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Le condizioni al contorno (2001)
Praticamente soli nel movimento anarchico e nella "estrema sinistra", abbiamo sempre sostenuto l'importanza fondamentale del bioregionalismo nel momento in cui si deve sviluppare una strategia politica operativa sul territorio. Purtroppo a fare chiarezza su queste tematiche non giovano le tendenze mistiche presenti ella "rete bioregionale" organizzata da "AAM terra nuova" che fanno riferimento alla "ecologia profonda" teoria, quest'ultima, contrastata fin dal suo comparire in America da Murray Bookchin. Ma fatto ancora più grave è l'infiltrazione di componenti della cosiddetta "nuova destra" che fanno riferimento per esempio a quel tale Edoardo Zarelli il cui nome compare nei referenti della suddetta "rete bioregionale". Anche il link a fianco elencato, "un antico futuro", ha forti connotazioni di destra e infatti l'autore, Panzarasa, ha pubblicato tale articolo nel sito estovest.org di Zarelli. Diciamo chiaramente che non intendiamo aver niente a che spartire con questa gente e infatti anche per e-mail abbiamo avuto un brusco chiarimento di opinioni con un rappresentante della "rete bioregionale" (Moretti) che di fronte ai nostri rilievi su presenze strane nella "rete bioregionale" sosteneva testualmente:
"Come bioregionalista non posso che essere ecologista profondo e quindi, nè di destra nè di sinistra, ma per la Terra e per tutte le creature che su di essa vivono, compreso l'uomo/donna.
Sinceramente pensavo che il tempo avesse influito positivamente e, nel rispetto delle differenze, foste giunti alla conclusione che quello che conta è lavorare su ciò che ci unisce e non su ciò che ci divide. In questo senso era rivolto il mio invito per un 'cammino comune'.
Evidentemente non possiamo accettare questa impostazione per molteplici ragioni fra cui proprio quella che questo slogan è un invito a nozze per le strategie di infiltrazione, strategie che più sono anomale, ingannevoli e mascherate e più sono pericolose! Crediamo che lo slogan "nè di destra nè di sinistra" (che peraltro in senso storico-politico non tocca da vicino gli anarchici) sia comunque in senso lato una pessima carta di presentazione, non porta ad alcuna chiarezza e genera molta confusione.
Detto questo, continuiamo per la nostra strada, invitando i compagni a valutare oculatamente le questioni in gioco. Da un lato (per chi si occupa di bioregionalismo) invitiamo a stare in guardia su chi si incontra per strada e dall'altro (per chi non si occupa di bioregionalismo) invitiamo a non strumentalizzare queste situazioni, senz'altro delicate, per esempio nel tentare di dire che il bioregionalismo, l'etnicismo. il nazionalitarismo siano, in quanto tali, politiche di destra, indicando come elementi di prova i fatti di cui sopra. A questo proposito se non dovessero bastare le nostre spalle larghe, possiamo sempre ricorrere non solo a Bookchin ma anche a Bakunin, Kropotkin, Reclus, per la corretta in terpretazione dell'anarchismo relativamente al tema delle nazionalità, dei popoli e della corrispondente "geografia sociale". Noi pensiamo che il bioregionalimo sia una articolazione operativa dell'anarchismo moderno, nel momento in cui ci si pone concretamente lo sviluppo di una strategia di autogestione generalizzata che sia effettivamente rispettosa della storia e delle caratteristiche del territorio su cui si sviluppano i movimenti reali. L'anarchismo è "omogeneo e isotropo" solo nelle semplificazioni accademiche di chi legge troppi libri e non coglie le sfaccettature della realtà vissuta.
La redazione di ecologia sociale anno 2001
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