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il "caos immaginifico" degli ex disobba: un formidabile concentrato di furberie, opportunismo e soldi
Alla faccia della coerenza e dell'antagonismo
Senza la benevolenza del centrosinistra non realizzerebbero niente.
Il giorno dopo la rottura con la rete anti CPT, nella riunione del 9 marzo a Gradisca, firmavano la convenzione come Associazione "Termometro" con il Comune di Gorizia (almeno abbiano il buon gusto di non chiamarsi più CSO Clandestino !!) e nel frattempo portavano a termine quella con il Comune di Monfalcone ancora più beceramente istituzionale e danarosa.
In marca da bollo o in carta semplice?

Il Messaggero Veneto
mercoledì 16 marzo 2005
MERCOLEDÌ, 16 MARZO 2005 Pagina 7 - Gorizia

Nuove iniziative

Officina sociale nell’ex Centro blu di via Natisone

MONFALCONE




MONFALCONE. Il progetto Officina sociale, realizzato dall’associazione Nuova entrata libera in collaborazione col Comune, punta al riutilizzo dello spazio comunale di via Natisone 1 (l’ex Centro blu) attraverso attività formative, di consulenza, culturali e aggregative e con iniziative che vanno dallo Sportello degli invisibili al Caffè Alì.
Il progetto è stato presentato ieri dall’assessore Licia Morsolin, dalla dirigente del servizio sociale Aurora Mofferdine e dal coordinatore del progetto, Massimo Bussani, sottolineando come l’obiettivo sia quello di creare uno spazio aperto, pronto per la cooperazione e la sperimentazione, ma anche per l’integrazione e il confronto. Da sottolineare che collaborano le associazioni Ya Basta, Razzismo no stop e Global project.
«Vogliamo cercare l’integrazione reale fra persone che arrivano da altri territori, cercando di dare risposte concrete alle necessità, ma anche favorire il confronto tra culture diverse», ha detto Morsolin, mentre Mofferdine ha ricordato che il Comune collabora offrendo sede e spese vive. La collaborazione formale è cominciata nel 2003 con lo Sportello degli invisibili, per cui era stato destinato un finanziamento comunale. Dal 2004 è stato formalizzato il progetto Officina sociale, che ha avuto un finanziamento regionale di 50 mila euro erogato tramite il Comune. «Per il 2005 il finanziamento sarà dato direttamente a Nuova entrata libera, firmataria di una convenzione col Comune», ha ricordato la dirigente, che ha sottolineato anche come nella sede di via Natisone esista il Centro sociale a bassa soglia.
Sportello invisibili: è aperto il lunedì dalle 17 alle 20, o su appuntamento. Interviene sulle questioni che riguardano i migranti, la casa e lavoro, precariato lavorativo, sociale ed esistenziale. Sono costruiti percorsi di aiuto per i migranti, è fornita assistenza legale e fiscale, Per informazioni, telefono 0481-482959 o invisibili2002@libero.it
Open Space: tutti i mercoledì, i venerdì, i sabati, dalle 16 alle 20, luogo d’incontro e con possibilità di navigare in Internet gratuitamente, ascoltare musica, fruire di programmi satellitari, usare lo spazio come laboratorio artistico, cultura ed espositivo.
Caffè Alì: ogni martedì, mercoledì, venerdì e sabato dopo le 20 spazio di conoscenza e scambio, con possibilità di assaggio di tè e dolci, proiezioni di filmati in lingua originale, riviste e giornali di vari paesi, dibattiti e confronti, presentazioni di libri.
Corsi di italiano per stranieri e informatica di base. Il primo è attivo da gennaio con grande successo (informazioni al 347-9841480). Il corso d’informatica di base partirà tra qualche settimana (informazioni al 339-4675812).



Il Piccolo
mercoledì 16 marzo 2005
MERCOLEDÌ, 16 MARZO 2005 Pagina 4 - Gorizia

I Disobbedienti sconfessano l’Unione e provocano i politici

Il punto sulla manifestazione del 26 febbraio contro il Cpt in un volantino distribuito a Romans durante il concerto di solidarietà per Ezio Miotto

«Non abbiano niente da dirci, la Sinistra stia lontana da noi»




GRADISCA
«Ci accusano di aver provocato le forze dell’ordine al solo scopo di ottenere visibilità mediatica: significa proprio che la Sinistra ha completato la sua mutazione. Non abbiamo più niente da dirci: stateci lontani, tutti»: i Disobbedienti sconfessano le forze dell’Unione e provocano i politici. «Se gli amministratori iniziassero a praticare ciò che predicano, non mancherebbero punti di accordo - dicono -: una giunta comunale incatenata ai cancelli del centro in sciopero della fame, assessori e consiglieri regionali che fanno un blocco stradale; questi gli scenari che vedremmo efficaci: in una situazione simile, faremmo volentieri la parte di quelli che si limitano a portare il thé caldo».
La rete del precariato sociale fa il punto della situazione dopo la grande manifestazione del 26 febbraio scorso, in un volantino distribuito durante il concerto a Romans di solidarietà per Ezio Miotto, il 19enne arrestato al termine del corteo. E riflette su tutto: gli scontri, gli eventi che ne sono seguiti, le foto «proibite», il futuro del fronte di opposizione al Cpt. Fronte che, secondo i movimenti, dalla grande manifestazione è uscito molto frazionato. «Non ci stupisce che una simile mobilitazione provochi la reazione delle forze dell’ordine, ma soprattutto dei loro mandanti politici - affermano -: intimidazioni ai gradiscani, sindaco compreso; cariche contro una parte del corteo che ha inscenato non una provocazione, ma un messaggio politico chiaro; l’arresto di un giovane colpevole solo di aver partecipato; la grottesca vicenda delle foto».
Secondo i movimenti l’unico obiettivo è non disperdere l’attenzione finalmente sollevata sul Cpt: «È chiaro che reti come quella che ha indetto la manifestazione del 26 sono temporanee, luoghi di coordinamento che servono a singole campagne, ma cessano di avere senso nel momento in cui diventano luoghi istituzionali», è il parere dei Disobbedienti.
Nel mirino dei Disobbedienti c’è un po’ tutto il Centrosinistra: «Temiamo che per alcuni ci sia il problema di come tirarsi fuori da una situazione che è in grado di svelare contraddizioni che da anni agitano una coalizione perennemente divisa su guerra e immigrazione, ma che si vuole a tutti i costi ’Unione’». Ce n’è anche per il presidente della Provincia: «Brandolin ha un merito: è stato il primo a dire chiaramente come la pensa sul Cpt, dicendo che ’va aperto, pur umanizzandolo’». Quindi un messaggio forte e chiaro: «Chi vuole fermare l’apertura del Cpt deve convincersi che carte bollate, ricorsi, esposti e manifestazioni non sono sufficienti: solo la lotta paga, quel lager non lo vogliamo e non aprirà».
Luigi Murciano