SABATO, 07 AGOSTO 2004 Pagina 6 - Gorizia

ODG DEI DS
Anche il consiglio di Monfalcone prenderà posizione

MONFALCONE. Il comune di Gradisca necessità della più vasta collaborazione di tutti per avere la forza di opporsi alla realizzazione del centro di permanenza temporanea, che è in progetto nell’ex caserma Polonio.
Aiuto e sostegno che dovrebbe giungere anche dal consiglio comunale di Monfalcone, chiamato da un ordine del giorno del capogruppo comunale dei Ds, Omar Greco, a impegnare il sindaco «ad assumere tutte le iniziative necessarie affinché, attraverso il coinvolgimento di tutti, dalle istituzioni alle forze sociali e politiche, si manifesti al Governo tutta la contrarietà della nostra comunità alla realizzazione di quest’opera, non solo sul nostro territorio, ma in tutto il Paese».
Il Governo tramite il prefetto di Gorizia ha, infatti, fatto sapere di essere deciso a realizzare due centri immigrati nell’ex caserma Polonio di Gradisca d’Isonzo: uno destinato a fungere da Centro di permanenza temporanea e uno destinato alla prima accoglienza ed identificazione degli immigrati clandestini, e che gli stessi, come sottolineato dal sottosegretario agli Interni D’Alì in risposta a un’interrogazione presentata dai parlamentari isontini Maran e Budin, hanno rilievo strategico per l’area del Nord-Est.
La Regione ha già espresso una forte contrarietà attraverso il presidente Illy, che ha spedito una lettera al ministro degli interni Pisanu invitandolo a non proseguire i lavori di realizzazione del centro. Contrarietà è stata espressa anche dalla Provincia, con un ordine del giorno approvato in Consiglio e dal Comune di Gradisca d’Isonzo, «nei confronti di una struttura che – afferma Greco – assolverà la funzione di un luogo detentivo verso chi, spesso, scappa da una situazione drammatica nel proprio Paese di origine ed è alla ricerca di condizioni di vita più decorose».
Greco nel suo odg classifica come inutili e inefficaci le politiche dal carattere meramente repressivo, «che hanno dimostrato di non tener in nessun conto la dignità umana dell’immigrato, che prima di tutto è una persona. L’accoglienza è un dovere etico e morale – conclude il capogruppo dei ds – soprattutto in un territorio plurale come il nostro che ha sempre considerato l’immigrazione una ricchezza e non un problema. Per una vera integrazione la strada giusta da seguire non può essere quella che prevede la realizzazione di strutture che sono assimilabili a veri e propri carceri».
SABATO, 07 AGOSTO 2004 Pagina 6 - Gorizia

L’Ulivo e la lista Rinnovare, assieme ad altre forze, hanno ribadito il no alla struttura di accoglienza

Gradisca, nasce un comitato civico contro il centro per clandestini

GRADISCA. L’Ulivo cittadino, insieme alla lista civica “Rinnovare Gradisca” e alle altre forze politiche collegate ha formalizzato ufficialmente la decisione di dar vita a un comitato civico contro la realizzazione del Centro di permanenza temporanea. In un incontro, svoltosi giovedì, è stata riconfermata la ferma opposizione alla costruzione della struttura, definita «un luogo di segregazione che costringe gli immigrati a vivere in condizioni di isolamento e marginalità senza tener conto che costoro sfuggono da situazioni di miseria e oppressione».
Ma il prefetto di Gorizia, Pasquale Vergone, ribadisce, al contrario, che il Cpt «non ha le caratteristiche di un carcere» precisando che, proprio per questo motivo «non ci saranno agenti di custodia».
Ma le forze politiche gradiscane che hanno deciso di dar vita al comitato civico non sembrano affatto convinte di questo e sono decise a «creare un’organizzazione capace di proporre iniziative e strategie utili a far sì che né a Gradisca né altrove si realizzino strutture di questo tipo». «Nello spirito che ha sempre contraddistinto il modo di operare dell’Ulivo e della lista civica “Rinnovare Gradisca” – si afferma – il comitato sarà peraltro aperto alle adesioni e al contributo di quanti, singoli, associazioni e movimenti, vorranno aderirvi, condividendone lo spirito e le finalità».
Si stanno dunque “scaldando i muscoli” a Gradisca, per la “battaglia finale” sul Cpt che l’Ulivo locale considera, di fatto, appena all’inizio.
Il fatto che il governo abbia deciso di andare avanti, senza tener conto della contrarietà delle istituzioni locali e della comunità, anziché far recedere gli oppositori della struttura, li ha convinti a giocare il tutto per tutto, nella consapevolezza di avere alle spalle, oltre alle forze locali, anche la Provincia e la Regione.
C’è da ricordare, infatti, che il Governatore Illy, proprio di recente ha scritto una lettera molto critica al Ministro degli interni Pisanu, invitandolo a recedere dalla decisione assunta, mantenendo fede alle promesse fatte in gennaio proprio durante un incontro avvenuto a Roma con lo stesso Illy.
E a Pisanu aveva scritto nelle scorse settimane anche il presidente della Provincia, Giorgio Brandolin, da sempre in prima linea contro la realizzazione del Cpt. Brandolin oltre alle caratteristiche del Cpt, aveva aspramente contestato anche il metodo utilizzato per la concretizzazione del progetto «calato dall’alto – aveva dichiarato il presidente – senza minimamente coinvolgere gli enti locali, alla faccia del federalismo acclamato a parole dalla Lega Nord, ma in realtà non voluto».
Patrizia Artico