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VENERDÌ, 30 SETTEMBRE 2005
Pagina 8 - Udine
«La sicurezza a Latisana si può garantire con altre tecniche Cominciamo con lo sghiaiare»
I sindaci: stop al piano per il Tagliamento
I Comitati dei paesi: così si uccide anche leconomia locale legata al turismo
Udine. Nuova manifestazione contro il progetto ieri alla sede della Regione
UDINE. Azzerare il progetto regionale della giunta Illy sulle casse di espansione sul fiume Tagliamento. E' questa la richiesta delle associazioni e delle amministrazioni comunali che ieri mattina hanno protestato davanti alla sede della Regione a Udine. Una protesta per chiedere l'azzeramento del progetto regionale e l'apertura di un organismo partecipativo e decisionale con i sindaci, le associazioni e la popolazione per riformulare su basi scientifiche il riassetto idrogeologico di tutto il corso del Tagliamento.
Alla protesta, organizzata dal Comitato di Ragogna contro le casse di espansione, hanno partecipato le amministrazioni di San Daniele del Friuli, Dignano, Ragogna, Pinzano e Spilimbergo, interessate direttamente dal problema. «Non si vuole tenere ancora conto - spiega il presidente del comitato, Ermanno Bortoluzzi - delle numerose proteste, delle 20 mila firme raccolte e della preplessità di molti studiosi sui questo progetto. Il luogo dove è prevista la sua realizzazione, cioè il Sic, è una zona di pregio ambientale». La protesta è stata organizzata in concomitanza con la riunione, in via San Francesco, della Commissione tecnica incaricata di esaminare il relativo progetto. La giunta, secondo i comitati, sta per cementare, con opere ciclopiche, il fiume Tagliamento da Pinzano a Spilimbergo. Pare che l'affare, per loro, preveda una spesa di 200 milioni di euro per opere inutili e dannose, più le spese tecniche, le spese generali, e gli interessi sull'ingente debito che graverà per il futuro, e da aggiungersi il costo della loro demolizione, come sta avvenendo altrove in Europa per opere similari, dove si provvede alla rinaturazione dei corsi fluviali. «Siamo qui ancora una volta - spiega Valerio Mattioni, consigliere comunale di San Daniele - a manifestare la nostra contrarietà per un'opera che non è assolutamente efficace per risolvere il problema delle esondazioni del fiume Tagliamento. Un'opera di cui invece temiamo i danni irreversibili che provocherà ad un ambiente naturale , tra i più belli non solo della regione ma dell'Europa, con ricadute negative e ripercussioni oltre che sulla qualità della vita, sull'economia del territorio legata al turismo e ai prodotti alimentari di qualità che nella nostra realtà di distretto alimentare sono in strettissima relazione proprio con l'ambiente che, a maggior ragione, deve essere preservato. Siamo consapevoli che si debba dar risposta ai problemi di Latisana, che reclama una maggior sicurezza e protezione dal rischio di esondazioni, anche se ci sarebbe qualcosa da dire su certe scelte urbanistiche improprie del passato, ma riteniamo si debbano trovare soluzioni meno invasive e meno impattanti, e il più possibile naturali, da distribuire lungo l'intero corso del fiume. Pensiamo a interventi di sghiaiamento, di pulizia dell'alveo con il taglio e la rimozione di alberi, agli interventi sulla foce, la revisione e il miglioramento del canale Cavrato. Siamo perplessi sul fatto che il fiume possa vivere solo grazie all'assistenza tecnica, ma semmai pensiamo che si possa trovare una tecnica che soccorra la natura, assecondandola, senza comprometterla».
Per appurare l'effettiva validità del progetto delle casse di espansione è stato chiesto anche un parere autorevole. Infatti l'ingegner Ezio Todini, ordinario di Idrologia presso la facoltà d'ingegneria dell'Università di Bologna, Massimo esperto a livello nazionale di questi problemi, ha spiegato la sua posizione in merito alle casse di espansione. Il professore, in uno studio, ha evidenziato come, a seguito degli interventi idraulici previsti nel tratto terminale del fiume che prevedono il completamento della diaframmatura degli argini e la ricalibratura del Canale Cavrato, le casse di espansione vengano a perdere la loro reale funzione di elemento essenziale per la messa in sicurezza di Latisana. Risultati in piena consonanza con lo Studio preliminare del Wwf che, già nell'autunno 2003, individuava una alternativa pianificatoria e di progetto alle casse di espansione previste nel Sito d'Importanza Comunitaria Greto del Tagliamento.
Mirco Mastrorosa
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VENERDÌ, 30 SETTEMBRE 2005
Pagina 8 - Udine
Mestroni: garantisco, le casse non si faranno
LA PROVINCIA
UDINE. «Garantisco che le casse non si faranno. E la decisione deve venire dal territorio».
L'assessore provinciale udinese all'ambiente Loreto Mestroni, interviene sul progetto di messa in sicurezza del Tagliamento e prende una posizione forte contro la giunta regionale e la decisione di realizzare le casse di espansione: «E' ridicolo e infantile - dice Mestroni - il comportamento della giunta regionale su questo argomento, che usa la legge sui lavori pubblici del 2002 per dare l'assenso all'opera, tagliando fuori deliberatamente le 2 province e mettendo nel numero di chi deve dare l'assenso, oltre ai comuni coinvolti, alcune direzioni regionali. Questo è come dire che l'arbitro ha già deciso l'esito della partita. Riguardo al metodo c'è anche da sottolineare il comportamento inconcepibile da parte della giunta regionale di avviare la procedura di valutazione di impatto ambientale a posteriori, che di fatto azzera il valore stesso. Evidentemente - dice Mestroni - hanno già preso una decisione. Inoltre la valutazione di impatto ambientale la farà una direzione regionale: ancora una volta significa che l'arbitro non è imparziale».
«La soluzione delle casse di espansione - continua - avrà sicuramente una validità idraulica, ma non è così esclusiva e risolutiva come vogliono far credere, anche perché il progetto iniziale prevedeva ben 3 casse e ora siamo passati a una sola. Inoltre è inaccettabile una sorta di dualismo e di conflittualità che viene proposto fra ambiente e salvezza di vite umane: primo perché l'ambiente non ha mai messo in pericolo vite umane, secondo perché basta leggere il Piano di assetto idrogeologico e si vede che una volta completata la diaframmazione degli argini a Latisana l'indice da P3 passa a P2, che significa nessun rischio di perdita di vite umane. E questo lo dice l'Autorità di Bacini».
«Poche chiacchiere e più responsabilità - conclude lassessore provinciale Loreto Mestroni - soprattutto nell'ottica di lasciare la decisione al territorio».
E la conclusione è un vero e proprio affondo contro la giunta regionale e il suo progetto, con una previsione che avrà sicuramente uno strascico di polemiche e di prese di posizione. Dice lassessore Mestroni: «Io garantisco che le casse non si faranno mai, proprio perché il territorio non le vuole, e non c'è Illy che tenga. La Provincia di Udine, proprio perché intende portare il problema a un livello nazionale, ha sostenuto una giornata di studio con il geologo Mario Tozzi della trasmissione Gaia, che andrà in onda a novembre». (mi. ma.)
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VENERDÌ, 30 SETTEMBRE 2005
Pagina 8 - Udine
I dubbi della commissione
Alcuni componenti non sono convinti dellubicazione
I Comuni: adesso cominciano ad ascoltarci
UDINE. Si è riunita ieri mattina la commissione regionale dei lavori pubblici, nellufficio di gabinetto della regione a Udine. Sul tavolo della riunione, coordinata dal direttore centrale Franco Sgubogna, il progetto preliminare delle opere di laminazione delle piene del Tagliamento, nel suo corso medio e basso. Opere controverse, cui si oppongono con forza le amministrazioni comunali di Pinzano, Spilimbergo, Dignano, San Daniele e Ragogna. Una battaglia condotta in ambito istituzionale, su un fronte però più che mai compatto e motivato. I sindaci hanno presentato un documento comune che è stato allegato al verbale dei lavori della commissione. Un documento zeppo di osservazioni e richieste di spiegazioni sugli aspetti squisitamente tecnici e di carattere generale del Piano stralcio dei costruendi manufatti. Le risposte, almeno in gran parte, dovrebbero essere pronte per il 20 ottobre prossimo, giorno fissato per un nuovo incontro della commissione in oggetto. «Durante i lavori - commenta il sindaco di Pinzano, Luciano De Biasio - svoltisi in modo corretto e di rispettosa attenzione alle diverse posizioni, è emerso un elemento senza dubbio positivo per la causa che sosteniamo. Grossi dubbi sullubicazione e su diversi altri aspetti della casse di espansione sono emersi da parte di altri commissari e soggetti competenti allesame tecnico sul progetto delle opere di laminazione. Un fatto che ci conforta, facendoci sentire meno isolati nelle nostre posizioni e ragionamenti che portiamo avanti da anni». Il doumento-memoria unitario delle amministrazioni comunali rimarca in premessa le ragioni della «netta contrarietà alla realizzazione delle casse di espansione». Vengono sottolineati «gli effetti negativi delle opere sugli aspetti naturalistici e ambientali, la loro ubicazione in una zona definita sito di interesse comunitario (Sic) dalle leggi comunitarie nonchè la possibile constatazione di inefficacia delle costruende opere ai fini della messa in sicurezza delle località del basso corso del Tagliamento». Rilievi anche ai sensi del decreto legislativo 112/98 in materia di valutazione di impatto ambientale (Via), secondo cui sarebbero di competenza dello Stato «le opere e gli impianti il cui impatto ambientale investe più regioni, le opere e le infrastrutture di rilievo internazionale e nazionale, gli impianti industriali di particolare e rilevante impatto nonchè le opere la cui autorizzazione è di competenza dello Stato». Altre puntualizzazioni sottolineano che lintervento delle casse «è esterno allambito individuato dal Piano stralcio e basato su analisi del suolo di 10 anni fa». Inoltre «il progetto produce una consistente riduzione dellalveo del fiume e, pur recependo lintroduzione del Sic non ne segue le procedure previste».
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