Intervista di
Marina Silvestri a
Edoardo Boncinelli
pubblicata sulla rivista Heos
il 17/10/2001
Materiali
Il Corriere della Sera 22 ottobre 2004 L’uomo ha meno geni del rospo, ma li usa meglio
Il Corriere della Sera 28 novembre 2003 Minuscoli universi chiamati «uomini»
Il Corriere della Sera 10 luglio 2002 Anno 2050: un pò di fantasia ci salverà
Corriere della Sera, 30 dicembre 2000 L’universo è tutto un tango
News dal sito SWIF
Biografia (datata)
Intervista di MediaMente Biotecnologie a prova di ambiente
A.I.F., Associazione per l'insegnamento della fisica "Presentazione di Edoardo Boncinelli"
Le strategie di Edoardo Boncinelli: intervista al nuovo direttore della Sissa di Trieste

La miscela esplosiva del prossimo futuro sarà composta da fisica, matematica e neuroscienze

Tra i progetti da realizzare indica la genomica del sistema nervoso, la linguistica e la filosofia della scienza intesa come filosofia della meccanica quantistica

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di Marina Silvestri

Milano (17/10/01) - Edoardo Boncinelli è il nuovo direttore della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste(www.sissa.it). Fisico, si è dedicato allo studio della genetica e della biologia molecolare. E' membro dell'Accademia Europea e dell'Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare. E' capo del Laboratorio di Biologia molecolare dello Sviluppo presso il Dipartimento di Ricerca dell'Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele e docente di Biologia e Genetica presso l'università Vita-Salute di Milano. Scrive sul Corriere della Sera. Fra i suoi libri di divulgazione, A caccia di geni(Roma 1996), I nostri geni (Torino 1998), Il cervello la mente e l'anima (Milano 2000), Prima lezione di Biologia (Bari 2001).

Heos ha chiesto al professor Boncinelli qualche anticipazione sul suo nuovo incarico.

Prof. Boncinelli, manterrà la componente interdisciplinare che ha sempre fortemente caratterizzato questa scuola?

"Sull'impronta interdisciplinare non ci sono dubbi: primo perché questa scuola è nata così - ed il precedente direttore Daniele Amati ha aumentato l'interdisciplinarietà introducendo da zero le neuroscienze -, secondo perché io sono un fisico che per trent'anni ha fatto il biologo, quindi sarebbe strano che un istituto già fatto così, con un direttore come me non continuasse sulla strada dell'interdisciplinarietà".

Tutti si aspettano che lei sia venuto per espandere il settore delle neuroscienze?

"Lo pensano in molti, ma io credo che per ora la cosa più importante sia mantenere la qualità ed il rapporto fra le parti, quindi i campi rimarranno quelli che sono: la fisica e le sue ramificazioni, la matematica e le neuroscienze. Solo quando entreremo a regime starò più attento alle neuroscienze e, se possibile, cercherò di espandere le neuroscienze cognitive. Se potrò vorrei istituire la genomica del sistema nervoso - qualcuno potrebbe chiamarla psicogenomica anche se è un termine che è una fuga in avanti - ma non sono sicuro che sarà possibile, in termini non tanto di soldi, quanto di spazi. Quando si individua un gene importante per il funzionamento del sistema nervoso e del cervello, l'unico modo per fare la verifica è di fare un topo che non abbia quel gene o che ce abbia alterato; al momento questi spazi per i laboratori non ci sono.

Altri progetti?

Ci sono un paio di settori che a me stanno particolarmente a cuore e che vorrei istituire, ma non subito. Il primo è la linguistica che è affine alle scienze cognitive ed è un mio pallino da quarant'anni. Considero la linguistica un prolungamento naturale delle scienze cognitive, anche se naturalmente è anche una scienza autonoma e come tale deve essere studiata. Per linguistica non intendo la psicolinguistica, né la linguistica fonologica, cioè non una via di mezzo, ma lo studio che ne fa Noam Chomsky ovvero l'analisi della grammatica mentale che sta dietro le lingue.

L'altro settore che vorrei introdurre ex novo, è quello della filosofia della scienza intesa in modo molto caratterizzato, come filosofia della meccanica quantistica, con apertura sulla computazione quantistica. Se questo si realizzerà, coinvolgerà un ampio spettro di scienziati, dai i fisici delle particelle ai fisici dello stato condensato. Per quanto riguarda la matematica vorrei spingere verso la matematica applicata che oggi sta raggiungendo altissimi livelli. Questo in breve è il mio progetto.

La filosofia della scienza sarebbe dunque un ulteriore occasione di incontro interdisciplinare?

Certo, sarebbe un settore in grado di fare da collante, perché il filosofo della scienza ideale è colui che sa il mestiere della scienza che studia e si interroga sui fondamenti e sul rapporto con le altre scienze.

Intende potenziare anche la "visibilità" di questa scuola?

La SISSA non è tanto nota. Molti in Italia non sanno che cosa sia la SISSA, ma quelli che lo sanno ne hanno un ottimo concetto. Io farò del mio meglio per renderla più nota. I ragazzi bravi devono sapere che oltre alla Normale di Pisa esiste anche la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.

Ci si aspettano grosse novità dalla scienza nei prossimi anni. Da quali discipline arriva il "nuovo" che avanza?

La miscela esplosiva è fatta di fisica, matematica e neuroscienze, ed è, guarda caso, quello che si sta facendo proprio qui.