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Il Messaggero Veneto 22 gennaio
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DOMENICA, 22 GENNAIO 2006 Pagina 18 - Udine
San Giorgio, la Bassa contro il Corridoio 5
SAN GIORGIO. «Combattete contro la realizzazione dellAlta Velocità (Tav o Corridoio5) prima che questa porti quella catastrofe ambientale e sociale dal quale poi non ci può essere ritorno, ma i cui costi economici pagheremo a lungo nelle future finanziarie».
Questo lappello lanciato venerdì sera dal climatologo e protagonista nellopposizione della Tav in Val di Susa, Luca Mercalli, nel corso dellincontro sulle Devastazioni ad Alta velocità, tenutosi nella sala conferenze di Villa Dora a San Giorgio. Frequenti gli attacchi lanciati dallo scienziato a Riccardo Illy, reo di appoggiare, con lassessore Sonego, il progetto e quelli al Ministro Lunardi. Mercalli ha illustrato i costi ambientali che questa infrastruttura provocherà, quelli economici, e ha sostenuto linutilità dellopera spiegando che «basterrebbe migliorare lattuale situazione dei treni visto che i pendolini possono già raggiungere i 200 Km allora senza costruire nuove linee e potremo avere gli stessi servizi a costi minori a senza impatti devastanti».
LAlta Velocità nella Bassa Friulana (il costo per la tratta VeneziaTrieste sarà secondo dati Wwf di 46 mila milioni di euro, ma a opera finita salirà a 100 mila milioni di euro) interesserà pesantemente Porpetto, la frazione di Villalta a sud dellautostrada, Bagnaria Arsa, Strassoldo, Aiello e Tapogliano, da dove proseguirà toccando per la tratta Ronchi dei Lagionari Trieste. Dalla riunione è partito anche un attacco al sindaco di Porpetto, Cecilia Schiff, che a chi gli avrebbe domandato lumi in merito avrebbe risposto di non sapere niente, mente lUffico tecnico comunale non avrebbe dato concessioni edilizie a causa della realizzazione della Tav e della terza corsia autostradale. Già alcuni cittadini sarebbero stati invitati a non fare interventi «perchè la casa sarà demolita».
Francesca Artico |
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Rassegna stampa Il Gazzettino 21 e 22 gennaio
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Sabato, 21 Gennaio 2006
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Alta velocità, il no della Bassa
Luca Mercalli ha spiegato le ragioni della contrarietà. E il tracciato è ancora sconosciuto
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San Giorgio di Nogaro
Qualcuno si vedrà espropriare e abbattere la casa, qualcun altro (addirittura meno fortunato) dovrà convivere con il passaggio di un treno che sfreccia a 250 chilometri all'ora a 3 metri dalle finestre di casa. Una spesa non quantificabile, ma che, facendo le stesse proporzioni che valgono per la Val di Susa, la gente comune sarà costretta a pagare di tasca propria (leggasi future finanziarie) fino al 2061. E tutto questo per cosa? Per consentire a poche centinaia di utenti di raggiungere Trieste con 5' di anticipo... Ne vale la pena? L'alta velocità è davvero il toccasana? Sala affollatissima ieri sera a Villa Dora (almeno 200 persone) a pendere dalle labbra di Luca Mercalli, lo scienziato che si è distinto per la lotta in prima fila nelle valli piemontesi, chiamato a raccontare del progetto di collegamento tra Lisbona e Kiev, passando "sulle nostre teste". Da lui, che, lo ha detto chiaramente, non ha portato «verità assolute, ma solo una interpretazione», l'ammonimento che non è con la cosiddetta "Tav" che si potrà salvare l'ambiente e rispettare il protocollo di Kyoto. Giusto per fare un esempio, ha ricordato che ci vorranno 50 anni per amortizzare l'energia spesa nelal realizzazione dell'opera in Val di Susa. E l'utilità? Altro esempio, in puro Beppe Grillo-style, è quello dell'acqua: «L'alta velocità vi porterà l'acqua minerale da Firenze, ma che senso ha quando la Carnia vanta una delle zone, i Musi, più piovose d'Italia?». Detto nella Bassa, per giunta... la terra delle fontane.
Parametri piemontesi da trapiantare pari-pari in Friuli Venezia Giulia, dove c'è, come ha fatto presente Anita Bressan del comitato anti-tav, un progetto tra Ronchi e Trieste già presentato nel 2003 e uno, quello tra Portogruaro e Ronchi, di cui nessuno sa nulla. L'unico dato certo è che passerà a sud dell'autostrada (Casali Franceschinis, Porpetto, Bagnaria), ma gli stessi sindaci sembrano ignorare tutto e l'unico che ha provato a opporsi è stato quello di Ajello Renato Nuovo. «E attenzione - ha sottolineato Bressan - che per le eventuali osservazioni ci saranno solo 30 giorni dalla presentazione». Ma adesso la protesta parte, guidata come sempre da Paolo De Toni (che non crede all'ignoranza dei sindaci) legata a quella già alzata a Ronchi. Perchè i fondo è sufficiente, esigenza gridata da Luciano Bressan del comitato isontino «solo una ferrovia normale che funzioni». «No-Tav - è il motto lanciato da De Toni - ma Bassa velocità, chi va piano va sano e va lontano».
Angelo Miorin |
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| Domenica, 22 Gennaio 2006 |
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| ALTA VELOCITÀ In molti pensano che non ci sarà in Friuli la stessa mobilitazione della Val Susa |
| Cosa diranno i sindaci della Bassa? |
| San Giorgio di Nogaro
(a.m.)In
campo, centomila persone, con in testa le fascie tricolori dei primi
cittadini. Tutti contro l'alta velocità. In Val di Susa però! Ma qui,
nonostante la nascita dei comitati anti-tav, è pensabile la stessa
cosa?
È
pensabile una mobilitazione così massiccia, tanto da rendere necessario
l'impiego di 1200 poliziotti che, come ha rilevato indignato l'altra
sera a Villa Dora lo scienziato piemenotese Luca Mercalli «è il più
grande spiegamento di forze di polizia della storia. Utilizzato per
aprire il primo cantiere della Tav, contro gente inerme. Mai fatto
altrettanto per combattere la mafia o la camorra». È pensabile? No, non
succederà mai. Dei sindaci della Bassa interessati al tragitto
ferroviario che correrà a sud dell'Autostrada (Muzzana, Porpetto,
Bagnaria, Ajello) solo Renato Nuovo ha apertamente dichiarato il suo
dissenso. E rispondendo a una lettera di una cittadina, la sindaca di
Porpetto Cecilia Schiff ha scritto di non sapere nulla del
tragitto-fantasma, eppure il suo ufficio tecnico non ha rilasciato
alcune concessioni edilizie perchè su quel terreno passerà la ferrovia.
Un controsenso? È il leader del Comitato di difensa ambientale Paolo De
Toni ad anticipare la risposta: «I nostri sindaci non sono come quelli
piemontesi, ma anche noi, non siamo come quella gente. Purtroppo».
La Bassa non si trasformerà mai in Val di Susa?
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Domenica, 22 Gennaio 2006
| SAN GIORGIO DI NOGARO Al convegno di villa Dora duro attacco ai politici |
| La serata di "Cespuglio" |
| L'ambientalista De Toni: «Cloruro di vinile in zona industriale» |
| San Giorgio di Nogaro
"Cvm", cloruro di vinile nella zona industriale. La denuncia arriva dall'uomo di punta del Comitato di difesa ambientale, Paolo De Toni, a margine della conferenza dibattito organizzata venerdì sera a Villa Dora per combattere il progetto "Alta velocità", che, passando per la Bassa nel suo tragitto Lisbona-Kiev, rischia di stravolgere equilibri sociali e ambientali. E se il pericolo di terreni espropriati, abitazioni abbattute, treni a 250 chilometri orari davanti alla porta di casa, allarma per il futuro, la denuncia ambientale portata da De Toni preoccupa tutti e subito.
«Nelle discariche dell'ex Cogolo - ha reso noto - è stata rilevata la presenza di Cvm a 14 metri di profondità. Si tratta di un degli elementi più inquinanti che esistano e nessuno dice nulla. Vogliamo sia fatta chiarezza».
Si chiamano in ballo i sindaci, gli stessi attaccati da De Toni perchè non sanno dove passerà il tracciato ferroviario: «È sconvolgente - ha detto relativamente alla Tav l'esponente ambientalista - ma è evidente che hanno ricevuto il diktat di tener nascosta la cosa». Medesima analisi per quanto riguarda l'Ausa-Corno: «I sindaci ci devono dire perchè in questa stramaledetta zona industriale governata con una forma di consociativismo politico da tutti i partiti, è stato possibile fare qualunque cosa».
Naturale il collegamento con il suo "nemico numero uno", l'ex direttore del consorzio Vincenzo Cani, le cui querele sono state esibite come medaglie al valore appuntate sul petto. «Negli ultimi 10 anni - ha detto De Toni- ho passato molto tempo nelle aule di tribunale per la mezza dozzina di azioni giudiziarie che lui e il padre Girolamo mi avevano mosso contro, ma hanno sempre perso».
Attacca la gestione dei consorzi (Tubone, Ausa-Corno, Csr) del Sangiorgino: «Molti sindaci sono collaterali a questo sistema di potere». Ormai sono tutti... illyzzati: La giunta Illy si è mangiata anche la sinistra, nessun politico sta con la gente». Lo consola l'azione di qualche magistrato:
"Il pm Leghissa ha inviato ai comuni i risultati dell'incidente probatorio con cui è stato dimostratola presenza di sedimenti marini inquinati. Colpa del Tubone, è ora che l'ex presidente Gianfranco Turchetti paghi».
Non risparmia il progetto "LagunA 21 per uno sviluppo sostenibile della Bassa: «Deve tirare fuori i dati reali sulla situazione ambientale. Altrimenti è solo l'ennesimo tentativo dei politici per rifarsi il look».
Angelo Miorin
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