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Messaggero Veneto SABATO, 08 NOVEMBRE 2003 Pagina 10 - Regione
l parlamentari regionali: il governo non ha mantenuto le promesse: aveva assicurato una puntuale copertura per la ricostruzione

Appello ai colleghi del centro-destra: di fronte a uno stanziamento che è un’inezia anche loro devono mobilitarsi per garantire la rinascita delle zone colpite dal disastro

L’Ulivo: alluvione, non ci sono fondi

«In Alto Friuli danni per 500 milioni, Roma ne stanzia 75 per tutte le regioni»

TRIESTE. I parlamentari del Centro sinistra attaccano il governo accusandolo di non mantenere le promesse: aveva assicurato – dicono – un’adeguata copertura finanziaria per i danni che l’Alto Friuli ha subito con l’alluvione e invece, a fronte dei 500 milioni di euro accertati, Tremonti ci manda a dire che ci saranno a disposizione soltanto 75 milioni di euro. Una cifra – insistono – che dovrà essere spalmata su tutto il territorio nazionale laddove si sono verificate analoghe situazioni.

Il Canal del Ferro e la Valcanale hanno subito oltre 500 milioni di euro di danni, e la Finanziaria nazionale, a ristoro degli eventi alluvionali, ha stanziato soltanto 75 milioni.

Per tutta Italia però, e quest'anno sono andate sott'acqua parecchie zone. Rispetto alle gravi necessità del territorio il governo elargisce briciole, anche se riesce a trovare risorse per l'istituzione di tre nuove province o per dar vita al "Museo della moda". La denuncia arriva dai parlamentari del centrosinistra, che chiedono ai colleghi della Casa della libertà di attivarsi sul problema.

Nel corso di una conferenza stampa stampa tenuta ieri a Trieste, i senatori Budin e Bordon e i deputati Maran, Rosato e Damiani hanno illustrato i loro emendamenti al documento contabile del governo, che lunedì inizierà il suo iter parlamentare.

Le modifiche proposte riguardano tra l'altro l'intervento statale per l'autostrada ungherese-slovena, il sostegno ai lavoratori penalizzati dall'allargamento dell'Ue, la promozione dell'Expo internazionale a Trieste, il Fondo Gorizia e il Fondo Trieste,il risarcimento agli esuli istriani e i fondi per gli sloveni, il Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico e il sincrotrone Elettra.

Ma l'emendamento più importante, anche economicamente, è quello a ristoro dei danni dell'alluvione di fine agosto, con l'istituzione di un fondo ad hoc, dotato di 200 milioni annui per tre anni, attivabili sulla base del "Piano di ricostruzione e di sviluppo per la Valcanale e il Canal del Ferro".

«E' chiaro che la vera priorità è questa. L'emendamento per l'Alto Friuli, rappresenta il punto su cui si misurerà l'attenzione del governo nei confronti del Friuli-Venezia Giulia», dichiara il neodeputato di Intesa democratica Ettore Rosato, subentrato a seguito delle recenti elezioni suppletive al presidente della Regione Riccardo Illy. «Dal momento che il ministro Giulio Tremonti sostiene che ci sono problemi in ordine alla spesa corrente e non ai mutui, abbiamo pensato di spalmare la spesa sul triennio, con poste da 200 milioni».

«Nella fase dell'emergenza vi fu una riunione di tutti i parlamentari regionali, nel corso della quale espressi alcuni dubbi sull'intervento del governo. I colleghi della Casa delle libertà parlarono allora di critiche apodittiche e infondate, addirittura di sciacallaggio. Speriamo che non sia invece ottimismo, ribattei. Ora, i fatti dicono che si trattava di sfrenato ottimismo», osserva dal canto suo il capogruppo della Margherita, Willer Bordon.

«A fronte degli oltre 500 milioni di danni accertati dalla protezione civile regionale e nazionale, Tremonti alloca 75 milioni, per tutte le calamità di questo genere in Italia. Un'inezia: si può dire che lo stanziamento, semplicemente, non c'è».

A questo punto, dicono i parlamentari del centrosinistra, occorre che si impegnino anche i colleghi della Casa delle libertà. «Purché non pensino di salvarsi l'anima firmando i nostri documenti, certi della loro bocciatura: la maggioranza ha un ruolo, l'opposizione un altro», nota ancora il parlamentare della Margherita, Bordon.

«Siamo disposti noi ad accodarci alle loro richieste, firmando per ultimi», gli fa eco Rosato. Che subito dopo chiosa in questo modo: «O anche a fungere da dattilografi se questo può servire».

Adesso, prima che al Govenro, i parlamentari del Centro sinistra si rivolgono ai colleghi del centro destra per coinvolgerli magari in una battaglia comune di principi. (l.s.)