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Embhè tutto qua?? Illy dice che non ha dato alcun parere e allora adesso cosa fa? Sta a guardare ? Chiede a Pisanu che fermi il centro di identificazione ? E quello di Permanenza Temporanea invece può andare avanti? Illy sentendosi attaccato qualcosa ha dovuto dire (dietro c'è ovviamente la regia di Antonaz) ma è il solito fumo negli occhi in quanto nessuna iniziativa concreta è stata messa in atto dalla Regione. Anzi al contrario alla presenza di Antonaz negli uffici legali della regione è stato varato il documento "foglia di fico" firmato dal diessino Presot per scagionare Il Sindaco di Gradisca da qualsiasi intervento sulla mancanza della concessione edilizia. Così fra rimpalli, pseudo iniziative e cortine fumogene il CPT va avanti. Questa situazione mafiosa va assolutamente smascherata !!

Il Messaggero Veneto
sabato 9 aprile 2005
SABATO, 09 APRILE 2005 Pagina 12 - Regione

Lettera al ministro degli interni per contrastare il potenziamento della sede di accoglienza temporanea per immigrati nell’ex caserma Polonio

«Pisanu fermi il centro identificazione a Gradisca»

Il governatore replica al sottosegretario Saponara: mai autorizzato la struttura

«Con l’Ue allargata da noi non è più emergenza clandestini»
TRIESTE. Il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy, in una lettera inviata al ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, ha espresso il parere negativo dell’Amministrazione regionale all’istituzione di un Centro di identificazione nell’ex caserma «Polonio», a Gradisca d’Isonzo, previsto nell’ambito dell’applicazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Si tratterebbe del primo centro istituito in Italia all’interno del già contestato Centro di permanenza temporanea.
«Il Centro di identificazione, così come prefigurato - sottolinea Illy nella missiva, resa nota ieri a Trieste - si presenta come una struttura in cui si attua una limitazione della libertà personale, alterando quel concetto di dignità della persona che invece deve essere alla base dell'organizzazione della vita quotidiana di tali centri». Dopo aver ricordato che i Centri di identificazione «hanno natura differente rispetto ai Centri di permanenza temporanea», il presidente regionale ricorda che «si sono già espressi in senso negativo anche il Consiglio di Stato e la Conferenza Unificata (cui partecipano, con lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali), avanzando perplessità in merito alle modalità di gestione dei Centri di identificazione così come previsti nella norma regolamentare». «Ritengo - continua Illy nella lettera a Pisanu - che vi possano essere pochi dubbi sul fatto che la struttura dell'ex caserma Polonio si avvii in effetti a divenire un unico Centro polifunzionale, come citato nella stessa nota ministeriale, nel quale viga per tutti, per legge o nei fatti, la limitazione della libertà personale». Secondo il presidente, inoltre, «l'allargamento dell'Unione europea alla Slovenia ha fatto sì che i confini orientali del territorio nazionale e, quindi, la regione Friuli Venezia Giulia non siano più in situazione di emergenza clandestini come nel recente passato, grazie anche all'ottima collaborazione sviluppata con la stessa Slovenia». Illy torna, quindi, a chiedere una risposta sulle procedure che hanno portato all'individuazione di Gradisca come sito idoneo all'istituzione di un Centro di permanenza temporanea.
Dal Ministero degli Interni era venuta la conferma dell’esistenza di una lettera della Regione favorevole al centro di Gradisca. «Quanto ho riferito in Parlamento rispondendo a una interrogazione, trova fondamento in una lettera del 24 giugno dell’anno scorso della Direzione territoriali dei lavori pubblici di Gorizia – carta intestata della Regione Friuli Veenzia Giulia, protocollo 232/e/5/27 – che da parere favorevole ai lavori di adeguamento anti-sismici della Caserma Polonio, sede del Cpt» aveva affermato il sottosegretario Saponara.
In riferimento alla risposta data da Saponara all'interrogazione dei senatori Budin e Guerzoni, Illy ha cosí ieri precisato al ministro che «tale affermazione è inesatta, perché il parere espresso dagli uffici regionali era un parere tecnico obbligatorio reso solo in relazione alle norme sull'osservanza delle disposizioni sul rischio sismico».



Il Piccolo
sabato 9 aprile 2005
llly: «No al centro di identificazione»

GRADISCA Il presidente della Regione in una lettera a Pisanu ha ufficializzato il parere negativo del Friuli Venezia Giulia

dal Piccolo del 9 aprile 2005


9 aprile 2005



La struttura prevista alla Polonio limiterebbe la libertà personale degli immigrati

Una risoluta contrarietà al progettato centro di identificazione per richiedenti asilo, da affiancare al Cpt già in fase di ultimazione alla caserma Polonio; una certa rassegnazione, per quanto velata, sulle intenzioni del Viminale: «Esistono pochi dubbi che la struttura si avvii a divenire un unico centro polifunzionale». Vi sono questi due sentimenti nella lettera che il governatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy ha scritto al ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu per ufficializzare il dissenso della Regione alla ventilata creazione di un secondo centro immigrati da 150 posti sulla statale 305, dopo quello di temporanea permanenza per il trattenimento di 250 clandestini ormai vicino alla conclusione dei lavori.
Per la nuova struttura, una delle sette nuove realtà italiane destinate a profughi e richiedenti asilo politico, il Viminale aveva chiesto nelle scorse settimane il parere della giunta regionale, che venerdi scorso aveva ratificato una contrarietà che adesso è stata ufficializzata al ministero.
«Le esprimo il mio parere negativo sull'istituzione del centro di identificazione a Gradisca d'Isonzo - scrive Illy a Pisanu -. Un centro che, così come prefigurato, si presenta come una struttura in cui si attua una limitazione della libertà personale, alterando quel concetto di dignità della persona che invece deve essere alla base dell'organizzazione della vita quotidiana di tali centri».
Nella missiva, Illy ricorda come riguardo ai nascituri centri di identificazione si sono già espressi in senso negativo anche il Consiglio di Stato, che lo aveva definito incostituzionale perché in contrasto con l'articolo 13 della Costituzione, e la stessa Conferenza Stato-Regioni, «avanzando perplessità in merito alle modalità di gestione dei centri di identificazione così come previsti nella norma regolamentare. Ritengo - continua Illy nella lettera - che vi possano essere ormai pochi dubbi sul fatto che la ’’Polonio’’ si avvii a divenire un centro polifunzionale nel quale viga per tutti, per legge o nei fatti, la limitazione della libertà personale».
Il governatore regionale ricorda come l'allargamento dell'Ue alla Slovenia abbia fatto sì che i confini orientali del territorio nazionale e, quindi, la regione stessa non siano più in situazione di emergenza-clandestini come nel recente passato, grazie anche alla collaborazione sviluppata con il governo sloveno. Nella comunicazione al Viminale, infine, Illy chiede che sia fatta luce sulle procedure che hanno portato all'individuazione di Gradisca quale sito idoneo per ospitare un Cpt.
Il riferimento è all'ormai famosa risposta data dal sottosegretario Saponara all'interrogazione dei senatori Budin e Guerzoni, nella quale il viceministro asserì che il Friuli Venezia Giulia «aveva dato parere tecnico favorevole al progetto strutturale». Illy non ci sta e, anzi, precisa al ministro come «tale affermazione sia inesatta, in quanto il parere espresso dagli uffici era un parere tecnico obbligatorio, reso in relazione a norme che disciplinano l'osservanza di disposizioni sul rischio sismico».
Luigi Murciano