pronto per ottobre o al massimo novembre».
Un riassunto di "Mare aperto", il primo Forum nazionale contro i Cpt
tenutosi l'11 luglio a Bari, invece, ha introdotto le dichiarazioni di
Antonaz: «Ben 14 regioni, ovvero tutte quelle governate dal
Centro-Sinistra, hanno sottoscritto un documento di chiara contrarietà
ai Cpt come all'attuale legge sull'immigrazione. Direi che è stata
posta una seria ipoteca sulla vittoria di questa battaglia, ma devo
concordare che un importante passo avanti in merito è stato fatto solo
sul piano politico. Sul piano legale, infatti, non esistono ancora i
presupposti per avviare un procedimento contro l'apertura del Cpt di
Gradisca. Ci stiamo lavorando, comunque, e non esiteremo certo a
muoverci se dai pool di avvocati, tra cui anche un avvocato di Perugia
cui abbiamo affidato la consulenza, arriverà l'ok». A concludere la
serie di interventi e la seduta, l'approvazione all'unanimità da parte
del consiglio comunale gradiscano di un ordine del giorno dove si
ribadisce la ferma contrarietà alla struttura e, novità, la volontà di
rinegoziare con il Governo di Roma l'utilizzo dell'area destinandola ad
altri fini. (ma.ce.) |
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Il
Piccolo
sabato 16 luglio 2005
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SABATO,
16 LUGLIO 2005 Pagina 4 - Gorizia
GRADISCA L’obiettivo è accertare l’irregolarità del decreto che ha dato
il via libera alla costruzione della struttura
Presentato
un ricorso contro il Cpt
L’ha
inviato la Provincia al Viminale che ora ha un mese di tempo per
rispondere
L’unica strada per fermare la costruzione del Cpt di Gradisca è
presentare il ricorso della Provincia alla neonata Commissione per
l'accesso agli atti presso la Presidenza del Consiglio. L’obiettivo del
ricorso è capire chi sia il rappresentante della Regione Fvg nella
commissione tecnica nazionale che ha approvato il progetto esecutivo
del Cpt. Si dimostrerà così che il rappresentante della Regione Fvg non
è stato nominato né dalla precedente né dall’attuale amministrazione
regionale. Dunque, sarebbe impugnabile il decreto che ha dato il via
libera il Cpt. Un pool di legali della Provincia è da tempo al lavoro
su questo documento che rappresenta, appunto, l’ultimo tentativo per
bloccare il Cpt.
DOPPIA SEDUTA. È questa la novità più rilevante, annunciata dal
presidente Brandolin nel doppio consiglio comunale e provinciale di
ieri a Gradisca sul fronte dell'opposizione al Cpt. Un'iniziativa
intrapresa giovedì mattina. Il ministero ha ora un mese di tempo per
rispondere. Per il resto, quantomeno nel corso dell'assemblea civica,
la sensazione è stata che l'agognata unità di intenti nei confronti dei
centri di temporanea permanenza sia poco più che una chimera. Troppo
scarto, fra la posizione di chi li ritiene per principio inaccettabili,
e quella di chi ritiene doveroso, piuttosto, umanizzarli. Anime diverse
di uno stesso Centrosinistra.
Alla seduta-fiume del consiglio comunale hanno preso parte come
invitati i parlamentari Maran e Budin, l'assessore regionale Antonaz, i
consiglieri Paselli, Brussa, Bolzan, Gherghetta e Valenti, gli
amministratori di nove comuni dell'Isontino.
LA CONTESTAZIONE. Il lungo pomeriggio non ha
lesinato momenti di tensione: in particolare, quando l'anarchico De
Toni ha interrotto l'esposizione di Brandolin accusandolo di essere
assieme ad altri amministratori «il miglior avvocato difensore di
Pisanu». Brandolin aveva appena lasciato intendere come le speranze di
un successo siano apparentemente ridotte. Infuriato, Brandolin ha
minacciato di non proseguire nel proprio intervento. Per tutta
risposta, De Toni ha abbandonato l'aula e con altri esponenti del
proprio movimento ha iniziato, con un altoparlante, una dura
contestazione fuori da palazzo Torriani che non ha impedito la
prosecuzione dei lavori. Al sit-in non si sono uniti altri
esponenti della Rete di associazioni, ossia il gruppo Indipendenti, che
ha continuato a seguire la seduta ritenendola «un passaggio
fondamentale: se finalmente le istituzioni si sono sedute pubblicamente
attorno allo stesso tavolo è anche merito di chi, dal basso, ha
continuato a battersi».
VALENTI-ANTONAZ. Altro momento caldo si è registrato quando il
consigliere regionale di Forza Italia Gaetano Valenti ha definito
«semplice fumo» il documento prodotto da 14 amministratori regionali
che nei giorni scorsi a Bari hanno preso parte al forum nazionale
contro i Cpt, letto in aula da Antonaz. «Non hanno tracciato alcuna
linea per risolvere il problema immigrazione clandestina» ha affermato
Valenti. Di ben altro parere, naturalmente, Antonaz: «È stata invece
messa una grande ipoteca sul destino di queste strutture inaccettabili:
ora è necessaria una sinergia con gli amministratori di Bari, altra
città che fa i conti con l'imminente apertura di un centro di
detenzione. Rimane viva anche la pista dell'azione legale congiunta fra
Regione, Provincia e Comune». Il consiglio comunale di Gradisca dal
canto suo ha approvato un ordine del giorno, il quarto in cinque anni
nel quale, condannando la «mera regolamentazione repressiva dei Cpt»,
ribadisce proprio «il sostegno al forum nazionale» e chiede
«l'immediata sospensione dei lavori e l'avvio di un confronto
istituzionale, per un utilizzo alternativo della struttura». Ancora più
forte la posizione di Rc, che ha chiesto al sindaco azioni concrete per
testimoniare la contrarietà, come «chiedere l'interruzione o la revoca
di servizi primari: niente fornitura d'acqua e gas al Cpt».
LAZZERI. Nel consiglio provinciale che si è successivamente sviluppato
da segnalare la presa di posizione del consigliere di Forza Italia,
Lazzeri che ha espresso condivisione rispetto «alle forme di protesta
legittime e giuste contro i Cpt» e ha punzecchiato esponenti del suo
stesso schieramento che avevano promesso un’opposizione ben più
concreta al Cpt.
Luigi Murciano
Annalisa Turel
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